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ECONOMIA

Previdenza

Inps, Boeri: "Su sgravi fiscali abusi delle aziende per 600 milioni di euro"

Sono sessantamila le aziende che hanno usifrutio in modo illecito dello sgravio

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Sono circa 100 mila i lavoratori, assunti nel 2015, per i quali sono stati richiesti "indebitamente" gli sgravi triennali per l'assunzione a tempo indeterminato. Sono le stime dell'Inps. 60 mila le aziende che hanno usufruito in modo illecito dello sgravio, per un totale di 600 milioni di euro di mancati versamenti all'istituto. 
I dati, forniti dal direttore centrale Entrate dell'Inps, Gabriella Di Michele, sono stati ottenuti attraverso l'incrocio delle informazioni presenti nelle banche dati delle denunce all'Inps e al ministero del Lavoro. Il risultato atteso è di circa 100 milioni di euro di recupero dei contributi e di circa 500 milioni di maggior gettito futuro. Sono dunque 600 milioni di contributo alla riduzione del debito pubblico.

Attraverso l'incrocio delle informazioni presenti nelle banche dati delle denunce all'Inps e quelle al ministero del Lavoro, ha spiegato Di Michele, sono emersi circa 60.000 aziende e circa 100.000 lavoratori assunti nel 2015 che hanno usufruito indebitamente degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato. Il risultato atteso nel triennio è di circa 100 milioni di euro di recupero dei contributi e 500 milioni di euro di maggiore gettito futuro, posto che, dal momento del controllo, le aziende non usufruiranno piu' dello sgravio o e pagheranno per intero la contribuzione dovuta. 

Dalla lotta all'evasione contributi fondi per taglio debito
"Il contrasto all'omissione, elusione ed evasione contributiva puo' dare un contributo  molto importante alla riduzione alla riduzione del debito pubblico in Italia", ha detto il presidente dell'Inps. " Anche perche' - ha spiegato  Boeri - spesso si tratta di fenomeni legati al nero e all'evasione fiscale". L'attivita' di verifica dell'Inps nel 2016 cambia pelle: dai controlli effettuati ex post sulle omissioni delle aziende si passa a controlli ex ante, prima cioe', che l'omissione si sia compiuta. "Nell'ultimo anno", ha spiegato il presidente Boeri, "abbiamo investito sulla vigilanza documentale: incrociamo i dati delle nostre banche dati con quelli dell'Agenzia delle entrate e del ministero del Lavoro, in modo da intervenire ex ante, prima che si verifichino comportamenti omissivi. Vogliamo fare un'operazione di deterrenza". Tale attivita' di verifica si avvarra' di procedure di Controllo automatizzato di sgravi e conguagli (Casco): mettendo a confronto le aziende dello stesso settore, stessa collocazione geografica e stessa forza lavoro si identificano le imprese a rischio evasione. A questo punto scatta la compliance: le imprese vengono convocate e invitate a spiegare le proprie ragioni e, se necessario, a "raddrizzare" la propria posizione. Nonostante il massiccio utilizzo delle banche dati, avverte pero' Boeri, "dobbiamo continuare a poterci avvalere degli ispettori, avremo sempre bisogno di controlli per verificare, e in tempi brevi, le ragioni delle incongruenze delle banche dati. Molte di queste attivita' dovranno svolgersi sul territorio quindi e' molto importante avere una presenza sul territorio adeguata". E qui c'e' "la nota dolente" visto che l'Inps, come piu' volte denunciato dal suo presidente, "perde cento lavoratori al mese".