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MONDO

Martedì 23 marzo

Le notizie dal mondo: la rassegna stampa internazionale

Pasqua in lockdown per la Germania, e sul quotidiano degli industriali tedeschi si fa sentire un numero uno del farmaceutico: attenzione Europa, il blocco delle esportazioni di vaccini potrebbe trasformarsi in un boomerang. In Colorado, sparatoria in un centro commerciale e il Denver Post pubblica le parole del preside della Colombine: "Siamo un paese, un mondo, di violenza". Parole datate 1999, dopo la strage nella scuola. Ma in primo piano, nella nostra edicola, ci sono elezioni importanti, in Israele

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di Paolo Cappelli
Jerusalem Post
Israeliani alle urne per la quarta volta in due anni
Oggi voglio sentire la vostra voce, di Reuven Rivlin, presidente di Israele
Oggi, il popolo israeliano si reca alle urne per la quinta volta da quando ho giurato come presidente, e dopo il voto sarò chiamato per la sesta - o forse la settima - volta a decidere a chi affidare la formazione di un governo. Nei suoi 73 anni di indipendenza, lo Stato d'Israele non ha mai vissuto una crisi politica come quella in cui ci troviamo attualmente. Non ho ancora completato i miei sette anni come presidente dello Stato d'Israele, e sono già al livello del presidente Chaim Herzog che ricoprì questo incarico per oltre dieci anni. Cittadini dello Stato d'Israele, mi impegno con voi. Voglio sentire la vostra voce. Affinché io possa capire cosa vorreste che facessi, cosa pensate sia giusto e opportuno per lo Stato d'Israele, dovete esercitare il vostro diritto di voto. Vi invito, vi imploro, a non rinunciare al diritto di far sentire la vostra voce.

Analisi di Gil Hoffman
In realtà non decidiamo noi
Quando oggi andremo alle urne per la quarta volta in due anni, tenteremo di sfidare la teoria della follia di Albert Einstein e di fare la stessa cosa ancora e ancora - e ancora e ancora - e aspettarci risultati diversi. Può essere folle, ma non prendetevela con noi, perché il nostro potere è limitato. Quando le urne si chiuderanno, i politici potranno già buttare via tutte le loro promesse elettorali, che nessuno si aspettava comunque che mantenessero. Si dimenticheranno con quali partiti hanno detto che non si sarebbero seduti a parlare, proprio come i bambini hanno dimenticato dove si sedevano nelle loro aule prima di essere esiliati per imparare online. A meno che il voto di oggi non sia una frana per un campo o per l'altro, chiunque riceva il mandato dal presidente potrebbe essere destinato a fallire. Ricevere il mandato per secondo potrebbe essere una benedizione, perché è più facile per i politici scendere a compromessi quando sono disperati. Poi la legge consente ad un terzo premier incaricato di ricevere un mandato di tre settimane dalla Knesset per formare un governo - dopo la scadenza dei primi due mandati assegnati dal presidente  e potrebbe accadere questo, perché la pressione per evitare una quinta elezione potrebbe essere troppo grande da sopportare anche per i politici più cinici. Queste tre settimane culminano nello stesso giorno in cui Rivlin lascerà l'incarico. Il suo successore sarà scelto dalla Knesset prima di allora, e l'identità del nuovo presidente di Israele potrebbe benissimo essere conosciuta prima che sia chiaro chi sarà il primo ministro. Il nuovo presidente presiederà alle prossime elezioni, che si terranno il prossimo ottobre o dopo quattro anni di stabilità politica. Se gli israeliani andranno alle urne per una quinta volta dal dicembre 2018, faranno la stessa cosa ancora una volta. Ma chi lo sa? Forse la prossima volta potremmo aspettarci risultati diversi. Uno guidò gli israeliti fino a quando morì all'età di 120 anni. Netanyahu ha 71 anni, a proposito. Questo in fondo, che lo si ami o lo si detesti, che ci si voglia sbarazzare di lui ora o che lo si voglia mantenere per altri 49 anni, resta un voto 'si Bibi- no Bibi' .

Haaretz
edito: elezioni, il pericolo
Proprio come le tre elezioni precedenti, l'elezione di oggi per la ventiquattresima Knesset sarà un referendum sul primo ministro Benjamin Netanyahu. Ma questa volta Israele deve affrontare un pericolo più grande che mai. Contati i voti, il paese potrebbe finire per essere guidato da un governo di destra dipendente da razzisti religiosi, razzisti ordinari, omofobi e oppositori dello stato di diritto e dei diritti umani. Netanyahu ha detto durante tutta la campagna che vuole un governo del genere ("totalmente di destra", come ha detto lui), nella speranza che lo salvi dal restare sul banco degli imputati con accuse di corruzione. In assenza di un chiaro avversario che minacci il suo mandato, Netanyahu sente l'obiettivo a portata di mano.
Per quanto riguarda i suoi partner nel blocco di destra, vedono una rara opportunità per distruggere il sistema democratico di Israele e convertirlo in una teocrazia nazionalista. L'erosione dei diritti individuali e della libertà di espressione e il crollo delle istituzioni governative durante la pandemia di coronavirus sono solo un'anteprima di ciò che possiamo aspettarci dal governo dei sogni di Netanyahu.

El Pais
il Partito socialista molla Podemos a Madrid per occupare il centro
La campagna a Madrid sarà lunga e il PSOE sta cercando il centro per evitare che i 26 seggi che Ciudadanos può perdere vadano tutti al PP, il che darebbe una vittoria schiacciante a Isabel Díaz Ayuso. Tant'è che il candidato socialista, Ángel Gabilondo, si è addirittura spinto a dire ieri che non avrebbe governato Madrid con "questo Pablo Iglesias", in relazione alle dichiarazioni di quest'ultimo di questi giorni. La coalizione che governa la Spagna non sembra in pericolo, ma in queste settimane i partner prenderanno le distanze il più possibile. Tutti i percorsi della campagna del PSOE portano a due numeri: 26, i seggi che Ciudadanos ora ha e che potrebbe perdere; e 5, la percentuale che Edmundo Bal, il candidato di Inés Arrimadas, leader di Ciudadanos, deve superare per entrare nell'Assemblea di Madrid il 4 maggio . Se Cs non passa la soglia, cosa che era data per scontata con Ignacio Aguado, il candidato precedente, le possibilità che il PP raggiunga una schiacciante vittoria che gli permetta di governare con Vox o anche in solitaria aumentano in modo esponenziale.
Questo quadro è ben chiaro alla campagna di Gabilondo, e, secondo fonti socialiste, è ciò che condiziona l'intero discorso candidato. Negli ambienti di Pedro Sánchez credono che l'ex ministro dell'Istruzione sia una figura ideale per cercare parte degli elettori orfani di Ciudadanos che non vogliono sostenere il PP, e meno che mai nella versione di Isabel Díaz Ayuso, più spostata a destra.

WSJ
in Colorado un uomo armato uccide 10 persone, incluso un poliziotto
I consiglieri di Biden mettono a punto il prossimo grande piano
I funzionari dell'amministrazione stanno elaborando un piano per un pacchetto infrastrutture e un altro pacchetto economico che potrebbero costare fino a 3 trilioni di dollari e soddisfare gli elementi chiave dell'agenda della campagna del presidente Biden, secondo le persone coinvolte nelle discussioni. La prima proposta si concentrerebbe su strade, ponti e altri progetti infrastrutturali e includerebbe molte delle iniziative sul cambiamento climatico delineate da Biden nel piano "Build Back Better" della campagna del 2020. Quel pacchetto sarebbe seguito da misure incentrate sull'istruzione e su altre priorità, tra cui l'estensione del credito d'imposta per i bambini poveri, credito recentemente ampliato e che scadrà a fine dell'anno; la fornitura di asili nido universali e college comunitari senza tasse scolastiche.

NYT
Clima, ponti, strade e diseguaglianza. La proposta preparata dalla Casa Bianca ha lo scopo di iniziare ad affrontare una serie di grandi questioni su cui il presidente Biden si è concentrato durante la campagna.
Biden punta a ricostruire strade, ponti, trasporti, ferrovie e porti, migliorando anche le reti elettriche e aumentando il numero di stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Il piano considera prioritario lo sviluppo della banda larga universale, uno dei principali problemi nelle comunità rurali. Comprende l'obiettivo di formare milioni di lavoratori. E dimostra che questi aggiornamenti sono necessari per mantenere gli Stati Uniti competitivi con le potenze straniere. Grandi gruppi imprenditoriali e alcuni repubblicani del Congresso hanno espresso sostegno per il potenziamento di strade e ponti, nonché di sistemi idrici e fognari. Ma i repubblicani si oppongono agli aumenti delle tasse che Biden userebbe poi per pagarli, e generalmente si sono opposti alla sua agenda. L'altra gamba del piano dispone 100 miliardi di dollari da investire nella costruzione o nella ristrutturazione di scuole, centri per l'infanzia e college della comunità, facendo eco a un piano di campagna che prometteva che la massima priorità di Biden era "modernizzare le scuole nelle comunità economicamente più svantaggiate della nostra nazione".

Washington Post
10 morti a Boulder, Colorado







Denver Post
Fra le vittime il poliziotto che ha provato a rispondere al fuoco aperto sulla gente da un uomo armato al centro commerciale King Soopers di Boulder. Le testimonianze di chi chi era lì: è arrivato, è entrato e ha iniziato a sparare. Un ragazzo della squadra di basket del college: era la mia ultima partita per la squadra, l'ultima sera con i compagni, poi è arrivato quest'uomo e ha aperto il fuoco.

Perché ancora in Colorado?
Tom Sullivan la scorsa settimana è andato al leggio alla Camera dei Rappresentanti del Colorado e ha notato che era il 452esimo venerdì da quando suo figlio, Alex, è stato assassinato nella sparatoria al cinema di Aurora. Ieri, quando ha saputo della sparatoria di Boulder King Soopers, ha pensato a coloro che inizieranno a contare da ora. "Ci saranno persone che faranno il conto dei loro lunedì", ha detto Sullivan. Il Colorado ha una quota esagerata di sopravvissuti alla violenza armata e di persone come Sullivan, i cui cari sono stati uccisi. Un'analisi del 2019 del Denver Post ha rilevato che il Colorado ha avuto più sparatorie di massa pro capite di tutti gli stati tranne quattro. L'area statistica metropolitana di Denver ha registrato più sparatorie pro capite nelle scuole dal 1999 rispetto a qualsiasi altra delle 24 aree metropolitane più grandi del paese. "Quello che vediamo ora", ha detto Frank DeAngelis, il preside della Columbine High "è un problema per la società, accade nelle scuole, in Colorado, nei cinema, nelle chiese di tutto il paese, negli aeroporti. Siamo un paese, un mondo, di violenza". Era il 1999.

The I
il primo ministro irlandese sostiene il Regno Unito sulle esportazioni dei vaccini
Da Dublino monito all'Ue, lo stop alle esportazioni darebbe un passo indietro. Johnson preme su Macron e Merkel. Il primo ministro avvisa i britannici: sentoremo anche noi gli effetti della terza ondata di contagi in Europa. I produttori del vaccino Oxfrord Astra Zeneca molto soddisfatti dell'esito della sperimentazione USA che ha riconosciuto il 1005 di efficacia di questo vaccino contro le conseguenze più gravi del virus


Handelsblatt
Monito sul divieto di esportazione
Esperti farmaceutici come l'ad Merck Stefan Oschmann stanno lanciando l'allarme: le restrizioni all'esportazione dei vaccini farebbero più male che bene all'Europa. 
Il fatto che ci sia una carenza di vaccini in Europa, nonostante il fatto che i ricercatori e le aziende europee siano stati pesantemente coinvolti nella ricerca di tali vaccini e che siano affluiti finanziamenti considerevoli nella ricerca, non è solo dovuto alla politica di acquisti sbagliata della Commissione europea, secondo gli addetti ai lavori. Le aziende americane sono ancora più forti e più veloci nel tradurre la ricerca di base in prodotti concreti: i dirigenti Biontech, a Magonza, ammettono che senza la partnership con la statunitense Pfizer, l'azienda non sarebbe stata in grado di arrivare alla produzione così rapidamente come ha fatto. Il vaccino è stato testato principalmente nei centri statunitensi. L'industria farmaceutica è stata a lungo caratterizzata da una tendenza alla divisione globale del lavoro e al networking: le aziende farmaceutiche stanno cercando di concentrare la produzione di singoli prodotti in uno o pochi luoghi per la fornitura globale.

Liberation
Vaccinazione di massa: perché noi no? Mentre USA Regno Unito Israele vaccinano a tutta velocità, solo 2,4 milioni di francesi per ora sono stati vaccinato con le due punture





Daily Star
se siete un leader europeo con il broncio, per favore guardate qua:
controlli vaccino Oxford: funziona anche sugli anziani, non ci sono controindicazioni per coagulazione di sangue, è garantito per mandare fuori di testa i nostri vecchi amici europei




The Independent
Un anno di vite perse in Gran Bretagna
Nell'anniversario del lockdown nazionale, un'analisi mostra che ogni vittima covid nel Regno Unito in media ha perso 10 anni di vita. Ecco come per gli esperti potremmo evitare un altro disastro con la pandemia




Welt
Lockdown esteso. Polemica sulle restrizioni nelle vacanze di Pasqua.







SZ
Polemiche sul coprifuoco
Angela Merkel e i primi ministri dei Lander hanno negoziato per dodici noiose ore. Il risultato è una Pasqua che non è mai accaduta prima in Germania: tutto chiuso dal 1 al 5 aprile. Quindi, anche il Giovedì Santo e il Sabato Santo. I negozi di alimentari e le stazioni di servizio dovrebbero rimanere aperti sabato, ha detto la Merkel. Obiettivo, interrompere la crescita esponenziale della terza ondata attraverso "una riduzione molto ampia di tutti i contatti nell'arco di diversi giorni".



Irish Times
tre leprotti all'aeroporto di Dublino giocano fuori del terminal 2. I viaggiatori in arrivo da 33 paesi considerati a rischio dovranno entrare in quarantena per 14 gg e sarà così anche per chi entra in Irlanda senza un test recente negativo




Canarias
le società di noleggio auto si liberano del 70% della loro flotta, tornando così a numeri che non si vedevano dal 1985. Vendute 60mila auto per rispondere alla paralisi quasi totale dei noleggi


Dalla Redazione

La Tercera (Cile) 
 
"Frontiere chiuse". Così il governo di Joe Biden affronta la prima crisi sull'immigrazione  

  
"Il confine è chiuso". Il governo Joe Biden, sulla difensiva per aver provocato l'arrivo di migliaia di migranti, si sta impegnando su tutti i fronti per cercare di rassicurare la popolazione nel gestire la prima grande crisi della sua presidenza.   
 A soli due mesi dall’arrivo alla Casa Bianca, Biden viene accusato dai repubblicani, e anche da alcuni democratici, di aver creato un effetto a catena al confine con il Messico che ha portato a una crisi dell'immigrazione che non vuole definire tale.  
 "Stiamo rimandando indietro famiglie, stiamo espellendo solo adulti", ha dichiarato il capo del Dipartimento per la sicurezza interna (DHS), Alejandro Mayorkas, che, per ripetere questo messaggio, è andato in onda su quattro emittenti televisive statunitensi. "Il confine è chiuso", ha insistito Mayorkas, il primo latinoamericano responsabile della politica sull'immigrazione degli Stati Uniti, a metà marzo aveva previsto l’arrivo di un flusso storico di migranti, il più importante degli ultimi 20 anni, al confine tra Messico e Stati Uniti. 
 Il dirigente è al centro delle critiche per il suo messaggio ai migranti del Centro America, che con un categorico "non è il momento", esortava a non venire negli Stati Uniti, dal momento che la nuova amministrazione sta ricostruendo il sistema di immigrazione "smantellato" dall'ex presidente Donald Trump. 
 "E 'molto irresponsabile", ha aggiunto domenica il membro del Congresso repubblicano del Texas Michael McCaul su ABC, ritenendo che le sue dichiarazioni avessero dato ai migranti l'impressione che fossero i benvenuti.  
Anche i legislatori democratici di questo stato di confine hanno avuto a che dire sul messaggio del governo. E diversi migranti interpellati dall’AFP al loro arrivo negli Stati Uniti hanno risposto che, in parte, hanno viaggiato richiamando la promessa di Biden di attuare una politica più "umana".  
 Biden ha promesso di porre fine a "una vergogna morale e nazionale" ereditata dal suo predecessore, riferendosi alla separazione di migliaia di famiglie di migranti di cui centinaia devono ancora riunirsi. Ma, nonostante il fatto che i bambini non siano più separati dai loro genitori, gli Stati Uniti devono far fronte all'arrivo di un numero significativo di minori soli, senza aver spiegato come intendono prendersi cura di loro.

Novaya gazeta
Confessioni di un hacker russo

Konstantin Kozlovsky, coinvolto nel hackeraggio di Hillary Clinton nel 2016, reo confesso di aver pubblicato il falso annuncio sulla morte di Mikhail Gorbacev, arrestato per la seconda volta dal servizio di sicurezza russo FSB.

L'hacker Konstantin Kozlovsky, che già nel 2017 aveva ammesso il suo coinvolgimento nei cyberattacchi al sito web del Comitato del Partito Democratico degli Stati Uniti e nell'hacking della corrispondenza personale di Hillary Clinton, è stato nuovamente preso in custodia. Il tribunale di Ekaterinburg ha autorizzato il suo fermo.

La detenzione di Kozlovsky, avvenuta nel mezzo di un nuovo scandalo su possibili interferenze russe nelle elezioni americane, non ha nulla a che fare con gli affari americani. L'hacker continua ad essere indagato in un caso di frode che colpisce gli interessi di banche puramente russe. Tuttavia, riportando Kozlovsky in prigione, l'FSB, il servizio di sicurezza russo, sta mandando un chiaro messaggio: indagheremo a fondo.

Vale la pena ricordare che Kozlovsky ha un rapporto molto speciale con l'FSB. Nel 2008, come Kozlovsky ha raccontato nelle sue lettere, è stato presumibilmente reclutato dal maggiore dell'FSB Dmitry Dokuchaev, che è stato condannato per spionaggio nel 2019.

E così il 17 marzo, con l'accompagnamento delle dichiarazioni di Biden sulla responsabilità della Russia per l'ingerenza nelle elezioni americane, un tribunale ha ordinato il nuovo arresto di Kozlovsky, che avrebbe lavorato per anni sotto la supervisione di un ufficiale del FSB che si è rivelato essere una spia. E, secondo le fughe di notizie pilotate nei media, presumibilmente una spia americana.

Nezavisimaya Gazeta
La partenza dell'ambasciatore russo da Washington cambia il rapporto tra Mosca con l'Occidente

Il Cremlino dimostra di essere pronto a un braccio di ferro di lungo termine. 
L'ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov, richiamato in patria per consultazioni a tempo indeterminato, è tornato a Mosca domenica. Lo stesso giorno, Andrei Kelin, capo della missione diplomatica russa in Gran Bretagna, ha detto che i contatti russo-britannici nella sfera politica erano "praticamente morti". Le relazioni della Russia con l'Occidente cominciano a "congelarsi". Contrariamente ai periodi precedenti, è la parte russa ad iniziare queste forti iniziative diplomatiche.

I giornalisti che lo aspettavano all'aeroporto di Sheremetyevo sono rimasti delusi: non voleva parlare con la stampa. Antonov ha detto prima della partenza da New York: "Diversi incontri sono previsti a Mosca in vari dipartimenti. È difficile dire ora quanto tempo ci vorrà. Ma presumo che resterò per tutto il tempo necessario". L'ambasciatore non ha chiarito quando finiranno le consultazioni per le quali ha lasciato gli Stati Uniti.

La partenza dimostrativa per un periodo indefinito del capo della missione diplomatica russa è un evento senza precedenti nelle relazioni USA-Russia. Non è mai successo niente del genere nemmeno durante la guerra fredda. La partenza di Antonov ha coinciso con un'intervista rilasciata dal suo collega, l'ambasciatore a Londra, Andrei Kelin, alla stazione radiofonica britannica LBC: "Il governo britannico ha distrutto la maggior parte delle nostre relazioni, le manteniamo soprattutto in ambito economico e culturale. Per quanto riguarda l'area politica, sono praticamente morte". La partenza di Antonov è legata a un'intervista di Joseph Biden in cui il presidente americano ha definito Vladimir Putin un assassino.