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POLITICA

Riunione dell'area Cuperlo

Legge elettorale. La minoranza del Pd: "Prima la riforma del Senato"

Tre emendamenti all'Italicum considerati "irrinunciabili" su parità di genere, primarie obbligatorie e sui tempi. Oggi assemblea del gruppo parlamentare con Renzi. L'ex presidente del Pd: "Aiutiamo Renzi a fare le riforme"

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Gianni Cuperlo
Roma
La minoranza Pd continua a insistere perché il partito porti avanti tre correzioni alla legge elettorale, oggi in Aula, considerate “irrinunciabili”: la garanzia sulla parità di genere, le primarie obbligatorie anche se con deroga per la prima consultazione e il 'lodo Lauricella', che prevede l'entrata in vigore del nuovo sistema solo dopo la riforma del Senato. E' questo l'orientamento emerso nella riunione di ieri pomeriggio alla Camera dell'area Cuperlo, in vista dell'assemblea del gruppo di domani con Matteo Renzi.

Si tratta di punti dirimenti ed è segno di "responsabilità" della sinistra portare avanti queste richieste che devono essere "di tutto il partito", è stato sottolineato da alcuni partecipanti. Del resto l'emendamento Lauricella va proprio nella direzione indicata dal segretario di un pacchetto di riforme complessivo.

Per questo c'è ottimismo sul fatto che il Pd nel suo complesso consideri dirimente la questione, così come l'alternanza di genere nelle liste e le primarie che potrebbero diventare obbligatorie non dalla prima consultazione, ma dalla seconda. Il presidente dei deputati del Pd, Roberto Speranza, ha comunque assicurato "che al momento del voto sulla legge elettorale il Partito democratico sarà compatto".

Cuperlo: "Aiutiamo Renzi a fare le riforme"
A spiegare il senso dell'iniziativa della sinistra del partito di insistere sui tre punti
è stato Cuperlo, che nel pomeriggio di ieri ha anche incontrato il premier Enrico Letta, il quale avrebbe assicurato che non intende aprire la partita sugli assetti del governo prima del via libera di Montecitorio della riforma della legge elettorale. "Il nostro obiettivo è aiutare Renzi a portare in porto la riforma elettorale che è un pezzo del pacchetto complessivo delle riforme istituzionali" ha detto Cuperlo, smentendo così che lo scopo fosse quello di mettere i bastoni tra le ruote al leader Pd. Un atteggiamento, quello della minoranza, considerato "costruttivo" dalla responsabile delle riforme del Pd, Maria Elena Boschi: "Ho parlato con D'Attorre. Il criterio secondo cui si cambia qualcosa solo con l'accordo di tutti rimane e da parte della minoranza non viene messo in discussione".

Emendamento sulla soglia di sbarramento
Un altro emendamento che il Partito democratico ha presentato in aula alla Camera alla riforma della legge elettorale prevede una modifica sulla soglia di sbarramento per le coalizioni che si abbassa dal 12 al 10%.  La norma, a prima firma Marilena Fabbri, se approvata dall'assemblea cambierebbe l'articolato in questo modo: le coalizioni di liste la cui cifra elettorale nazionale sia pari ad almeno il 10 per cento (non più il 12) dei voti validi espressi". Un emendamento identico è stato depositato anche da Popolari per l'Italia, a prima firma Gregorio Gitti. In tutto sono circa 450 gli emendamenti alla riforma elettorale presentati alla Camera dai deputati dei vari gruppi.

L'algoritmo Sisto
Intanto un nuovo impasse alla Camera sul percorso dell'Italicum. A frenare l'approdo in aula questa volta è un algoritmo: ossia la formula matematica per ripartire i voti presi dai partiti alle elezioni in seggi. Pd e Fi, rendendosi conto di una 'falla' nel testo base, hanno deciso di presentare una riformulazione attraverso un emendamento del relatore Francesco Paolo Sisto che però ancora non è stato depositato al Comitato dei 9 della commissione Affari costituzionali perché Ncd si è messo di traverso. I componenti del partito di Angelino Alfano hanno detto che non voteranno l'emendamento Sisto perché le forze minori sarebbero penalizzate.

Per trovare una soluzione il comitato, che doveva riunirsi per l'esame degli emendamenti, è stato rinviato, anche se sempre Maria Elena Boschi ha confermato che "al comitato dovrebbe essere presentato l'emendamento per assegnare i seggi dei partiti nei diversi collegi" mentre Sisto ha sottolineato che "è chiaro che occorre verificare il funzionamento della formula, anzi è opportuno che su questo si espletino tutte le verifiche possibili".

Incontro Renzi-Scelta civica
''A Renzi abbiamo ribadito le nostre posizioni, in vista del voto in Aula sulla legge elettorale. Voteremo i nostri emendamenti per introdurre primarie obbligatorie, alzare almeno al 38% la soglia per il premio di maggioranza, assicurare la parità di genere nelle liste''. E' la conclusione del segretario di Scelta civica Stefania Giannini e del capogruppo alla Camera Andrea Romano al termine di un incontro con il segretario del Pd Matteo Renzi. Sc è anche favorevole all'emendamento sul Senato presentato dalla minoranza Pd.