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MONDO

Giovedì 9 dicembre

Le notizie del mondo: la rassegna stampa internazionale di RaiNews

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di Paolo Cappelli
L'attesa è pari alla curiosità. Come cambierà la Germania con il governo di Olaf Scholz? Dalla transizione energetica alla futuro dell'Unione europea, dalle auto elettriche agli smartphone che abbiamo in tasca. I maggiori quotidiani europei guardano a Berlino e si chiedono cosa e come cambierà. Il NYT ci dice che gli americani vaccinati sono 200 milioni; Anne Applebaum firma su Atlantic la recensione di un libro che nelle università americane sta facendo molto discutere: 'Cleptocrazia americana: come gli Stati Uniti hanno creato il più grande schema di riciclaggio di denaro al mondo'. Ma il personaggio del giorno è uno.

Stern
"Non sarà facile". Intervista al cancelliere federale.
Scholz ha iniziato la battaglia per arrivare dove è ora nell'agosto 2020. Allora, a più di un anno dalle elezioni del Bundestag, la SPD lo indicò candidato alla cancelleria, in una situazione in cui alcuni compagni di partito si chiedevano: perché dovrei candidarmi io? Il partito era stato anche sotto il 15% nei sondaggi e il mantra di Scholz "Voglio diventare Cancelliere" sembrava irrealistico. Ma lui ha continuato a dire che le possibilità di ottenere la cancelleria non erano così grandi come in queste elezioni, aveva capito che senza Angela Merkel potevano bastare percentuali un po' oltre il 20% per arrivare alla Cancelleria. La SPD era data per morta e sepolta da molti. Ora ha il presidente federale, Frank Walter Steinmeier, la presidente del Bundestag, Barbel Bas ed è al governo in 11 Lander su 16, in 7 il primo ministro del Land è socialdemocratico. "Anch'io sono stato cambiato dalla pandemia", dice Scholz a Stern, e spiega come vuole guidare la Germania verso i grandi obiettivi del 2030, confida nell'ottimismo del Paese e promette determinazione nel contrasto alla quarta ondata di contagi.

Hamburger Abendblatt  
Storia di un cancelliere, Olaf Scholz
Già nel 2018, Olaf Scholz aveva spiegato come voleva vincere le elezioni. La lotta alla pandemia ha riportato sotto gli occhi dei tedeschi temi cari ai socialdemocratici e Scholz ha fatto una campagna interna per il sì del suo partito all'accordo di coalizione con Liberali e Verdi. "Osiamo più progresso", ha detto al congresso straordinario della SPD a Berlino. 




Bunte
Questa è la donna che lo ama. Una first lady anomala, Britta Ernst, laureata in economia, parlamentare, già ministro dell'Istruzione nello Schleswig Holstein, è lei stessa una politica di primo livello, cosa li unisce e come si sono conosciuti.





Tagesspiegel
Cancelliere federale Scholz.
La scuola di Amburgo è un movimento musicale che si nutre di influenze indie, pop e punk, i testi sono sempre in tedesco. È diventato uno stile, parte di un movimento giovanile. Anche Olaf Scholz si affida alla scuola di Amburgo. Ma quella politica. Prima di tutto, suona all'insegna della continuità. Porta con sé quasi tutta la sua squadra del Ministero federale delle finanze; molti nello staff hanno radici ad Amburgo. Il nuovo portavoce del governo sarà il portavoce di Scholz, Steffen Hebestreit, già corrispondente del "Frankfurter Rundschau" nel 2015 e inizialmente rappresentante della Città di Amburgo presso il governo federale a Berlino. E' da allora uno degli esegeti della "Sfinge Scholz", le cui tattiche e azioni non sono sempre accessibili a tutti.


Welt
Foto di gruppo con dissonanze.
Quando Olaf Scholz e i suoi ministri sono eletti, nel Bundestag c'è quasi un'atmosfera di festa, specialmente nella SPD. Ma non c'è un vero ottimismo. Perché già i diversi orientamenti della coalizione semaforo si intravedono.
Il primo viaggio del cancelliere Olaf Scholz porta direttamente a Parigi. Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno formato una coppia che ha funzionato perfettamente in superficie. Lei lo chiamava Emmanuel, lui parlava solo di Angela. In verità, difficilmente potrebbero essere più diversi: alla fine, il binomio è stato sinonimo di stabilità, ma soprattutto di stagnazione. Il nuovo governo sembra più vicino alla Francia, ma a ben guardare diventa chiaro che le risposte concrete alle sfide del futuro vanno spesso in direzioni opposte. Parigi e Berlino continueranno a dover elaborare faticosamente i loro compromessi. Il già elevato debito nazionale della Francia è aumentato ulteriormente a causa della pandemia, arrivando a circa il 120% del prodotto interno lordo, la Germania è a poco più del 70%. Ciò significa che per il momento Parigi dipende da una politica monetaria espansiva e allentata della BCE, cosa che non piacerà al ministro delle finanze tedesco Christian Lindner.
In generale, ai francesi va bene tutto ciò che serve per raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi, e qui potrebbe esserci sintonia. È improbabile però che Habeck, come il suo predecessore Peter Altmaier, faccia una campagna con entusiasmo per il finanziamento statale alle grandi aziende per creare " campioni europei ". Gli interessi del campione mondiale dell'export, la Germania, in futuro contraddiranno spesso il protezionismo dei vicini, che ora è influenzato ecologicamente. Politica di difesa: la Francia è una potenza nucleare, la Germania un bambino bruciato dalla storia. Da nessuna parte la differenza tra i due è più chiara: il progetto di un'autonomia strategica per l'Europa, così vicino al cuore di Macron, è stato liquidato come una "illusione" da parte tedesca. Per il nuovo governo di Berlino, l'alleanza transatlantica rimane "un pilastro centrale e la NATO una parte indispensabile della nostra sicurezza", come si legge nell'accordo di coalizione.

TAZ
La fame di potere finalmente soddisfatta.
Un giovane Olaf Scholz in coda alla mensa, foto degli anni '80.
AfD presiederà il Commissione Interni nel Bundestag. Non averlo impedito è un fallimento politico della nuova coalizione semaforo.
Perché i posti di presidente nelle commissioni vengono assegnati in più turni a seconda delle dimensioni dei gruppi parlamentari, tradizionalmente, il primo partito di opposizione, ora l' Unione, detiene la presidenza della Commissione Bilancio. Le restanti commissioni vanno a seguire. SPD, Verdi e FDP, che avevano possibilità di accesso prima di AfD, dovevano solo stabilire le giuste priorità. E invece, a AfD va anche la commissione Salute. Perché la Commissione Affari europei era più importante per i Verdi, in modo che il loro ex capogruppo parlamentare Anton Hofreiter ricevesse una consolazione per la sua rimozione dall'incarico ministeriale. Il fatto che la presidenza della Commissione sanità cada nelle mani dell'AfD nel bel mezzo della pandemia di corona è scandaloso, così come che i partiti semaforo e  l'Unione non considerino questa funzione abbastanza importante da non lasciarla ai rappresentanti parlamentari del movimento dei "pensatori laterali". Questo non è un buon inizio per la nuova legislatura.

FAZ
Scholz eletto cancelliere
Prima riunione di gabinetto della coalizione semaforo. Merkel formula gli auguri di buon lavoro. Per Schulz subito tappa a Parigi
Scholz però ha già perso una quindicina di voti per strada il primo giorno, scrive Berthold Kohler. Quanto può durare la coalizione? Molto dipenderà dal fatto che Scholz possa "muovere qualcosa di grande". Le sfide di politica interna ed estera che da oggi il nuovo Cancelliere e il suo governo devono affrontare forniranno ampie opportunità per farlo. 
ABC
Germania: governo tripartito con 16 ministri rispetto ai 22 della Spagna

FT
La politica verso la Cina primo test della coalizione tedesca
Scholz ha adottato una linea dura sulle minacce russe all'Ucraina, la questione di politica estera più urgente per Berlino.

Quando si è trattato della Cina, la sfida diplomatica più importante, il nuovo cancelliere è sembrato molto simile a quello uscente. Alla domanda se la Germania avrebbe seguito il boicottaggio diplomatico degli Stati Uniti delle Olimpiadi invernali di Pechino, Scholz ha offuscato, promettendo di deliberare attentamente e sputando pietà sulla cooperazione internazionale. Se questa era un'occasione per dare un tono diverso alle relazioni con il più grande mercato di esportazione per molte aziende tedesche, Scholz non l'ha colta. L'industria tedesca - e i suoi fornitori europei - hanno beneficiato enormemente della Cina, non solo della sua rapida crescita ma anche della sua innovazione. Nessuno in Europa pensa che il disaccoppiamento sia una buona idea. Ma la persistente fede della Merkel nel 'cambiamento attraverso il commercio' si è rivelata mal riposta. La Cina è cambiata nella direzione sbagliata. Il nuovo governo tedesco deve adattare la sua politica estera di conseguenza.

WSJ
Merkel passa di mano dopo 18 anni da cancelliera.
Pfizer: il richiamo del vaccino efficace contro Omicron.

La Banca centrale cinese sotto stretto controllo statale.
La Banca del Popolo cinese non è mai stata politicamente indipendente come una banca centrale occidentale, ma ha comunque goduto di uno status speciale nella gerarchia economica della nazione. Ora, la riorganizzazione del settore finanziario cinese da parte del presidente Xi Jinping sta eliminando tutto questo.
Nelle ultime settimane, gli ispettori della disciplina del Partito Comunista della principale agenzia anticorruzione cinese hanno visitato la sede della banca centrale nel centro di Pechino. I funzionari informati sulla questione hanno affermato che gli ispettori hanno posto domande, esaminato documenti e portato un messaggio insolitamente severo: Pechino ha poca tolleranza per qualsiasi discorso sull'indipendenza della banca centrale; l'autorità monetaria, come ogni altra parte del governo, risponde al partito.

Le Figaro
La Germania dice addio a Angela Merkel e entra nell'era Olaf Scholz.
Macron vuole fare dell'Europa un trampolino per il 2022.
Il capo dello stato presenta oggi le priorità della presidenza francese di turno dell'Unione europea. L'occasione per entrare nella partita della campagna per le presidenziali.

Di fronte a Marine Le Pen o a Eric Zemmour il contrasto permetterà a Macron di non farsi trascinare nel pericoloso botta e risposta con tesi estreme sull'Europa. Ma per Macron la sfida europea è anche pericolosa. Ognio progresso con il partner tedesco va negoziato, non sarà gratuito. E non è detto che porti profitti elettorali immediati.

The Atlantic
I cleptocrati della porta accanto.
Esce il libro di Casey Michel: cleptocrazia americana
società di comodo, società con debiti anonimi e fondi con sede in paradisi fiscali offshore come il Jersey o le Isole Cayman nascondono ciò che alcuni ritengono possa essere fino al 10% del PIL globale: denaro guadagnato dalle operazioni di narcotici, rubato da istituzioni legittime, o semplicemente nascosto allo scopo di evitare la tassazione. In questo mondo, il furto è ricompensato. Le tasse non si pagano. Le forze dell'ordine sono impotenti e sottofinanziate. Il regolamento è qualcosa da schivare, non rispettare.

La maggior parte degli elettori e dei cittadini delle democrazie del mondo sono vagamente consapevoli di questo regno, ma immaginano che esista in autocrazie lontane o su isole tropicali esotiche. Si sbagliano. E' in casa nostra.

Dal 2006 al 2016, le società collegate a Kolomoisky hanno acquisito una mezza dozzina di acciaierie, quattro edifici per uffici e un centro congressi di un hotel a Cleveland, un parco di uffici a Dallas, una fabbrica Motorola fuori servizio vicino a Chicago. I soldi per gli acquisti sarebbero venuti dalle casse della PrivatBank, una banca ucraina di proprietà di Kolomoisky e, secondo gli investigatori ucraini, defraudata da Kolomoisky. Il denaro è confluito nel Midwest tramite società di comodo a Cipro, nelle Isole Vergini britanniche e nel Delaware, con l'assistenza del braccio americano della Deutsche Bank.


Dalla Redazione

kommersant.ru
Vertice con vista su Kiev

Vladimir Putin e Joe Biden hanno discusso dell'Ucraina senza l'Ucraina

I presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Joe Biden, hanno tenuto il loro secondo colloquio quest'anno, ma il primo nel formato di un video summit.

Hanno dedicato la maggior parte del loro tempo alla questione ucraina. Non è stato possibile concordare nulla di specifico, ma a giudicare dai commenti delle parti, Mosca e Washington intendono continuare il dialogo.

Dopo i negoziati, entrambe le parti hanno prima rilasciato comunicati stampa. Il messaggio del Cremlino afferma che "il posto prevalente nella conversazione è stato occupato dai problemi associati alla crisi interna ucraina e alla mancanza di progressi nell'attuazione degli accordi di Minsk, che sono la base incontrastata per una soluzione pacifica".
Il leader russo, secondo il comunicato, "ha illustrato la linea distruttiva di Kiev volta a smantellare completamente gli accordi di Minsk e gli accordi raggiunti nel formato Normandia, ed ha espresso seria preoccupazione per le azioni provocatorie di Kiev contro il Donbass".

Un breve comunicato stampa della Casa Bianca subito dopo i colloqui suggerisce anche che l'Ucraina fosse l'argomento principale dei colloqui: “Il presidente Biden ha espresso profonda preoccupazione degli Stati Uniti e dei nostri alleati europei per l'escalation di forze della Russia intorno all'Ucraina e ha chiarito che gli Stati Uniti e i nostri alleati risponderanno con misure economiche decisive e di altro tipo in caso di escalation militare. Il presidente Biden ha riaffermato il sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina e ha chiesto la riduzione dell'escalation e il ritorno alla diplomazia”. 

Da parte russa, l'assistente presidenziale russo Yuri Ushakov ha fornito ulteriori dettagli sui colloqui. Ha sottolineato che il presidente Putin aveva designato le "linee rosse in una conversazione con il suo omologo americano. Queste linee escludono qualsiasi ulteriore avanzata della NATO verso est e lo spiegamento sul territorio dell'Ucraina, così come altri stati vicini, di sistemi d'armamenti, in particolare armi offensive, che ci minacciano". Yuri Ushakov ha citato le parole di Vladimir Putin, che ha rivolto a Joe Biden: “Putin ha detto che voi americani siete preoccupati per i nostri battaglioni sul territorio russo a migliaia di chilometri dagli Stati Uniti, e noi siamo davvero preoccupati per la nostra sicurezza, la sicurezza della Russia in senso globale, su scala globale. Questo è all'incirca quello che Putin ha commentato alla fine della conversazione, riassumendo il colloquio".

Secondo Yuri Ushakov, i due leader hanno sottolineato che "tenendo conto della speciale responsabilità dei due Paesi nel mantenimento della stabilità internazionale, Mosca e Washington non dovrebbero ridurre, ma al contrario, continuare il dialogo a diversi livelli, compreso quello presidenziale".