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ECONOMIA

Boeri: serve contributo da importi elevati

INPS. Boeri rilancia l'idea di contributi dalle pensioni più alte. Nannicini: ipotesi non prevista

In Italia quasi mezzo milione di persone è in pensione da oltre 36 anni. In questi dati non sono compresi i baby pensionati del pubblico impiego che sono riusciti a uscire dal lavoro prima del 1992 con almeno 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi se donne sposate con figli

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Boeri: serve contributo da importi elevati 
A Vicenza, nel corso del convegno "città e impresa" il presidente Inps Tito Boeri, torna sul tema del contributo di solidarietà: "Siccome son state fatte delle concessioni eccessive in passato e queste concessioni eccessive oggi pesano sulle spalle dei contribuenti , credo che sarebbe opportuno andare per importi elevati a chiedere un contributo di solidarietà per i più giovani e anche per facilitare e rendere più facile anche a livello europeo questa uscita flessibile". Boeri era stato interpellato sul dato delle 500mila persone in pensione da oltre 36 anni.  "Abbiamo formulato delle proposte molto articolate, che guardano all'eta', alla decorrenza della prima pensione - ha risposto Boeri -. Perche' quando si guarda anche agli importi pensionistici bisognerebbe sempre guardare da quanto tempo vengono percepiti questi importi. Possono essere anche importi limitati ma se uno li ha percepiti da quando aveva meno di 40 anni, chiaramente cumulandosi nel tempo vengono a stabilire un trasferimento di ricchezza pensionistica considerevole".

Nannicini: nessun prelievo allo studio. Il governo lavora a flessibilità in uscita
"Non c'e' nessuna istruttoria ne' tecnica ne' politica su contributi dalle pensioni". Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, interpellato sull'ipotesi di una solidarieta' delle pensioni piu' elevate rilanciata dal presidente dell'INPS Tito Boeri. "Il tema e' di introdurre flessibilita' senza tornare indietro rispetto all'equilibrio finanziario e di equita' tra le generazioni che gia' c'e' nel nostro sistema pensionistico", ha detto Nannicini. Quanto alla riforma, "il calendario c'e' gia' come e' stato annunciato nella scorsa Stabilita' - ha spiegato -. Il tema della flessibilita' in uscita resta nell'agenda del Governo, di qui
alla prossima Stabilita' si tratta di capire se e come metterci mano".
I sindacati chiedono di farlo prima della fine dell'anno, e' stato chiesto: "Le due richieste non vanno bene insieme - ha risposto -. Un intervento che ha dei costi prima della legge di stabilita', che deve trovare come coprire quei costi, le due richieste hanno un po' di difficolta' a stare insieme".


I dati
I
n Italia ci sono oltre 474.000 pensioni liquidate prima del 1980, quindi in vigore da oltre 36 anni. Il dato emerge dalle tabelle Inps sugli anni di decorrenza delle pensioni sugli assegni di vecchiaia (comprese le anzianità) e ai superstiti del settore privato, esclusi quindi sia gli assegni di invalidità previdenziale, sia quelli agli invalidi civili sia le pensioni sociali oltre naturalmente ai trattamenti degli ex dipendenti pubblici.

Per le pensioni di vecchiaia l'età media alla decorrenza era di 54,9 anni mentre per quella ai superstiti l'età media era di  41,3 anni. In questi dati non sono compresi i baby pensionati del pubblico impiego che sono riusciti a uscire dal lavoro prima del 1992 con almeno 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi se donne sposate con figli.

L'Inps infatti al momento non diffonde statistiche anche sugli anni di decorrenza delle pensioni del settore pubblico. Guardando solo al settore privato sono in pensione di vecchiaia da oltre 30 anni (pensioni con decorrenza antecedente al 1986) oltre 800.000 persone mentre altri 527.000 assegni sono ai superstiti.

Una parte dei trattamenti potrebbe riferirsi alla stessa persona (nel caso abbia già prima di trent'anni fa avuto diritto alla pensione di vecchiaia e essendo anche superstite di assicurato). L'età media alla decorrenza era molto inferiore all'attuale perchè ci si ritirava per vecchiaia a 55 anni se donne e a 60 se uomini. Se si guarda solo alle pensioni antecedenti al 1980 (quindi in vigore da almeno 36 anni) erogate per ragioni diverse dalla vecchiaia e dall'essere superstiti, le invalidità previdenziali sono 439.718 (44,5 l'età della decorrenza) le pensioni sociali 24.308 (33 anni l'età media alla decorrenza) e 96.973 le pensioni agli invalidi civili (23,21 anni l'età alla decorrenza). 
   
Nel 2015 le pensioni liquidate per anzianità sono state 238.000 con un'età media alla decorrenza di 62,55 anni mentre quelle ai superstiti sono state 173.378 con un'età media alla decorrenza di 73,89 anni.