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SPETTACOLO

INTERVISTA IN ESCLUSIVA

La modella con la vitiligine Winnie Harlow è diventata una star fashion mondiale

Sulle passerelle e sulle pagine dei magazine sfila e si mostra in tutta la sua bellezza, esaltando le macchie della pelle come fossero pennellate su una tela. Un'opera d'arte naturale. Sinuosa, sexy, formosa, non è una delle tante modelle ossute dal look fragile, anzi lei è anche diventata una modella-portavoce che lancia messaggi di amore e di speranza, perché "ognuno di noi deve essere felice per quello che è"

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di Mariaceleste de Martino
Si considera “nera”, ma all’apparenza è “caffè e latte” visto che la sua pelle è macchiata a chiazze come il manto di una bellissima giraffa, alla quale la paragoniamo solo per l’altezza e l’eleganza con cui si muove. All’anagrafe è Chantelle Brown-Young, 21 anni, nata a Toronto, in Canada, di origini giamaicane. Sulla scena è conosciuta come Winnie Harlow oppure Chantelle Winnie ed è diventata un caso internazionale: è la prima modella con la vitiligine.

Dopo aver partecipato al reality “America’s Next Top Model” (arrivata al 6° posto su 14 partecipanti) è diventata la modella-portavoce della sua malattia della pelle—non contagiosa, caratterizzata da chiazze non pigmentate sulla cute per mancanza di melanina.

A 4 anni apparvero le prime macchie. A scuola veniva derisa. I suoi compagni la chiamavano “mucca” e altri nomignoli che per lei sono stati offensivi. Un tormento verbale continuo che costrinse i suoi genitori a spostarla di scuola in scuola. Non è riuscita neanche a finire il Liceo. A 16 anni ha smesso di studiare perché oppressa e angosciata da pensieri suicidi.

Ora ha totalmente accettato la sua condizione. Il primo successo come modella due anni fa. Ha poi sfilato per marche famosissime ed è apparsa sulle copertine di magazine di moda come Cosmopolitan e Vogue.

Siamo riusciti a raggiungerla, tra i suoi numerosi impegni. Lapidaria nelle sue risposte, appare forte e decisa, una personalità che spara dritto all’obiettivo.
 
Quando era bambina e tutti sognavano di diventare qualcuno da grandi, se lo sarebbe mai immaginato che quello che la rendeva diversa dagli altri le avrebbe fatto raggiungere il successo come modella?
“Neanche in un milione di anni. Io pensavo che fosse semplicemente una condizione normale che mi faceva essere quella che ero. E la mia famiglia, e può sembrare un cliché, ha sempre pensato che io fossi speciale e che sarei stata qualcosa di speciale per il mondo. Ora sono felice che quella che sono genuinamente viene accettato e abbracciato dal mondo intero”.   
 
Quando era ragazzina tendeva a coprirsi per non mostrare la sue pelle?
“Da bambina mia madre copriva le macchie con il fondotinta e a me non piaceva per niente. Mentre mio padre le diceva di farmi essere quella che ero, di essere me stessa. E da allora sono sempre rimasta genuina e mi sono comportata in maniera naturale. È stata la miglior decisione che io abbia mai preso in vita mia”.
 
Si considera scura, chiara, caffè e latte?
“Io sono una donna nera. Non devo considerarmi nulla”

Le persone quindi non sono colori? Cosa ne pensa?  
(Chantelle non risponde—vuole che salti alla domanda successiva ndr)
 
La vitiligine è diventata un suo ‘marchio’, un segno di riconoscimento. Ma c’è anche chi, come me, guarda ‘al di là’. Io vedo la luce nei suoi occhi, il ritmo nei movimenti del suo corpo, avverto una bella energia e originalità nel come si porge in pubblico. Lei come si descrive in 10 aggettivi?
“Innanzitutto la ringrazio per aver visto me come ‘me’. Ecco i 10 aggettivi:
bizzarra, compassionevole, romantica, curiosa, avventurosa, ambiziosa, passionale, vivace, positiva, emotiva”.
 
Cosa significa per lei sfilare?
“Fare la modella è un’espressione d’arte. È un insieme di aspetti, una produzione che include abiti, trucco, come mettersi in posa. Per me è la fuga in un altro mondo dove divento Winnie Harlow”.
 
Quindi lei assume un ruolo, recita? Ha in mente anche di fare l’attrice?
“Assolutamente sì, sto prendendo in considerazione il cinema. Ma vorrei che il mio debutto fosse in un film che avesse veramente un grande significato per me. Intanto, ho un paio di cosette che sono in opera di realizzazione. Dovrete solo aspettare per vedere”.
 
Possiamo dire che il suo difetto ha contribuito al suo successo? E che se non fosse diventata famosa, la vitiligine avrebbe potuto disturbare la sua vita?
“La mia pelle non è mai stata un disturbo. Mi sono sempre accettata per quella che sono. E quando sei tu ad accoglierti, quello che pensa la gente non ti ferisce più”.  
 
La sua presenza nel mondo della moda e dello showbiz può essere molto importante. Lei dà speranza a tante ragazze con difetti e imperfezioni (come, per esempio, la modella Lauren Wasser di Los Angeles che a 24 anni ha dovuto subire l’amputazione di una gamba a causa di una malattia). Qual è il suo messaggio?
“Nessuno è perfetto, impeccabile, privo di difetti. Direi a tutti di essere sinceramente felici per quello che sono e con quello che è stato loro donato. Siamo tutti unici e speciali a modo nostro e questo in sé per sé è favoloso! Io dico: conduci la vita con amore e tutto il resto seguirà”.