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MONDO

La protesta

La Nfl snobba Trump: i giocatori di football che si inginocchiano non rischiano il licenziamento

La protesta contro le discriminazioni era dilagata nelle ultime settimane, suscitando l'indignazione del Presidente

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La NFL ha deciso che continuerà a permettere ai giocatori di inginocchiarsi per protesta durante l'inno americano, senza infliggere alcuna punizione. Lo ha dichiarato il commissioner della Lega Roger Goodell, al termine di una lunga riunione a New York con i rappresentanti dei proprietari dei 32 club e alcuni leader dell'Associazione dei giocatori NFL.

"Incontro produttivo"
"I nostri giocatori sono uomini di grande carattere - ha dichiarato Goodell - con una comprensione molto profonda e una grande conoscenza delle questioni che stanno accadendo in tutte le nostre comunità e il loro impegno per affrontare questi problemi è veramente ammirevole. La discussione di oggi con i nostri giocatori è stata molto produttiva e importante - ha aggiunto il commissioner - riflette l'impegno della NFL a lavorare insieme ai nostri attori in materia di giustizia sociale".

NFL vs Trump
Una decisione, quella di Goodell, che si oppone all'invito di Donald Trump ad allontanare dalla squadra chi disprezza la bandiera statunitense. Il presidente USA ha ribadito il concetto in un tweet, parlando di "totale mancanza di rispetto" da parte della NFL:


Licenziare chi si inginocchia
Trump, durante un comizio in Alabama di fine settembre scorso, aveva sottolineato come, a suo avviso, la protesta fosse una mancanza di rispetto per gli Stati Uniti e che sarebbe stato bellissimo vedere i proprietari delle squadre dire «portate quel figlio di puttana fuori dal campo, fuori, è licenziato».Il presidente aveva anche invitato il suo vice Mike Pence ad uscire dallo stadio se, in sua presenza, i giocatori si fossero inginocchiati durante l'inno. Fatto puntualmente avvenuto ad inizio del mese ad Indianapolis

"Take a knee"
All'esterno dell'hotel di lusso di Manhattan, luogo dell'incontro tra NFL e l'Associazione dei giocatori, circa due dozzine di persone hanno mostrato il loro sostegno per gli atleti protestanti, inginocchiati sul marciapiede mentre tenevano cartelli che recitavano "Take a knee against police brutality".



La protesta
Il piccolo ma crescente numero di giocatori che ha cominciato ad inginocchiarsi durante l'inno nazionale sta protestando contro l'uccisione da parte di polizia di uomini e ragazzi neri disarmati negli Stati Uniti e contro le disparità razziali nel sistema della giustizia penale. Più della metà di tutti i giocatori NFL sono neri. Il giocatore che ha dato via al "kneeling" è il quarterback di origine afroamericana Colin Kaepernick, al momento senza squadra.