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POLITICA

Intervista al Corriere della Sera

Isis, Renzi: "Non inseguo le bombe degli altri. Non possiamo permetterci una Libia bis"

"Davanti a Daesh e tutte le forme di terrorismo noi siamo pronti, anche militarmente. Se ci sarà una strategia chiara ci saremo. Ma perché questo accada adesso è cruciale un accordo a Vienna sulla Siria e uno a Roma sulla Libia" dice il presidente del Consiglio

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"La posizione dell'Italia è chiara. Dobbiamo annientare i terroristi, non accontentare i commentatori. Tutto possiamo permetterci tranne che una Libia bis. Se protagonismo significa giocare a rincorrere i bombardamenti altrui, no grazie. Abbiamo già dato". Così il premier Matteo Renzi in un'intervista in apertura di prima pagina al Corriere della Sera.

Cruciali accordi su Siria e Libia
"Davanti a Daesh e tutte le forme di terrorismo noi siamo pronti, anche militarmente. Se ci sarà una strategia chiara ci saremo. Ma perché questo accada adesso è cruciale un accordo a Vienna sulla Siria e uno a Roma sulla Libia: ci stiamo lavorando. Fa meno notizia di un bombardamento, ma è più utile per sradicare il terrorismo", dice il presidente del Consiglio. "L'Italia è una forza militare impressionante. Abbiamo più truppe all'estero di tutti gli altri, dopo gli americani e come i francesi. Sono fiero e orgoglioso dei nostri militari. Ma proprio perché ne stimo la professionalità - afferma Renzi - dico che la guerra è una cosa drammaticamente seria: te la puoi permettere se hai chiaro il dopo".

Le comunali: il voto sui sindaci non c'entra con il governo
"È banalmente una questione di serietà. Se eleggi un sindaco che c'entra il governo? E comunque da qui alle Amministrative ci sono 6 mesi: noi nel frattempo vogliamo governare". Così il premier Matteo Renzi in un'intervista al Corriere della Sera. "Se cambierò l'Italicum? Credo proprio di no", dice.

Le banche: dopo Natale tocca a quelle del credito cooperativo
"Se il governo non fosse intervenuto queste banche avrebbero chiuso, i dipendenti sarebbero andati a casa e i correntisti non si sarebbero salvati. Rivendico con orgoglio l'azione del governo per salvare le banche, i lavoratori e i correntisti senza usare denaro pubblico. La vicenda subordinati non è facile, ma cercheremo di aiutare queste persone. Che però non sono truffate: hanno siglato contratti regolari, sia chiaro. Quello che è successo a certe banche è il frutto di venti anni di scelte discutibili". Così il presidente del Consiglio a proposito delle polemiche suscitate dal salvataggio di 4 banche da parte del Governo.

"In passato i governi hanno deciso di non intervenire per il consolidamento del sistema bancario- ha aggiunto -: credo sia stato un errore. La Merkel ha messo 247 miliardi per salvare il sistema del credito tedesco (che ancora oggi è peggio del nostro), ma chi ci ha preceduto a Palazzo Chigi ha pensato di rinviare i problemi. Adesso i nodi sono al pettine. Noi non ci tiriamo indietro di fronte alle responsabilità. Abbiamo sistemato le popolari, tra mille polemiche. E dopo Natale vogliamo consolidare le banche del credito cooperativo, facendone uno dei gruppi bancari più solidi sul modello del Crédit Agricole".