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MONDO

Proseguono i raid Usa sugli jihadisti

Iraq: attacco suicida vicino alla casa del nuovo premier Al-Abadi. Morto il kamikaze

Si schianta un elicottero: ferito un giornalista del New York Times e la parlamentare yazida del drammatico appello di qualche giorno fa. Attacco suicida vicino a casa del nuovo premier Al-Abadi. Francia e Italia: l'Europa torni dalle ferie. Oggi incontro tra Obama e Clinton. 

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Iraq
La situazione in Iraq continua ad aggravarsi e allo stesso tempo aumenta la preoccupazione della diplomazia internazionale per l'avanzata degli jihadisti dello Stato Islamico (Isis) che continuano ad uccidere centinaia di yazidi. E gli Stati Uniti starebbero valutando una missione internazionale per salvare i rifugiati yazidi. L'operazione metterebbe le truppe americane a confronto diretto con i combattenti. Oggi il presidente Usa Obama dovrebbe incontrare l'ex segretario di Stato Hillary Clinton.

Attacco suicida vicino a casa del nuovo premier a Baghdad
Nel Paese continua la spirale di violenza: un attacco kamikaze ha colpito un posto di blocco vicino all'abitazione del nuovo primo ministro Al-Abadi a Baghdad ma non ci sono stati morti a parte l'attentatore. E ieri almeno 10 persone sono state uccise e una trentina ferite a causa dell'esplosione di due autobomba a Baghdad. Altri otto morti e 21 feriti si contano in un attentato nel quartiere centrale di Karrada, contro una moschea sciita. 

Elicottero cade sul Sinjar
Intanto, la parlamentare Vian Dakhil, nota per aver sollecitato l'attenzione del mondo sul dramma umanitario in corso nel nord del paese arabo, e un reporter del New York Times sono rimasti feriti nell'incidente che ha coinvolto un elicottero impegnato nell'evacuazione degli sfollati Yazidi sul monte Sinjar, nel nord dell'Iraq. L'elicottero, sovraccarico di generi di prima sopravvivenza, è precipitato e il pilota è morto. 

Il caos politico a Baghdad
Dopo gli Usa, anche l'Iran e l'Arabia Saudita, le due grandi potenze sciita e sunnita della regione, hanno dato il loro benestare alla formazione di un nuovo governo di riconciliazione nazionale in Iraq. Ma il premier ancora in carica Nuri al Maliki cerca di resistere, denunciando una "violazione della Costituzione" e accusando gli Stati Uniti di essersene resi complici. 

Italia e Francia: "Fare presto"
Di fronte all'estrema gravità della crisi irachena si muove anche la diplomazia europea. "Ho chiesto con la ministra italiana Mogherini che venga convocata d'urgenza una riunione dei ministri degli Esteri Ue sull'Iraq", ha dichiarato il capo della diplomazia di Parigi Laurent Fabius, "e mi aspetto che l'urgenza venga rispettata. So bene che in Occidente è periodo di vacanze, ma quando la gente muore, anzi crepa, bisogna tornare dalle ferie". E ancora: "Si tratta di aiutare i curdi, gli iracheni, ad avere i mezzi per resistere e, se possibile, sconfiggere" gli jihadisti che vogliono "uccidere tutti coloro che non la pensano come loro, che non rinnegano la loro religione, con la tortura e stupri sistematici".

L'Australia parteciperà alle operazioni umanitarie
E anche l'Australia ha annunciato la sua intenzione di partecipare all'operazione umanitaria occidentale nel nord dell'Iraq per aiutare la popolazione civile, minacciata dall'avanzata jihadista. "Aerei australiani parteciperanno presto ai lanci umanitari nella regione di Sinjar e ci stiamo consultando con i nostri partner, compresi gli Stati Uniti ed il Regno Unito, per vedere quale ulteriore assistenza l'Australia può offrire", ha detto il primo ministro Tony Abbott da Londra. L'Australia dispone di due aerei da trasporto militari in Medio Oriente.