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ITALIA

Emergenza nel Mediterraneo

Immigrazione, Soccorsi sei gommoni con 600 migranti. Gentiloni: "Potenziare Triton"

Sei imbarcazioni sono alla deriva 50 miglia a nord delle coste libiche. Sul posto sono stati dirottati due mercantili e la nave Peluso della Guardia costiera. Intanto il ministro degli Esteri ribadisce: "Triton deve essere potenziata e il problema si deve affrontare nei Paesi di transito"

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Continua l'emergenza immigrazione nelle acque tra la Libia e la Sicilia. All'indomani della tragedia che ha visto la oltre 300 migranti morti per il freddo a bordo dei barconi che varcano il Mediterraneo, altri sei gommoni sono alla deriva 50 miglia a nord delle coste libiche. Il Centro nazionale di soccorso della Guardia costiera sta coordinando le operazioni di soccorso delle sei imbarcazioni con a bordo circa 600 migranti.

Tutte le richieste di aiuto sono arrivate tramite telefono satellitare. Sul posto sono state dirottati due mercantili e la nave Peluso della Guardia costiera, che hanno già localizzato i sei gommoni in difficoltà La nave delle Capitanerie di Porto ha iniziato le operazioni di recupero dei migranti. 

Nel frattempo il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ribadisce la volontà del governo di chiedere un maggiore coinvolgimento dell'Unione Europea nell'emergenza sbarchi. Per Gentiloni la missione Triton "deve essere potenziata, non è possibile che una zona economica come l'Ue spenda per una missione umanitaria solo 4 milioni di euro al mese".

Il ministro aggiunge: "Il problema non si può affrontare concentrandosi solo sulle ultime 200 miglia. Lo si deve affrontare nei Paesi di transito" e soprattutto "gli interventi non possono non svolgersi nei Paesi di origine. Non possiamo avere una visione limitata alla coscienza sbattuta in faccia in seguito alle tragedie - ha poi aggiunto -. Il problema ha origini diverse e dobbiamo andare più in profondità per affrontare il fenomeno". 

Dall'altra parte del Mediterraneo però, in Libia, sarebbero infatti in migliaia i migranti pronti a partire anche perché, come temevano 007 ed esperti del Viminale, col precipitare della situazione nel Paese africano è da lì iniziata la fuga. L'assenza di un governo saldo a Tripoli, l'avanzata dell'Isis e il migliorare delle condizioni meteo rischiano di innescare un vero esodo dalle coste del Paese nordafricano, che inevitabilmente finirebbe per riversarsi sull'Italia. 

Intanto, dopo che venerdì a poche miglia dalla costa di Tripoli sono state tratte in salvo 700 persone (un centinaio delle quali già sbarcate nella notte a Lampedusa), a Porto Empedocle, nell'agrigentino, sono attesi i 275 migranti in arrivo a bordo della nave della Guardia Costiera CP904 "Fiorillo".