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MONDO

La base aerospaziale di Baikonur compie 65 anni

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Il 12 febbraio del 1955 il governo sovietico prese la decisione di costruire una delle basi aerospaziali più grandi al mondo – Baikonur. Ora vi sono dislocate 15 rampe di lancio per le navicelle aerospaziali, quattro rampe di lancio per i test dei missili balistici intercontinentali e altri siti. Per ospitare il futuro fu scelta la zona desertica molto vicina all’equatore:  ciò permetteva di sfruttare al massimo il movimento della Terra, riducendo notevolmente lo spreco della forza propulsiva dei motori.

Il 4 ottobre del 1957 vi fu lanciato il razzo-vettore con il primo satellite artificiale della Terra, aprendo ufficialmente l’era della ricerca spaziale. Inizialmente si trattava di un sito segreto gestito dal ministero della Difesa dell’Urss, definito nei rapporti Poligono di esercitazioni di test e di ricerca scientifica numero 5. Per mantenere la segretezza al sito è stato attribuito il nome di una cittadina che in realtà si trovava a 320 chilometri di distanza dalla base. Per depistare i servizi segreti occidentali fu costruita una finta base aerospaziale nei pressi della provincia di Karaganda. Dopo il lancio di Yuri Gagarin il 12 aprile del 1961 ai mass media occidentali furono comunicati i dati appunto di quella base finta.

Tuttavia, la vera posizione della base fu scoperta dai servizi statunitensi dopo i voli sul territorio sovietico dell’aereo-spia Lockheed U-2, cioè soltanto 2 anni dopo l’avvio dei lavori di costruzione e molto prima del volo di Yuri Gagarin. Inizialmente per eseguire i lavori di costruzione furono impiegati 2,5 militari di carriera e operai, e 20 mila militari genieri di leva.

Agli addetti ai lavori fu severamente vietato scattare foto e portare sul sito macchine fotografiche e telecamere, ma anche di portare dal sito qualsiasi souvenir, incluse le piante selvatiche.