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MONDO

Coordinamento con la coalizione internazionale. Obiettivo "roccaforti dell'Isis"

La Francia inizia i raid aerei sulla Siria. Hollande: "Colpito campo di addestramento Isis"

Il premier francese, Manuel Valls, ha dichiarato che i bombardamenti francesi in Siria
hanno come obiettivo "le roccaforti dell'Isis dove si sono addestrati quelli che attaccarono la Francia", per cui ritiene che il suo Paese agisca "per legittima difesa". Renzi: "No a una Libia bis"

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L'Eliseo ha annunciato oggi di aver condotto i primi attacchi aerei in Siria contro l'Isis, in coordinamento con la coalizione internazionale.

Hollande: colpito campo di addestramento dell'Isis presso Deir Ezzor
La Francia ha colpito, nel suo primo attacco aereo in Siria avvenuto oggi, un campo d'addestramento dei miliziani dell'Isis presso Deir Ezzor, nella parte orientale del paese, ha annunciato il presidente francese François Holllande a New York."Le nostre forze hanno centrato i loro obiettivi", ha aggiunto il capo di Stato, precisando che sono stati utilizzati sei aerei da guerra e assicurando che non ci sono state perdite civili. "Altri attacchi - ha detto ancora l'inquilino dell'Eliseo - potrebbero aver luogo, se necessario".

Il comunicato dell'Eliseo
"La Francia - si legge nel comunicato della presidenza - ha colpito in Siria. Lo abbiamo fatto sulla base di informazioni raccolte nelle ultime operazioni aeree condotte da oltre due settimane, nel rispetto della nostra autonomia d'azione, in coordinamento con i nostri partner della coalizione". Parigi "conferma il risoluto impegno" a combattere contro "la minaccia terroristica rappresentata da Daesh" annunciando di voler "colpire ogni volta che la nostra sicurezza nazionale sarà in gioco".

Valls: legittima difesa
Il premier francese, Manuel Valls, ha dichiarato che i bombardamenti francesi in Siria
hanno come obiettivo "le roccaforti dell'Isis dove si sono addestrati quelli che attaccarono la Francia", per cui ritiene che il suo Paese agisca "per legittima difesa".
   
Parlando alla stampa dopo l'annuncio dell'Eliseo dell'inizio dei bombardamenti, Valls ha segnalato che la Francia sceglie in maniera autonoma gli obiettivi, anche se li
realizza i raid in coordinamento con i suoi alleati, principalmente gli statunitensi.

Dopo aver fatto notare che i bombardamenti continueranno "il tempo che è necessario", Valls ha ricordato che la Francia "adatta la sua strategia" e agisce
"su tutti i fronti nella lotta contra il terrorismo, bombardando l'Isis".
   
Cambio di strategia
Da un anno l'esercito francese opera contro il gruppo terroristico in Iraq con caccia Rafale e Mirage 2000 e un contingente di oltre 700 effettivi; ma in Siria si limitava
finora a inviare armi e strumenti di telecomunicazione per i ribelli.

Il premier Valls ha insistito sulla "necessità di una transizione politica e democratica sulla base dei negoziati di Ginevra con gli elementi moderati dell'opposizione e con elementi del regime" siriano, ma ha nello stesso tempo ha insistito sul fatto che il presidente "Bashar al-Assad non possa essere la soluzione in Siria". 

New York Times: 30.000 foreign fighters, 250 da Usa
Sono "almeno 30.000" i foreign fighters in Siria e Iraq che sono andati a combattere nelle file dell'Isis: lo rivelano fonti di intelligence Usa citate dal New York Times. In 12 mesi il loro numero "è raddoppiato" stimano i responsabili, affermando che i reclutamenti "sono in costante crescita, con quasi 1.000 nuovi combattenti al mese". Almeno 250 gli americani. 

Renzi: "No a una Libia bis"
"Bisogna evitare che si ripeta una Libia bis", ha detto il premier Renzi da New York, rispondendo ad una domanda sui raid anti Isis compiuti dalla Francia in Siria. "La posizione italiana è sempre la stessa - ha aggiunto - non facciamo blitz e strike" ma collaboriamo con la coalizione internazionale. Il premier giudica "positivo" il fatto che la Siria sia tornata ad avere una "centralità nel dibattito internazionale", perché come dice il segretario generale dell'Onu "è una macchia". E "non si può non coinvolgere la Russia" e quindi "ben venga il processo di riavvicinamento tra Stati Uniti e Russia, che è fondamentale", sottolinea Renzi.