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POLITICA

Le forze politiche sul nuovo accordo

Enrico Letta: "Legge elettorale una delle riforme fondamentali"

Trovato l'accordo arrivano i commenti. Pd e FI plaudono all'intesa, Scelta Civica sottolinea i suoi distinguo e Sel annuncia battaglia. Per la Meloni "Renzi vuol far fuori Letta"

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(foto archivio)
"La legge elettorale sta concentrando giustamente le attenzioni di tutti – ha detto il premier Letta a Bruxelles rispondendo alle domande dei cronisti sull’accordo appena trovato. Sono ottimista, mi sembra che le riforme istituzionali siano fondamentali e siano parte essenziale delle  riforme strutturali e la legge elettorale è una di queste".

Pd, “è il miglior accordo possibile”
“Questo è il miglior accordo nelle condizioni date”, ha detto il capogruppo del Pd in commissione affari costituzionali Emanuele Fiano, lasciando la sede del Nazareno. "E' un ottimo segnale per il cammino delle riforme e con questo accordo l'Italicum esce migliorato rispetto al primo testo e rispetto al quello votato dalla direzione nazionale". "Ci sarà la delega al governo per la definizione dei collegi", ha aggiunto "ma la cosa più importante è che consente grande stabilità, non chiude la porta ai piccoli partiti e a quelli fortemente radicati nel territorio".

"Molto bene, l'accordo è una buona notizia che il Paese aspettava da anni. E' molto importante l'innalzamento della soglia per il premio e l'abbassamento, anche se leggero, dello sbarramento per i partiti in coalizione". Così il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio.

Minoranza Pd: "Legge sbilanciata a favore di Berlusconi"
Rimane critica la minoranza del Pd: "Bene che si sia alzata la soglia a 37 - spiega il bersaniano Alfredo D'Attorre - ma restano i nodi delle liste bloccate e delle soglie. E' una legge troppo sbilanciata a favore di Berlusconi e di Forza Italia". "Davanti a nodi irrisolti, dobbiamo proseguire un confronto nel Pd e nel gruppo perchè serve un'iniziativa forte del partito. Presenteremo emendamenti? Bisogna proseguire passo passo in un confronto a viso aperto. Noi siamo contrari ad imboscate parlamentari, chi si nascondesse dentro il voto segreto farebbe un grande errore". "Avremo a breve - spiega D'Attorre - una riunione dei componenti del gruppo in commissione. Ci sono passi avanti, frutto di una battaglia comune anche per problemi sollevati, in particolare la soglia del 37%. Ma nel complesso resta preoccupazione per diversi nodi irrisolti a partire dalle liste bloccate: noi avevamo presentato una pluralità di soluzioni ma nessuna ipotesi è stata presa in considerazione. Il sistema è ancora interamente basato sulle liste bloccate". Poi, rincara D'Attorre, "c'è il sistema delle soglie di sbarramento con due gravi problemi: è fuori dal mondo che una forza con quasi 3 milioni di elettori resti fuori perchè non è alleata così come Fi, alleandosi con chi non raggiungerà il 4,5%, può raggiungere il premio di maggioranza". D'Attore considera poi "irrisolto" il problema della rappresentanza femminile. 

FI, Galati: “Svolta cruciale”
"I leader dei più grandi partiti italiani, Berlusconi e Renzi, hanno sottoscritto un'intesa sulla legge elettorale che, se approvata, consentirà in futuro a chi vince di poter governare senza esser ricattato dai piccoli partiti – dice il deputato forzista Giuseppe Galati -. E' una svolta cruciale che ridà fiducia al paese e sprint alla politica mentre è sempre più evidente la debolezza del governo Letta.

Sc: “Un primo passo”
“Tra l'innalzamento della soglia per il premio di maggioranza, che noi auspichiamo, e le clausole di sbarramento per liste coalizzate c'è un rapporto di reciproca interdipendenza, logica e politica." Così il costituzionalista e responsabile riforme di Scelta Civica, Renato Balduzzi. "La ragione della distinzione tra liste e coalizioni di liste - prosegue Balduzzi - sta nella volontà di favorire la formazione di coalizioni coese e capaci di governare e decidere. Una clausola troppo alta, superfavorendo il partito più grande della coalizione, ne disincentiva la formazione, oltre a presentare gravi dubbi di conformità ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità desumibili dalla Costituzione. Ma allora si indebolisce tutta la logica del premio di governabilità alla coalizione".  "Ecco perché - conclude il costituzionalista - l'innalzamento della soglia va considerato un primo passo, ma solo un primo passo, nella direzione di una legge equilibrata".

Più caustico il commento affidato a twitter di Andrea Mazziotti, deputato di Scelta Civica e membro della commissione affari costituzionali: "Accordo PD-FI su sbarramento al 4,5%; ma stanno negoziando la legge elettorale o il tasso del leasing sulla macchina? Siamo seri".

M5S: "Faremo una nostra proposta"
"La nostra posizione è molto chiara". Lo dice Gian Roberto Casaleggio lasciando Montecitorio. "Noi stiamo facendo un percorso per arrivare a una nostra proposta di legge", spiega a chi gli chiede di commentare l'accordo raggiunto fra le forze politiche sulla riforma del voto.

Sel: “Assolutamente contrari, daremo battaglia”
“Siamo contrari ad una riforma elettorale che ha come unico scopo quello di limitare la rappresentanza di milioni di cittadini il cui voto non troverebbe nessuna corrispondenza in Parlamento”. Lo afferma Ciccio Ferrara di Sel, annunciando che il partito di Vendola  è pronto a "dare battaglia contro questa legge Forzaitalicum". "La sua vocazione maggioritaria di veltroniana memoria dimostra un'idea proprietaria della politica - prosegue l'esponente di Sel - e il disprezzo dei partiti più grandi nei confronti delle minoranze. E' una legge antidemocratica che non risolve i nodi di incostituzionalità del Porcellum e aumenta ancora di più la distanza tra i cittadini e la politica, e si dimentica - colpevolmente - del gigantesco tema della democrazia italiana rappresentato dal conflitto di interessi. Sel - conclude  Ferrara - è pronta a dare battaglia in commissione e in Aula contro questa legge elettorale ForzaItalicum”. E Nichi Vendola, su twitter: "Ecco la nuova legge elettorale: dal porcellum al caimanum". 

Bossi: “Berlusconi ha concesso troppo, ma il bipolarismo è un patrimonio”
“Berlusconi, a mio parere, ha trattato troppo, parlo del suo sofferto ok alla soglia per il premio di maggioranza al 37%. Però bisogna anche dire, a proposito dell'asse Renzi-Silvio e in tema di legge elettorale, che decide sempre chi ha i numeri, perché se è vero che bisogna tutelare la rappresentanza è vero anche che è normale che i partiti più forti si mettano d'accordo e cerchino di dare una sferzata agli altri. Ritengo il bipolarismo un patrimonio importante". Così Umberto Bossi che, sulla sorte della Lega, dice: "Vedremo come andrà a finire. Comunque la Lega è sempre stata di lotta e di governo, in qualsiasi caso siamo pronti a tornare il partito di lotta".

"Perché il segretario del Pd scrive su Twitter di voler abolire il Senato se poi il suo partito include entrambi i rami del Parlamento nella riforma della legge elettorale? La Lega Nord ha presentato in commissione alla Camera un emendamento alla riforma in cui chiediamo di stralciare tutta la parte relativa al Senato in quanto anche noi siamo favorevoli all'abolizione del bicameralismo. Siamo certi che Matteo Renzi ci darà una mano a portare avanti questa riforma". Lo scrive in una nota il vicepresidente dei deputati della Lega Nord, Matteo Bragantini

“Se davvero dovesse essere approvata nei prossimi giorni la riforma della legge elettorale nel testo della proposta uscita dalle contrattazioni tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si farebbe carta straccia della sentenza della consulta". Lo scrive Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario della Liga Veneta, in una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Il cosiddetto 'Italicum' è un ibrido incostituzionale. Un 'superporcellum' con un mix di premio di maggioranza, soglia di sbarramento enorme e liste, pur corte, ma sempre bloccate; soluzione a dir poco 'contraddittoria' rispetto ai principi di quella che dovrebbe essere una riforma seria.

Fratelli d'Italia
"A Enrico Letta è chiaro che la fretta sulla legge elettorale serve a Renzi per farlo fuori e votare a maggio?" Lo scrive su twitter il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che aggiunge l'hashtag #iltacchinochevuoleilnatale.