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ECONOMIA

Il rapporto "Noi Italia" relativo al 2013

Istat: una famiglia su quattro in disagio economico. Ma tasso imprenditorialità più alto d'Europa

Un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano

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Roma
Dal rapporto Istat "Noi Italia 2015" - relativo ai dati del 2013 - emerge una fotografia a chiaroscuri dell'Italia di due anni fa. Un Paese fortemente colpito dalla crisi con una famiglia su quattro in difficoltà economica, con la pressione fiscale tra le più alte del continente ma anche il Paese con il più alto tasso di imprenditorialità in Europa e la mortalità più bassa. L'Istituto di via Cesare Balbo offre così un quadro d'insieme relativo al 2013 dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano. 

Nel 2013 gli italiani in condizione di povertà relativa, si legge nel rapporto, sono stati oltre 10 milioni, vale a dire il 16,6 per cento della popolazione. Si tratta di persone che presentano una spesa per consumi inferiore alla soglia di riferimento. La povertà assoluta, che non consente di avere standard di vita accettabili, coinvolge invece il 7,9% delle famiglie, per un totale di circa 6 milioni di cittadini. 

Una famiglia su quattro in disagio economico
"Il 23,4% delle famiglie vive in una situazione di disagio economico, per un totale di 14,6 milioni di individui" scrive l'Istat. L'anno prima comunque la percentuale era ancora più alta (24,9%). Tornando al dato più recente, circa la metà, il 12,4% dei nuclei, si trova in grave difficoltà.  

Al lavoro meno di 6 persone su 10
In Italia lavorano meno di sei persone su dieci in età compresa tra i 20 e i 64 anni. Nel 2013, infatti, il tasso di occupazione per questa fascia d'età è calato, scendendo sotto quota 60% (si è fermato al 59,8%). Nella graduatoria europea, solamente Grecia, Croazia e Spagna presentano valori inferiori.

Neet un giovane su quattro, peggio solo la Grecia
Sono due milioni e mezzo i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavoro, i cosiddetti Neet. Dati del 2013 alla mano, si tratta del 26 per cento degli under30, più di 1 su 4. In Ue peggio fa solo la Grecia con il 28,9 per cento. Ne abbiamo il triplo della Germania 8,7 per cento e quasi il doppio della Francia 13,8 per cento.

Pressione fiscale al 43,3 per cento
La pressione fiscale in Italia raggiunge il 43,3% nel 2013, collocando il nostro Paese al sesto posto nell'Ue. Rispetto ai principali partner europei il valore italiano risulta inferiore solo a quello della Francia.

Internet e banda larga, resta digital divide con Ue
Il 57,3% della popolazione italiana di sei anni e più ha usato Internet nel 2014 e il 36,9% si è connessa quotidianamente. Lo dice l'Istat nel suo rapporto in cui viene sottolineato che la posizione nazionale è decisamente sotto la media Ue, 72 per cento nel 2013. Sono le nuove generazioni a fruire di più della rete: quasi la totalità dei 15-24enni si connette al web e più della metà lo fa tutti i giorni. 

Tasso di imprenditorialità più alto d'Europa
L'Italia ha il tasso di imprenditorialità più elevato tra i Paesi dell'Unione europea, quasi doppio rispetto alla media Ue. Nella penisola, sottolinea l'Istat, il rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori in azienda sfiora il 30%. I dati risalgono al 2012 ma da sempre, ormai è tradizione, siamo un Paese a imprenditorialità diffusa, che si riflette, ad esempio, anche sulle dimensioni medie d'impresa (3,9 addetti), tra le più basse del continente.  

Extracomunitari, 3 milioni e 800 mile al 1° gennaio 2014
Al 1° gennaio 2014 sono regolarmente presenti in Italia oltre 3 milioni e 800 mila cittadini non comunitari, circa 110 mila in più rispetto all'anno precedente, ma il flusso in ingresso nel nostro Paese diminuisce del 3,2% in un anno: il calo dei nuovi arrivi interessa soprattutto le donne (-5% contro -1,4% degli uomini). Sono aumentati del 19,3% i permessi per lavoro, mentre risultano in diminuzione le nuove concessioni per famiglia (-10%) e quelle per asilo/motivi umanitari (-16,5%).

Italia non spende per salute, ma mortalità più bassa Ue
L'Italia è agli ultimi posti in Europa per spesa sanitaria pubblica e numero di posti letto, ma ha comunque una mortalità infantile e per malattie cardiocircolatorie tra le più basse nel continente, mentre per i tumori è a metà classifica. Secondo i numeri presentati, la spesa sanitaria pubblica italiana nel 2012 era pari a 2481 dollari a persona, poco più di metà di quella olandese, al primo posto nella classifica, ma inferiore a quella di tutti gli altri Paesi avanzati tranne Spagna, Portogallo e Grecia. 

Italia primato qualità cibo, pieno certificazioni Ue
L'Italia, con i suoi 261 prodotti agroalimentari di qualità, ha il primato nella Ue delle certificazioni Dop, Igp e Stg. Seguono Francia, Spagna e Portogallo, rispettivamente con 208, 173 e 123 marchi registrati. Al 31 dicembre 2013 le specialità italiane coprivano oltre un quarto del totale (26,9%) delle certificazioni Dop della Ue, il 17,1% delle certificazioni Igp e il 4,7% di quelle Stg. Tra i settori agroalimentari maggiormente rappresentati in Italia nel 2013 figurano gli ortofrutticoli e cereali (101 prodotti, in larga maggioranza Igp), i formaggi (47, quasi tutti Dop), gli oli extravergine di oliva (43, quasi esclusivamente Dop) e le preparazioni di carni (37, per oltre un terzo Igp e Dop nel resto dei casi). Nel complesso gli operatori (distinti in produttori e trasformatori) sono 80.400: coltivano 162.200 ettari e gestiscono circa 42 mila allevamenti.