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MONDO

E il Covid non aiuta

La mappa dei quartieri rumorosi per bambini troppo vivaci: polemiche in Giappone

Nel paese del Sol Levante c’era stato un precedente nel 2012. Una causa per un asilo nido e uno statuto che non consentiva suoni superiori a 45 decibel

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Sono già 6 mila i luoghi segnalati dai giapponesi su Dorozoku, la mappa online che indica quartieri rumorosi per bambini troppo vivaci che giocano per strada o anche adulti troppo chiassosi. La notizia viene riportatata dal Guardian e dall'Agi, e va a toccare toccato una corda sensibile nel Paese del Sol levante, noto per la sua tranquillità e per luoghi che sembrano oasi di quiete. La mappa dei rumori ha suscitato critiche e preoccupazione per la crescente intolleranza che in Giappone sta crescendo nei confronti dei più giovani. 

Cliccando sulle varie icone, l'utente può scoprire l'origine del disturbo e il livello di fastidio, consultando le recensioni scritte da abitanti del quartiere. La maggiore parte delle segnalazioni si lamenta dei bambini, descrivendo una vasta gamma di rumori che in realtà sono quelli della vita quotidiana: ragazzi che giocano a pallone, neonati che piangono, giardini e cortili di scuola con bambini rumorosi, gruppi di ragazzi che vanno in giro per le strade.
 
C’è chi ha ringraziato per l'aiuto concreto a scegliere una zona tranquilla in cui vivere, altre persone si sono offese per essere state criticate mentre si consideravano vicini di casa modello e silenziosi. Altri hanno accusato il sito di "incoraggiare le dispute tra vicini ". L’ operatore del sito ha replicato che "è un dato di fatto che molta gente è costantemente disturbata dal rumore e da altre problematiche quindi segnalarle è utile".
 
Il problema dei rumori sarebbe esploso durante il Covid che ha costretto a casa tante persone e bambini  C'era stato un precedente che aveva fatto molto discutere: nel 2012 i residenti nella zona di Nerima, a Tokyo, avevano fatto causa  con risarcimento per danni a un asilo nido per mettere un freno ai suoi bambini troppo rumorosi. Uno statuto applicato alla periferia vietava rumori superiori a 45 decibel, compresi quelli generati da bambini. Il regolamento è stato modificato per incoraggiare i residenti ad evitare azioni legali, invitarli a parlarsi per risolvere le loro controversie, ma alzare la voce.