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POLITICA

Ferranti: "Un passo avanti di civiltà"

Il divorzio breve è legge, ok definitivo della Camera

Il provvedimento è stato approvato a Montecitorio con 398 sì, 28 no e sei astenuti. La Lega ha votato contro. La nuova legge riduce da 3 anni ad uno la durata della separazione giudiziale (che scende a 6 mesi per la consensuale) prima di ottenere lo scioglimento del matrimonio, indipendentemente dalla presenza o meno di figli

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Via libera dell'aula della Camera all'introduzione del divorzio breve. Il provvedimento è stato licenziato a Montecitorio con 398 sì, 28 no e sei astenuti. Tutti i gruppi hanno votato a favore, Ap e Forza Italia pure favorevoli hanno lasciato libertà di coscienza ai propri deputati. La Lega ha lasciato libertà di coscienza ma la maggior parte dei deputati leghisti, secondo quanto viene riferito, ha votato contro. In dissenso da Forza Italia il deputato Antonio Palmieri che ha votato contro. Non essendoci state modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato il ddl diventerà legge.

Da un anno a sei mesi per divorziare
Il provvedimento riduce da 3 anni ad uno la durata della separazione giudiziale (che scende a 6 mesi per la consensuale) prima di ottenere lo scioglimento del matrimonio, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. I termini decorrono dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale. Le nuove norme si applicano ai procedimenti in corso alla data della sua entrata in vigore.

Ferranti: "Legge è un passo avanti di civiltà"
La legge sul divorzio breve "è un indubbio passo avanti di civiltà giuridica e sociale, in linea con i tempi e con gli ordinamenti degli altri paesi". Così Donatella Ferranti commenta il voto definitivo della Camera parlando di "testo equilibrato e realistico, che renderà più snello il percorso giudiziale riducendo il contenzioso". "Abbreviare i tempi - sottolinea la presidente della commissione Giustizia di Montecitorio - facilita la soluzione dei conflitti tra coniugi, anche a vantaggio della serenità dei figli".

Il 'divorzio breve' peraltro, rimarca l'esponente del Pd, "non sminuisce affatto il valore del matrimonio né obbliga a tempi accelerati, perché anche con la nuova legge saranno pur sempre gli ex coniugi a decidere quando chiedere il divorzio dopo la separazione. Quanto ai figli, il nostro ordinamento li tutela già ampiamente a prescindere dal contesto familiare". E comunque, conclude Ferranti, "dopo il dolore di una separazione solo ripristinando quanto prima una situazione di 'normalità', e non certo allungando i tempi di sofferenza e disagio, si assicura davvero il bene dei figli".

Sereni: "Legge equilibrata, ora unioni civili"
​"Dopo molti anni di discussione finalmente anche nel nostro Paese si introduce il cosiddetto 'divorzio breve'. Non si tratta, come qualcuno ha affermato, di un incentivo a rompere il matrimonio quanto piuttosto di una semplificazione di quel percorso che tra la separazione e il divorzio impedisce a molte coppie separate che hanno avviato altre relazioni di formare nuove famiglie". Così la vice presidente della Camera Marina Sereni commenta il sì definitivo arrivato a Montecitorio alla legge sul divorzio breve. "Una norma di civiltà dunque che riduce gli oneri finanziari e burocratici a carico delle coppie che affrontano separazione e divorzio e presta attenzione ai figli, dando a loro e ai loro genitori certezza e serenità. Per queste ragioni - conclude - non posso che esprimere soddisfazione per una norma equilibrata che segna un passo avanti sul terreno dei diritti civili cui spero seguano nei prossimi mesi altre scelte in particolare per quanto riguarda le unioni civili", conclude.

Costa: "Legge di portata storica"
Una legge al passo con i tempi, che sancisce finalmente un punto di svolta su un tema cruciale nell'ambito del diritto di famiglia e, in particolare, della crisi coniugale. Il Parlamento ha lavorato bene". E' quanto afferma il viceministro della Giustizia Enrico Costa, commentando l'approvazione della riforma sul divorzio breve. "L'ampio consenso che si è registrato sul provvedimento che stabilisce l'abbreviazione dei termini che intercorrono tra la separazione e il divorzio - aggiunge il viceministro - è un chiaro segnale dell'equilibrio della norma approvata oggi in via definitiva dal Parlamento".