Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/La-Sicilia-pronta-a-un-nuovo-condono-edilizio-domani-si-vota-la-sanatoria-84d18f05-4f78-4c9b-946e-6a9623b651ec.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Emendamento al testo unico per l'edilizia

La Sicilia pensa a un nuovo condono edilizio, domani si vota la sanatoria

Palazzo dei Normanni potrebbe approvare un emendamento che riammette al condono tutte le case che, tra il 1976 e il 1985, sono state costruite entro i 150 metri dalla costa. Il ministro Galletti: "Siamo pronti a impugnare dinanzi alla Corte costituzionale ogni legge che permetta condoni edilizi"

Condividi
Domani la Regione Sicilia vota un emendamento al testo unico per l'edilizia che riammette al condono tutte le case che, tra il 1976 e il 1985, sono state costruite entro i 150 metri dalla costa. La proposta di modifica alla legge, in realtà, era già stata presentata qualche mese fa in commissione Ambiente a Palazzo dei Normanni, proprio mentre il sindaco di Licata faceva abbattere, tra le aspre proteste dei proprietari, tutte le villette abusive del comune, riscuotendo eco e approvazione nazionali. L'opposizione della maggioranza della Quarta commissione  riuscì a bloccare il tentativo di condono.  Stavolta, la proposta avanzata dall’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio (ex Forza Italia e ora appartenente al Gruppo Misto dell’Ars) è arrivata al vaglio dell’aula parlamentare e la possibilità che venga approvata è concreta. 

La Sicilia già nel '76, con la legge numero 78, stabilì il vincolo d'inedificabilità assoluta entro i 150 metri dal mare e dai laghi. Da quella data, tutto ciò che veniva edificato in quella fascia di rispetto non poteva essere sanato. Ma anni dopo, l'Isola si mobilitò comunque per allargare le maglie della sanatoria nazionale dell'85 (fu allora che un sindaco del Ragusano, Paolo Monello, coniò la definizione di "abusivi per necessità"), senza però riuscire a intaccare quel vincolo che sulla carta ha sempre resistito. Da allora ci hanno provato in molti a cassarlo, praticamente a ogni legislatura. E ora arriva l'emendamento Fazio.

Roma ha già fatto sapere che non ci sta: "Siamo pronti a impugnare dinanzi alla Corte costituzionale ogni legge che permetta condoni edilizi. Questo vale in tutt'Italia e dunque anche per la Sicilia", ha affermato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, il quale ha sottolineato che nelle more di un pronunciamento dei giudici costituzionali, sarà messo in atto ogni strumento "per evitare che si verifichino scorribande indiscriminate. Non possiamo lasciare soli i magistrati e i sindaci", questi ultimi invitati dal ministro a dar fondo ai 10 milioni stanziati finora dal governo per l'abbattimento degli edifici abusivi in zone a rischio.

E nel merito è intervenuto il Procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo, che nei mesi scorsi ha firmato i protocolli d'intesa con i Comuni dell'agrigentino per la demolizione dei manufatti abusivi.  La sanatoria, che potrebbe essere approvata dal Parlamento regionale con il voto segreto, "incentiverebbe l'illegalità" e creerebbe "il caos più totale". "E, oltretutto, è pure incostituzionale". "Se approvata, troverebbe grossi ostacoli a superare il vaglio di costituzionalità, perché, a mio avviso, verrebbe impugnata, come ha anche detto il Governo", ha aggiunto Fonzo. Nel frattempo regnerebbe in Sicilia il caos perché la sanatoria entrerebbe in vigore. "Ci sarebbe la corsa degli abusivi a dimostrare che tutto sarebbe antecedente al periodo indicato dall'entrata in vigore della legge. Già ci hanno provato. Sarà il caos sul caso. Insomma, è tutto il sistema che non va bene - avverte Fonzo - Perché se le pratiche di sanatoria fossero state tutte esitate, concedendo o negando la sanatoria, non saremmo oggi in questa situazione. Invece siamo in questa situazione di incertezza e di mancanza di programmazione, di serietà". "La legge del 1985 - aggiunge il magistrato - prevedeva dei criteri ben precisi per ottenere la sanatoria, ma le pratiche non sono state definite in tanti Comuni. A questo punto bisogna vedere cosa accade nel caso in cui dovesse essere approvata la legge".