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ECONOMIA

Il decreto lavoro è legge: la Camera ha approvato

279 i voti favorevoli, 143 i 'no'. Tempi rispettati nonostante i 33 deputati iscritti a parlare. Il decreto mantiene l'impostazione originaria del governo: rendere più facile il ricorso ai contratti a termine e all'apprendistato per rilanciare l'occupazione

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Aula della Camera
Roma
Il decreto Lavoro è legge. L'aula della Camera ha approvato il testo in via definitiva. 279 i 'sì' e 143 i 'no'.

Il decreto mantiene l'impostazione originaria data dal premier Matteo Renzi e dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, cioè quella di rendere più facile il ricorso ai contratti a termine e all'apprendistato con l'obiettivo, sostiene l'esecutivo, di "rilanciare l'occupazione".

Tesi contestata dalle opposizioni che ritengono le misure un'ulteriore  spinta alla precarietà.

Il testo iniziale è stato confermato nella parte in cui innalza da 12 a 36 mesi la durata dei contratti a termine senza il requisito della causalità; ma le proroghe possibili nei 36 mesi scendono da otto a cinque.

Retromarcia invece, rispetto al risultato raggiunto in prima battuta a Montecitorio, sull'obbligo di assunzione per chi non rispetta il tetto del 20% di contratti a termine sull'organico a tempo indeterminato dell'azienda: se sforano la soglia i datori di lavoro dovranno pagare una multa tra il 20% e il 50% della retribuzione del lavoratore.