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MONDO

Antiterrorismo: Isis è ancora forte ma iniziano a nascere crepe

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Nella struttura e nelle strategie dello 'Stato islamico' iniziano "ad evidenziarsi delle crepe di cui abbiamo dei riscontri", ma questo non deve fare abbassare la guardia "perché l'esperienza porta a dire che l'Isis non occupa tutto lo spazio del panorama terroristico internazionale che ha inaspettati margini di rigenerazione". A dirlo è stato oggi il direttore della Polizia di prevenzione e presidente del Casa (il Comitato analisi strategica antiterrorismo), Mario Papa, nel corso di un'audizione presso il Comitato parlamentare Schengen.

"Nel momento in cui dovesse fermarsi o regredire l'espansione dell'Isis - ha detto Papa - soprattutto la popolazione locale cercherebbe protezioni diverse. Non sto dicendo che siamo di fronte ad una sconfitta a breve ma certo è che, sul piano militare, giungono notizie di sconfitte a Kobane e Tikrit mentre Falluja è stata evacuata in vista di un prossimo attacco di forze
irachen  e Guardie iraniane materializzando così una coalizione fino ad oggi insperata. Se al Nord i Pescmerga stanno facendo un grande lavoro, ad aprile e maggio sarà la volta di Mosul, la località dove Al Bagdali si è dichiarato. Perderla sarebbe per lui grave anche da un punto di vista anche dell'immagine".

Crepe interne allo Stato islamico e al suo composito esercito, ha poi fatto notare il capo dell'antiterrorismo che potrebbe portare, per l'Occidente, anche il problema del cosiddetto "reducismo" e dei combattenti che già oggi stanno tentando di far rientro in Europa. "I raid della coalizione e le sempre più evidenti crisi intestine - ha spiegato Papa - stanno incrementando questo fenomeno. C'è uno scontro tra foreign fighters e combattenti locali, tra questi e le popolazioni locali, tra siriani e non. Insomma sta crescendo la spaccatura e molti stanno cercando di rientrare o in paesi diversi da quello di partenza o in nazioni che poi consentirebbero, grazie agli accordi Schengen, di muoversi liberamente. Il reducismo si potrebbe, a breve presentarsi, come uno degli aspetti più inquietanti".

Un fenomeno, ha detto Papa, che non potrà comunque essere gestito solo a livello di sicurezza e di forze di polizia ma che necessita la messa in campo di veri e propri progetti di recupero a livello psicologico, sociale e formativo per evitare "la radicalizzazione e neutralizzare un'esperienza che, comunque, per queste persone, è stata molto profonda".