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SPORT

"Tra 20 anni su Marte? Se lo vorremo, potremo farcela"

L'IronMan dell'astronauta Parmitano: "Ho le gambe stanche come al rientro dalla Stazione Spaziale"

Il 38enne maggiore dell'Aeronautica ha completato la durissima gara di triathlon alle Hawaii: 3,8 km di nuoto, 180 km in bicicletta e 42 km di corsa. "La preparazione per andare in orbita è diversa. A Samantha Cristoforetti, che volerà sulla ISS il mese prossimo, consiglio di godersi l'esperienza"

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Luca Parmitano in gara (foto da Twitter @astro_luca)
di Andrea BettiniKona (Hawaii)
“Mi sento le gambe come quando sono rientrato dalla Stazione Spaziale Internazionale: stare seduti o in piedi è facile, alzarsi e sedersi è più complicato”. Il giorno dopo aver completato l’IronMan di Kona, alle Hawaii, l’astronauta Esa Luca Parmitano, ambasciatore del Semestre italiano di presidenza del Consiglio europeo, scherza sulla sua nuova impresa: 3,8 km di nuoto, 180 km in bicicletta e 42 km di corsa in 12 ore e 30 minuti. È arrivato 1513esimo, ma in questi casi conta soprattutto la sfida con sé stessi.
 
Luca Parmitano, è più duro l’IronMan o la preparazione per andare nello spazio?
Sono due tipi di impegni completamente diversi. La preparazione di un astronauta è a tutto tondo: si allena il fisico, si studia, ci si prepara dal punto di vista tecnico. L’IronMan triathlon ha alle spalle soprattutto un lavoro fisico e sulla componente mentale. La sfida per me era cercare di scoprire i limiti delle mie capacità, anche di quanto sono in grado di spingere e soffrire.

Qual è stato il momento più difficile?
Direi che ce ne sono stati due. In bicicletta il vento è stato complicatissimo da gestire: c’erano raffiche molto forti e l’ho avuto quasi sempre in faccia. Poi, durante la maratona, tra il trentesimo e il trentacinquesimo chilometro avevo l’impressione di correre senza avvicinarmi mai al traguardo. Sembrava di non arrivare mai.

In gara c’era anche un altro italiano molto noto, Alex Zanardi. Lo ha visto?
L’ho incontrato prima della gara e poi l’ho visto in due occasioni: alla partenza e durante la maratona. Credo che sia un atleta straordinario e quando l’ho incrociato nell’ultima frazione gli ho gridato: “Grande Alex!”

Passando dal triathlon all'astronautica, per l’Italia è in arrivo un appuntamento importante. Tra un mese Samantha Cristoforetti andrà sulla ISS, diventando la prima donna italiana nello spazio. Che consigli le può dare?
Ogni astronauta si rapporta in modo diverso alla propria missione. Lei è una donna e una professionista straordinaria, con capacità incredibili. Le direi solo di essere sé stessa e di godersi l’esperienza. Lassù ci si trova talmente presi da mille cose che si rischia di dimenticarsi di pensare a quanto è bello quello che si sta facendo.

La scorsa settimana, in un’intervista a RaiNews24, l’amministratore della Nasa Charles Frank Bolden ha dichiarato che si lavora per mandare un astronauta su Marte tra una ventina d’anni. È un obiettivo realistico?
Tutto quello che è pensabile è possibile. La tecnologia va creata e deve esserci una volontà politica globale. Se come umanità ci renderemo conto dell’importanza di riuscirci e lo vorremo davvero, potremo raggiungere questo e qualunque altro obiettivo.