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ITALIA

Tito Boeri ha presentato alla Camera il Rapporto annuale dell'Inps

Inps, la riforma di Boeri: "Giusto un contributo di solidarietà dalle pensioni più elevate"

I 5 punti cardine della bozza di riforma dell'Inps: flessibilità sostenibile, una rete di protezione sociale dai 55 anni in su, l'unificazione del pagamento delle pensioni (con la fine delle ricongiunzioni onerose), armonizzazione dei tassi di rendimento e nuove opportunità di versamenti

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Tito Boeri presidente Inps
Roma
Il presidente dell'Inps,Tito Boeri, ha presentato alla Camera il Rapporto annuale dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e ha parlato della riforma del sistema pensionistico che deve basarsi, ha detto, su 5 punti cardine: flessibilità sostenibile, una rete di protezione sociale dai 55 anni in su, l'unificazione del pagamento delle pensioni (con la fine delle ricongiunzioni onerose), armonizzazione dei tassi di rendimento e nuove opportunità di versamenti. La bozza di riforma, ha voluto sottolineare, è già stata "sottoposta all'attenzione dell'Esecutivo" e formulata "non per esigenze di cassa, ma ricercando maggiore equità, tanto fra le generazioni diverse che all'interno di ciascuna generazione". Per quanto riguarda la flessibilità in uscita la bozza prevede di spalmare il montante accumulato nel corso della vita lavorativa in relazione all'età di uscita e alla speranza di vita residua. L'assegno sarà quindi più basso per chi lo incasserà prima. Le proposte presentate in Parlamento, ha osservato Boeri, vanno "riesumando meccanismi propri delle pensioni di anzianità, storicamente lo schema piu' insostenibile della nostra previdenza pubblica".
L'altro punto della proposta di riforma su cui Boeri si è soffermato riguarda "il primo passo verso l'introduzione di quella rete di base, di quel reddito minimo garantito che oggi manca nel nostro Paese". E' la rete di protezione sociale che dovrà portare a distinguere tra assistenza e previdenza anche a livello contabile, superando così, ha osservato, "un vizio d'origine del sistema contributivo: non prevedere prestazioni minime per chi non ha altri redditi e ha accumulato un montante contributivo troppo basso per garantirsi una pensione al di sopra della soglia di poverta'".

Quindi, ha aggiunto, "crediamo sia giusto chiedere a chi ha redditi pensionistici elevati, in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati del domani, un contributo al finanziamento di uscite verso la pensione più flessibili. Servirà anche per aiutare quelle generazioni di lavoratori che hanno avuto la sfortuna di imbattersi nella crisi sul finire della propria carriera lavorativa".