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La Spal in A e la lunga attesa di Ferrara

Domenica sera la grande festa della città

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Dopo un'attesa lunga 49 anni la Spal è ritornata in serie A. E lo ha fatto al primo anno di serie B quando società e tifosi erano pronti a firmare per una tranquilla salvezza. E invece la "matricola terribile" ha stupito tutti quanti. La vittoria all'ultimo tuffo del Benevento ai danni del Frosinone ha sancito il coronamento di un sogno (anche nell'ultima promozione dalla serie B alla A tagione 1964-65 la Spal perse a Potenza ma venne promossa in seguito al pareggio tra Lecco e Modena). La festa ufficiale in città è prevista per domenica sera ma già pochi minuti dopo il fischio finale della gara di Terni (mai sconfitta fu ben accettata), il centro storico di Ferrara e in particolare la piazza Trento e Trieste si è riempita di tifosi festanti, mentre la simbolica statua di Savonarola è stata vestita con una sciarpa biancazzurra.

L'abbraccio coi tifosi avverrà infatti domenica 14 maggio in piazza Trento e Trieste, dove squadra, staff tecnico e medico, dirigenti societari, patron e presidente aspetteranno tutti per un immenso saluto. La festa si terrà sul palco in fondo alla piazza, palco su cui i protagonisti saranno attesi al termine del minitour su pullman scoperto che partirà dallo Stadio Mazza. La partenza sarà intorno alle 20,30 con percorso del pullman a snodarsi da Corso Piave a via IV Novembre, arteria che servirà a raggiungere Corso Porta Po, Corso Biagio Rossetti e Corso Porta Mare passando per la storica Piazza Ariostea. Successivamente, sarà percorsa via Rampari di San Rocco fino a Piazzale Medaglie d'Oro dove attraverso il grande arco d'accesso si entrerà in Corso Giovecca. La principale strada cittadina sarà percorsa fino all'intersezione con via Bersaglieri del Po, dove i giocatori scenderanno dal mezzo intorno alle 21,30: scortati saranno portati fino al retropalco di piazza Trento e Trieste, dove potrà iniziare il grande show.

Dopo una partenza un po' in sordina contrassegnata dalla sconfitta di Benevento all'esordio e dalle battute di arresto in casa contro il Verona e a Perugia, i biancazzurri hanno iniziato ad ingranare e partita dopo partita hanno scalato posizioni in classifica mantenendosi sempre nelle posizioni di testa fino a conquistare la vetta della classifica un paio di mesi fa. Alla base di tutto una società solida che si è fatta le ossa con la Giacomense, la squadra he nel giro di pochi anni è approdata dai dilettanti alla Lega Pro (Masi San Giacomo con i suoi 700 abitanti appena era la località più piccola di tutta la Lega Pro). Presidente Walter Mattioli che ricopre la stessa carica alla Spal, la Giacomense faceva capo alla famiglia Colombarini, proprietari della Vetroresina, una società leader nel suo settore fondata nel 1968, proprio l'anno della retrocessione della Spal dalla A alla B, con fabbriche anche in Brasile e America, una famiglia impegnata anche nei settori agricoli e immobiliare.

Il 12 luglio 2013, su pressione del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Roberto Benasciutti, allora proprietario della società, trova l'accordo con la famiglia Colombarini per la fusione tra Spal e Giacomense: pertanto il club di Masi San Giacomo rileva e adotta il marchio storico della Spal e trasferisce il proprio terreno casalingo allo stadio Paolo Mazza, trasformandosi nella società acquisita. A suggellare tale transazione, il club assume la nuova denominazione Spal 2013. La società viene ufficialmente inserita in Lega Pro Seconda Divisione per l'annata 2013-2014. Dopo un anno di rodaggio in Lega Pro, lo scorso anno la promozione in B, sempre con mister Semplici (era arrivato a metà campionato per sostituire l'esonerato mister Brevi) alla guida e quest'anno il salto nell'Olimpo del calcio. La Spal aveva militato in serie A sotto la guida del presidentissimo Paolo Mazza, dal 1951 fino al 1968 con una sola retrocessione nella stagione 1964-65 con una pronta risalita. Il 12 maggio 1968 l'ultima gara nella massima serie Spal-Juventus 0-1 con gol di Gianfranco Zigoni padre di GianMarco attuale attaccante della Spal.

Il massimo campionato italiano ritrova dopo una vita quelle che all'epoca era definita una delle reginette delle provinciali assieme a Lanerossi Vicenza e Atalanta. Ora l'obiettivo della società e dei tifosi è quello che il sogno della serie A non duri lo spazio di un mattino. Chi l'avrebbe mai detto qualche anno fa? La squadra era al tappeto, al fallimento per crisi economica. Poi è ripartita dalla D, dai dilettanti, tra umiliazioni e sofferenze. Eppure la squadra ha un passato davvero glorioso, con tanti anni nella massima serie calcistica, sia a girone unico sia ai primordi del calcio italiano. Nata nel 1907 in un contesto da oratorio, la squadra ha preso il proprio nome da quello del circolo iniziale ovvero Ars et Labor, per divenire poi nel 1912 Società Polisportiva Ars et Labor da cui il nome Spal.

Tra il 1920 al 1925 la squadra ha militato nella massima serie, che tuttavia non era ancora a girone unico. All'epoca la Spal giunse perfino alle semifinali del campionato, nel 1922. Nel 1925 venne retrocessa e quando nel 1929 ebbe iniziò la serie A a girone unico venne assegnata alla B. Paolo Mazza, che aveva allenato la squadra nella seconda metà degli anni trenta, divenne presidente della società nel 1946 e da lì seguirono i principali successi della Spal, che nel 1951, allenata da Antonio Janni, venne promossa per la prima volta in A, intesa a girone unico. La formazione dell'epoca era la seguente: Bertocchi, Guaita, Carlini, Emiliani, Macchi, Nesti, Trevisani, Colombi, Biagiotti, Bennike, Alberto Fontanesi. Quest'ultimo nel 1952 dopo aver disputato una grande annata, ottiene la convocazione in Nazionale (solo a 65 anni di distanza la Spal avrà un altro giocatore convocato in Nazionale, il portiere Alex Meret convocato dal ct Ventura).

L'esordio arriva il 16 giugno, assieme al compagno di squadra Ottavio Bugatti, contro gli Usa, segnando anche un gol. In seguito giunsero in squadra ottimi rinforzi che poi hanno militato in squadre del livello di Juventus, Milan, Inter, ecc. Qualche nome? Picchi, Novelli, Cervato, Bigon, Dell'Omodarme. A parte sono da ricordare Reja, Delneri, Capello, che giocarono a Ferrara e dopo una grande carriera in altre squadre divennero importanti allenatori anche sul piano internazionale. Arrivò poi anche il campione argentino Oscar Massei, che ha lasciato a Ferrara tanti bei ricordi. Nel corso degli anni nella massima serie la squadra ottenne anche ottimi risultati, tra cui un piazzamento al quinto posto. Inoltre nel 1962 conquistò la finale di Coppa Italia, perdendo poi contro il Napoli. Retrocessa in B nel 1964, ritornò rapidamente nella massima serie, allenata da Petagna e con in squadra Capello. Purtroppo anche a seguito del passaggio della A da 18 a 16 squadre al termine del campionato 1967/68 venne retrocessa definitivamente in B. Poi la C, ancora la B e infine il baratro, fino a trovarsi in serie D, a seguito di un tracollo finanziario. Pareva tutto finito e invece un fantastico 'gruppo' formato dal patron Colombarini, dal presidente Mattioli, dal Direttore Sportivo Davide Vagnati e dall'allenatore Leonardo Semplici, unitamente a una grande squadra di campioni, ha fatto ritornare la Spal in serie A.