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MONDO

Campagna di solidarietà sul web

Iraq, le case dei cristiani marchiate dagli uomini dell'ISIS

A Mosul scritte con lo spray per segnalare le abitazioni dei cristiani, considerate di proprietà dello Stato islamico. Marchiati anche edifici abitati da musulmani sciiti

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Mosul (Iraq)
Un marchio impresso in rosso, una scritta disegnata con lo spray sui muri delle abitazioni di Mosul. È la lettera "nun" dell'alfabeto arabo, l'iniziale della parola "Nazara", che significa cristiano, seguace di Gesù di Nazareth. A tracciarla sono stati i miliziani dell'Isis, che in questo modo identificano le case abitate da cristiani.
 
La vicenda ricorda quello che accadeva in epoca nazista, con la stella di David scritta sulle case degli ebrei. A più di 70 anni di distanza, quella vergognosa pagina di storia torna attuale, anche se con protagonisti diversi. Per chi non è musulmano, secondo gli uomini dell’autoproclamatosi califfo al-Baghdadi, non c’è posto: gli edifici marchiati vengono considerati proprietà dello Stato islamico.
 
Altri marchi sono apparsi su case appartenenti a persone di musulmani sciiti. In questo caso è stata scritta la lettera “r”, iniziale “Rwafidh”, cioè  protestante o oppositore.
 
La vicenda è stata denunciata a metà luglio e da allora le foto hanno iniziato a fare il giro del web. Louis Raphael Sako, patriarca cattolico di Baghdad, aveva subito lanciato un appello denunciando questa discriminazione. Da allora è nata una campagna di solidarietà, con la tv libanese Lbci come capofila. Tra i primi a promuoverla c'è stata la giornalista Dalia Al-Aqidi. “Indossate una croce per dar voce alle vostre opinioni – ha scritto su Twitter il 30 luglio – Non lasciamo che dirottino l’Iraq che tutti conoscevamo”.