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MONDO

Uccisi diversi esponenti dell'Isis

Al-Baghdadi sfugge a raid delle forze irachene

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L'aeronautica militare irachena rende noto di aver colpito il convoglio del leader dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, l'autoproclamato 'califfo' delle aree controllate dal gruppo fondamentalista islamico. Lo fa sapere un comunicato dei militari iracheni. Sono stati uccisi diversi esponenti dell'Isis, ma non al-Baghdadi.

Il raid è avvenuto nella provincia occidentale irachena di al-Anbar e il convoglio è stato colpito da un raid aereo delle forze irachene nei pressi del confine tra l'Iraq e la Siria. "L'aviazione irachena ha compiuto un'operazione eroica colpendo il convoglio del terrorista criminale Abu Bakr al-Baghdadi," si legge in un comunicato.

Le forze di sicurezza irachene già in altre occasioni hanno sostenuto che al-Baghdadi fosse morto o fosse rimasto ferito nel corso di attacchi, affermazioni che non sono mai state confermate o smentite.

Il comunicato segnala che l'aviazione irachena ha raggiunto il convoglio di al-Baghdadi mentre era diretto verso al-Karabela. La città si trova in Iraq occidentale, sulle rive del fiume Eufrate, ad appena 5km dal confine con la Siria. Il comunicato non specifica quando sia avvenuto l'attacco.

La nota è stata divulgata dalla 'cellula mediatica di guerra', una struttura che informa della lotta all'Isis a nome dei ministeri di Interno e Difesa, e delle forze paramilitari di Mobilizzazione Popolare. L'operazione è stata condotta in coordinamento tra i servizi di intelligence del ministero dell'Interno e il centro di comando congiunto delle operazioni, in cui lavorano consiglieri militari della coalizione internazionale a guida statunitense.

Una fonte della sicurezza della provincia ha aggiunto che il raid è scattato sulla base di informazioni di intelligence e che almeno 15 militanti dell'Is sono rimasti uccisi.

Abu Bakr al-Baghdadi, 'nom de guerre' di Ibrahim Awad al-Badri, nel 2014 si è autoproclamato il califfo dello Stato Islamico che da allora si allargato dalla Siria e l'Iraq alla Libia, lo Yemen e persino l'Afghanistan