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MONDO

Caos nel Paese

Libia, più vicino accordo su governo unità nazionale. Isis attacca campo petrolifero e fa strage

Durante l'attacco sono state uccise 11 guardie. Le forze dell'ordine hanno ripreso il controllo dell'area ma i miliziani avrebbero portato via 9 stranieri tra cui 2 europei. L'Onu: "Ipotesi blocco navale dell'Ue davanti alle coste libiche". Gentiloni: "Presenza navale? Italia c'è, speriamo Ue lo sia di più"

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Libia (ansa)
Nove stranieri, tra cui due europei, sono stati rapiti durante un attacco di miliziani al campo petrolifero di ad Al Ghani in cui sono state uccise 11 guardie (alcune di loro sono state decapitate). Le forze dell'ordine hanno poi ripreso il controllo dell'area, ma secondo l'edizione in inglese del quotidiano panarabo Awasat gli aggressori hanno portato via 9 stranieri: un austriaco, un ceco, un ghanese, 4 filippini e due bengalesi.

Più vicino accordo su governo unità nazionale
Intanto i rappresentanti dei due Parlamenti libici di Tripoli e Tobruk, impegnati in un negoziato condotto in Marocco sotto l'egida dell'Onu, hanno espresso fiducia in un accordo che porti alla formazione di un governo di unità nazionale. L'Europa da Riga, dove si è svolto un meeting dei ministri degli Esteri dell'Ue, guarda a Rabat e spera che "entro pochi giorni" dal negoziato tra i parlamenti rivali di Tobruk e Tripoli nasca quel governo di unità nazionale che permetterebbe di cominciare a stabilizzare il paese. E mentre il negoziatore dell'Onu, Bernardino Leon, si dice "ottimista", la Ue - che già sta finanziando i tentativi di dialogo, pagando tutte le spese - si prepara ad "assistere in ogni possibile modo" il governo che nascerà.

L'Onu: "Ipotesi blocco navale dell'Ue davanti alle coste libiche"
In un'intervista al Corriere della Sera, Léon lancia inoltre una proposta: "C'è una misura che l'Unione Europea può prendere subito: presidiare in forze il mare davanti alla Libia. L'Italia non può farlo da sola, ha bisogno di aiuto. Sono certo che il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite appoggerebbe l'iniziativa". 

Gentiloni: "Presenza navale? Italia c'è, speriamo Ue lo sia di più"
Commentando la proposta di Léon, il ministro degi Esteri, Paolo Gentiloni afferma: per l'Italia "ora è cruciale che ci sia un buon esito del negoziato" a Rabat. Gentiloni poi sottolinea che le migrazioni e la minaccia terroristica "sono due aspetti diversi" e che per la presenza navale, la Marina italiana "sta facendo il suo lavoro normale" e che "se ci sarà un accordo" a Rabat "l'Europa deve rafforzare la presenza navale di controllo e di salvataggio in mare" per l'emergenza immigrazione.

Allarme Frontex: fino a un milione di migranti pronto partire
"Tra 500mila e un milione di migranti, a seconda delle fonti, sono pronti a partire dalla
Libia. Nel 2015 dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno" quando sui 278mila arrivati in Ue, 170mila sono sbarcati in Italia. Lo dice il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri, in un'intervista all'Ansa. Ma il ministro Gentiloni invita a non "sollevare allarmi: ciò che chiediamo a Frontex è più collaborazione".

I dati
Secondo il direttore di Frontex "il picco di arrivi è previsto tra primavera e estate", anche se già "un inverno con condizioni climatiche buone" ha portato in Italia 8.918 migranti, contro i 5.611 dello stesso periodo del 2014, un anno che ha già fatto registrare afflussi record. Ed evidenzia: "Se si vuole che Frontex faccia più operazioni abbiamo bisogno di risorse e staff, e dell'impegno degli Stati membri a rendere disponibili i loro mezzi". Per il 2015 l'Agenzia Ue conta su un bilancio complessivo di 115 milioni di euro, con un quarto delle risorse impegnate per
l'operazione congiunta Triton. E la cifra su cui si sta ragionando per il budget 2016 è più o meno della stessa entità.  

Fontex: "Nessun prova che ci sia l'Isis dietro al traffico dei migranti"
Quanto alla possibilità che vi sia l'Isis dietro il traffico dei migranti dalla Libia, "non ci sono prove, ma dobbiamo essere coscienti dei rischi e stare attenti", afferma Leggeri. "Quello che non accade ora potrebbe avvenire in futuro". I foreign fighters potrebbero decidere di salire sui barconi quando "i controlli ai varchi legali delle frontiere esterne saranno rafforzati", e la probabilità di essere scoperti sarà più alta, "ma è solo una teoria", sottolinea. Intanto "le autorità italiane hanno rafforzato "la sicurezza per mitigare il rischio" dopo le minacce fatte da trafficanti armati durante un salvataggio vicino alle coste libiche.