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MONDO

Il ministro della Giustizia si candida alla premiership

Il dopo Brexit in Gran Bretagna,Gove:"Metterò fine a libera circolazione.Negoziati con Ue?Nel 2017"

Dopo aver scalzato il collega di partito e di campagna anti-Ue Boris Johnson dalla candidatura alla guida dei Conservatori, Michael Gove annuncia di voler correre per la poltrona di primo ministro al posto di David Cameron. Anticipando il suo programma

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Il ministro della Giustizia britannico Michael Gove ha presentato la sua candidatura per sostituire David Cameron come primo ministro, sostenendo che "la Gran Bretagna deve essere guidata da una persona che ha combattuto per uscire dall'Unione Europea". "Nella campagna per il referendum ho sostenuto cambiamenti specifici, credo in essi e li realizzerò. Le promesse di lasciare l'Unione europea, porre fine alla supremazia dell'Ue e riprendere il controllo della nostra democrazia, con il mio impegno saranno rispettate", ha detto spiegando, il suo programma da candidato alla leadership Tory e sfidando la collega di partito Theresa May.

"Metterò fine alla libera circolazione"
Gove ha detto che avrebbe posto "fine alla supremazia del diritto comunitario per riprendersi il controllo della democrazia in Gran Bretagna". "Metterò fine alla libera circolazione", ha aggiunto, annunciando maggiori controlli sull'immigrazione e la riduzione del numero degli immigrati attraverso "un sistema di punti all'australiana". Ammettendo che l'economia britannica "si basa su fondamentali solidi", il ministro della Giustizia ha poi promesso di "usare il denaro che attualmente inviamo a Bruxelles" per investimenti sulle "priorità del popolo britannico, prima fra tutte la salute", stanziando ulteriori 100 milioni di sterline a settimana per il servizio nazionale sanitario (Nhs)" e "per tagliare l'Iva sul carburante".

Conosco "i miei limiti e so di non avere né carisma né glamour", ha poi ammesso il ministro della Giustizia britannico che sulla vicenda legata a Boris Johnson ha spiegato: "Ho cercato di non candidarmi, ma mi sono reso conto che non è la persona giusta".

Negoziati formali con Ue non prima del 2017 ed elezioni nel 2020
Gove è poi d'accordo con la rivale Theresa May nel non prevedere di attivare nei prossimi mesi l'articolo 50 del Trattato di Lisbona per il divorzio formale dall'Ue dopo la Brexit. Se ne parlera' nel 2017, ha lasciato intendere. D'accordo con May anche sul no a elezioni anticipate in Gran Bretagna: si votera' nel 2020, ha detto, per dare tempo a chi succedera' a David Cameron di attuare un programma di governo aggiornato secondo le indicazioni emerse dal referendum.