Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Legge-di-Stabilita-protesta-M5S-alla-Camera-5-espulsi-occupano-banchi-governo-dimissioni-vacciano-simeoni-iannuzzi-7f0f710f-93b6-4864-af0f-4a6cb4e27fc9.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Si dimettono i senatori 5 Stelle Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni

Legge di Stabilità, protesta M5S alla Camera: 7 espulsi

La seduta è stata sospesa dal vicepresidente di turno, Roberto Giachetti dopo che i deputati hanno occupato i banchi del governo. Alla Camera addio anche per Cristian Iannuzzi, deputato 5 Stelle

Condividi
Montecitorio, M5S occupano i banchi del governo (twitter @PatriziaTerzoni)
Roma
Bagarre in Aula a Montecitorio dove sette deputati del Movimento Cinque Stelle sono stati espulsi per aver occupato i banchi del governo. La seduta dedicata alla legge di Stabilità è stata sospesa dal vicepresidente di turno, Roberto Giachetti. Secondo l'esponente Pd  "tale comportamento è molto grave". Sospesi, quindi, Davide Tripiedi, Ferdinando Alberti, Luca Frusone, Alessio Mattia Villarosa e
Tatiana Basilio, Gianluca Rizzo e Massimo Baroni.

Pochi minuti dopo è arrivata la notizia delle dimissioni da senatore dal gruppo di Giuseppe Vacciano, tesoriere del M5S a palazzo Madama. Il senatore, considerato un fedelissimo ma comunque in dissenso da qualche tempo con la linea dei vertici, lascia il M5S deluso dalla nomina del 'direttorio'. Subito dopo la decisione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, Vacciano aveva inviato una mail ai colleghi prendendosi un periodo di riflessione. Avrebbe già inviato la lettera di dimissioni al presidente del Senato, Pietro Grasso. Dopo il senatore, anche Ivana Simeoni ha rassegnato le dimissioni a palazzo Madama. E anche nel suo caso la lettera è già stata inviata al presidente Grasso. Addio anche per Cristian Iannuzzi, figlio della Simeoni, eletto alla Camera per il M5S.




Verso le 15 sono riprese in Aula le votazioni sugli emendamenti alla Legge di stabilita', a cui il governo e il relatore hanno dato parere negativo. L'obiettivo è di dare il via libera al testo senza alcuna modifica. Il M5S, che continua ad intervenire senza sosta, insiste nel criticare le misure approvate al Senato convinto che siano microsettoriali se non vere e proprie "marchette