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POLITICA

Due giorni fa l'attacco del leader del Movimento 5 Stelle

La Commissione replica a Grillo: "Soldi Ue alla mafia? Parole prive di fondamento"

Netta presa di posizione della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea contro le affermazioni fatte a Strasburgo. Intanto sul blog di Beppe Grillo compare un nuovo post sui fondi europei

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di Andrea BettiniRoma
I fondi Ue alla mafia? “Questa affermazione è falsa e priva di qualunque fondamento fattuale”. La Rappresentanza in Italia della Commissione Europea risponde seccamente a Beppe Grillo, che aveva chiesto all’Unione Europea di non dare finanziamenti all’Italia sostenendo che sarebbero finiti, soprattutto al Sud, nelle mani di organizzazioni mafiose.

L'attacco di Beppe Grillo
L’affondo di Beppe Grillo era avvenuto a Strasburgo nel giorno di apertura della nuova legislatura del Parlamento Europeo. "Sono venuto qui per dire: non date finanziamenti all'Italia. Scompaiono tutti in tre regioni: Calabria, Sicilia e Campania e quindi a mafia, 'ndrangheta e camorra", aveva dichiarato in conferenza stampa. Parole che hanno scatenato molte repliche, tra le quali anche quella della rappresentanza in Italia della Commissione.

La Commissione risponde con i numeri: “Errori e frodi solo nello 0,2% dei casi” 
“Le procedure di controllo dei fondi strutturali prevedono svariate tappe di controllo, durante le quali al minimo sospetto di irregolarità il flusso dei fondi è interrotto fino a chiarimento”, ribatte la nota diramata dagli uffici in Italia della Commissione Ue. “Questo meccanismo limita al minimo il rischio di frodi e irregolarità. La percentuale di errori e frodi (incluse possibili infiltrazioni della criminalità organizzata) nella gestione dei fondi strutturali, anche nelle regioni del Sud dell'Italia, è minima e ammonta a circa 0,2%. I casi di infiltrazioni criminose, ancora più rari, sono stati individuati e sanzionati”.
 
Beppe Grillo: “L’efficacia dei fondi dipende anche dalla qualità dei governi locali”
Beppe Grillo è tornato sul tema proprio oggi, prima della risposta della Commissione, con un post sul suo blog, in cui si denuncia scarsa efficienza nella gestione dei fondi strutturali in alcune zone del Paese. Vi si legge che dei 28,8 miliardi di euro ricevuti dall’Italia nella programmazione europea 2007-2013, 21,64 miliardi sono andati a Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata ed è “proprio in queste regioni che si collocano le maggiori risorse ma si registrano anche i più forti ritardi nella loro spesa. Questi ritardi pongono l'Italia tra gli stati che hanno speso meno”. Tale situazione, prosegue il comico, potrebbe mettere il Paese nella condizione "di dover restituire all'Europa circa 13 miliardi di euro". L’efficacia dei fondi, continua il post, “dipende anche da un altro fattore: la qualità dei governi locali”.
 
La Commissione: "Il problema non è togliere soldi, ma migliorare la capacità di spenderli"
Su questo fronte, la posizione della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea è più vicina a quella del leader del Movimento 5 Stelle: “Le innegabili difficoltà incontrate dalle regioni del Sud Italia nell'utilizzare i fondi europei non sono legati alle frodi o alla malavita ma piuttosto a debolezze amministrative nella gestione e nel controllo dei fondi”. Le conclusioni sono però diverse: “La soluzione al problema, quindi, non è togliere risorse all'Italia, come ha chiesto Grillo e come altri ripetono, bensì migliorare la capacità di spendere tutti i fondi ricevuti e di spenderli bene”. 

"I fondi sono preziosi"
La Rappresentanza in Italia della Commissione Europea sottolinea anche l'importanza dei fondi per le politiche di coesione. "Sono preziosi, perché servono a ridurre il divario tra le regioni d'Europa e a offrire nuove opportunità di sviluppo ai cittadini che vi abitano. Per l'Italia queste risorse sono indispensabili per consentire alle regioni meno sviluppate di raggiungere, gradualmente, quelle più sviluppate". 
 
L'hashtag #UEverofalso
La replica della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea si inserisce in una campagna lanciata da alcuni mesi su internet e basata sull’hashtag #UEverofalso. L’obiettivo è rispondere con dati e approfondimenti ad affermazioni sull’Unione Europea che ritiene errate, imprecise o completamente false.