Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Istat-a-Marzo-crescono-gli-ordinativi-dell-industria-74f3bc3d-d36e-46d0-9405-1e7d8e840b8b.html | rainews/live/ | true
ECONOMIA

Trainati dal mercato esterno

Istat, a Marzo crescono gli ordinativi dell'industria +1,3%

Su base annua i ricavi segnano +2,8%. Aumenta anche il fatturato, a marzo +0,3% segnali di ripresa arrivano dal mercato interno. I rialzi più significatici su base annua nei comparti dei mezzi di trasporto, della metallurgia e dell'elettronica

Condividi
Il fatturato e gli ordinativi delle industrie tornano a salire. A marzo, secondo i dati diffusi dall'Istat, gli ordinativi dell'industria tornano a crescere, salendo dell'1,3% rispetto a e del 2,8% su base annua. A trainare le commesse sono i mercati esteri, sia in termini congiunturali che tendenziali. 

Il fatturato invece aumenta dello 0,3% rispetto a febbraio, trainato dal mercato interno che registra un aumento congiunturale dello 0,9%, a fronte di un calo sul fronte estero, -0,8%. Arrivano deboli  segnali di ripresa dalla domanda interna. Su base annua i ricavi continuano a crescere e con un +2,7% mettono a segno il terzo incremento consecutivo. 
Nel confronto annuo l'area fuori confine si conferma come il vero traino del fatturato (+4,2%). Ma il mercato interno segna comunque un rialzo, pari al +1,8%, come non avveniva dal dicembre del 2011, ovvero da due anni e mezzo.

Per quanto riguarda i diversi comparti del fatturato industriale gli indici destagionalizzati segnano un aumento congiunturale per i beni strumentali (+2,0%), mentre registrano flessioni per l'energia (-0,6%), per i beni di consumo (-0,5%) e per quelli intermedi (-0,1%). Nel dettaglio i rialzi più significativi su base annua l'Istat li registra nei comparti dei mezzi di trasporto (+25,9%), della metallurgia e dei computer, prodotti di elettronica e ottica (per entrambi i settori +6,6%); mentre
le contrazioni più forti si rilevano per la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,0%), per le industrie alimentari, bevande e tabacco (-4,3%) e per i prodotti chimici (-1,3%).