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ECONOMIA

Rapporto Cgia

Imprese: una su 5 licenzia per ritardi nei pagamenti

"Continuiamo a essere i peggiori pagatori d'Europa. La nostra Pubblica amministrazione paga le imprese a 165 giorni; nei rapporti tra privati sono necessari mediamente 75 giorni"

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Un operaio al lavoro
Roma
Quest'anno un'impresa italiana su cinque è stata costretta a licenziare a causa degli effetti negativi dovuti ai ritardi nei pagamenti. E' quanto emerge da un'elaborazione dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre sui dati elaborati da Intrum Justitia - una società di gestione e recupero crediti attiva in Europa - nei primi tre mesi di quest'anno.

Pagamenti non regolari
Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi segnala che "è drammatico che in l'Italia, con un tasso di disoccupazione che ormai galoppa verso il 13 per cento, molte aziende siano costrette ad espellere una parte del personale perché non vengono pagate con regolarità [...] Nonostante dal 1 gennaio 2013 la legge stabilisca che il Pubblico deve pagare entro 30/60 giorni, mentre i privati tra i 60/90 giorni, queste disposizioni continuano a essere palesemente inapplicate, con ricadute molto pesanti soprattutto per le piccole imprese che dispongono di un potere contrattuale molto limitato".

"I peggiori pagatori d'Europa"
"Purtroppo" - sottolinea la Cgia - "continuiamo a essere i peggiori pagatori d'Europa. Se (lo Stato) mediamente la nostra Pubblica amministrazione paga le imprese a 165 giorni (+ 107 giorni rispetto la media europea), nei rapporti commerciali tra imprese ci vogliono 94 giorni affinché il committente saldi il proprio fornitore (+ 47 giorni rispetto la media Ue). Anche nei rapporti tra privati (cioè cittadini/famiglie) e imprese, la situazione rimane difficile: sono necessari mediamente 75 giorni per essere definitivamente pagati (41 in piuùdella media Ue)".