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SALUTE

L'opinione di Giuseppe Novelli, genetista

Le aggressioni sessuali sono scritte nel DNA?

Qui di seguito un testo del Rettore dell'Università di Tor Vergata, a Roma, secondo cui più che il patrimonio genetico a determinare i comportamenti dell'individuo sono famiglia e ambiente

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"Le aggressioni sessuali sono scritte nel DNA” e' quanto si legge su diversi quotidiani per commentare una ricerca dell'Università di Oxford e del Karolinska Institute che dimostrerebbe (condizionale d'obbligo) che il 40% del rischio di commettere un crimine sessuale è di natura genetica.  Non è certamente recente l’idea del “criminale per nascita”. Con Cesare Lombroso si diffonde l’idea che l'origine del comportamento criminale sia insita nelle caratteristiche anatomiche del criminale, persona fisicamente differente dall'uomo normale in quanto dotata di anomalie ed atavismi, che ne determinano il comportamento criminale. Più recentemente il determinismo genetico ha cercato di ricondurre al DNA qualsiasi comportamento violento, deprecabile, patologico o crudele.

I sostenitori di questa idea ritengono non si debba più guardare alle caratteristiche anatomiche ma a quelle genomiche. Oggi questa concezione deterministica è assolutamente superata. Ogni giorno vengono pubblicati articoli scientifici che riportano l’associazione tra varianti genetiche e malattie, comportamenti, abitudini. Questi studi hanno consentito e consentono di accrescere le nostre conoscenze delle basi biologiche delle malattie umane e dei comportamenti sia patologici che fisiologici, ma al momento non possono essere utilizzati quali marcatori predittivi di comportamento. Una lettura più approfondita ed attenta della letteratura scientifica in questo settore dimostra che la responsabilità dei nostri comportamenti è soprattutto a carico delle famiglie (e dei genitori) e dell'ambiente dove uno vive, cresce, ma poco, molto poco a carico del DNA. In particolare nelle famiglie non si ereditano solo i geni ( il DNA) ma anche, e soprattutto, la cultura e lo stile di vita. E’ certamente vero che chi ha vissuto esperienze traumatiche in famiglia, come ad esempio violenze di natura sessuale, ha una probabilità maggiore di commetterle a sua volta.

E’ però anche vero che gli studi sui gemelli hanno dimostrato che gemelli identici geneticamente, separati alla nascita, avevano comportamenti discordanti dettati dall’ambiente nel quale si è vissuto, non certo per il DNA. Questo vuole dire che la famiglia con i suoi insegnamenti è al centro dell’individuo e che la nostra responsabilità di genitori, educatori e dell’intera società civile, va bene al di là del DNA. Credere al criminale per nascita è troppo facile, nessuno si sottragga alle proprie responsabilità.