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MONDO

Giacarta

Indonesia, raid della polizia a festa gay: arrestate 141 persone

Tra i fermati molti stranieri. Dieci di loro accusati di aver violato le leggi anti-pornografia per cui sono previsti fino a 10 anni di reclusione. Preoccupa l'avanzata di un Islam più conservatore

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(Foto AP)

Nonostante in Indonesia le relazioni omosessuali non costituiscano reato, 141 uomini, tra cui molti stranieri, sono stati arrestati ieri in una sauna a Giacarta. Stando a quanto riferito dal portavoce della polizia locale, Argo Yuwono, gli arrestati stavano prendendo parte ad una festa a sfondo sessuale chiamata The wild one (Il selvaggio). Per gli inquirenti, l'evento rientrava in un giro di prostituzione organizzato dalla sauna con palestra.

Per dieci dei 141 fermati (il titolare del centro, spogliarellisti, membri dello staff e due clienti sorpresi durante un rapporto orale), l'accusa sarà di aver violato le leggi anti-pornografia, per cui è prevista la reclusione fino a 10 anni.

I precedenti
La crescente intolleranza delle autorità indonesiane nei confronti degli omosessuali è confermata non solo da questo episodio, ma anche da alcuni precedenti. Ad aprile, a Surabaya, seconda città del Paese, erano state arrestate 14 persone a seguito di un raid in un altro presunto festino sessuale. La settimana scorsa, invece, nella provincia di Aceh (l'unica in cui vige la shari'a), due giovani gay sono stati condannati a 85 fustigate dopo che alcuni vigilantes di quartiere li avevano colti in intimità nel loro appartamento.

L'omofobia nel mondo
Questo ennesimo episodio ci restituisce una fotografia sconcertante della situazione dei diritti LGBT in Indonesia e invita a riflettere anche sulla situazione dell'omofobia nel mondo. Da alcune mappe realizzate dall'ILGA (International Lesbian Gay Bisexual Trans and Intersex Association), oggi si rischia la pena di morte in 8 Stati e il carcere in 72 Paesi (in 14 di questi addirittura l'ergastolo). L'omosessualità maschile è meno tollerata: in 45 Paesi sono vietate le relazioni tra donne, rispetto ai 72 per i rapporti tra uomini. La strada è ancora lunga ed è un errore pensare che non ci sia più bisogno di combattere l'omofobia.