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POLITICA

Strappo sulla bozza del nuovo Statuto

M5s, rottura tra Conte e Grillo possibile addio dell'ex premier al Movimento

Una risposta su quello che sarà il futuro dell'ex premier potrebbe arrivare lunedì, quando è prevista una conferenza stampa. Di Maio: mettiamocela tutta e rimaniamo uniti

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L'addio di Giuseppe Conte appare sempre più vicino e non sembra ricomponibile lo strappo con l'altro Giuseppe, il cofondatore del Movimento 5 Stelle, dopo il 'vaffa' opposto da Grillo alla bozza di nuovo Statuto. In queste ore, continua sottotraccia il lavoro di chi cerca faticosamente di riannodare la trama del dialogo, ma gli incontri che l'ex premier ha tenuto anche ieri nella sua casa di Roma - dove si sono affacciati Stefano Patuanelli, Paola Taverna ed Ettore Licheri - sembrano prefigurare quel partito di Conte di cui si vocifera da giorni. "Siamo dentro un confronto fisiologico, stiamo costruendo un nuovo soggetto politico, non è facile", spiega il capogruppo M5s al Senato, Ettore Licheri. Una risposta su quello che sarà il futuro dell'ex premier potrebbe arrivare lunedì, quando è prevista una conferenza stampa di Giuseppe Conte.

Nell'attesa, i pentastellati invitano a non alimentare retroscena che possano aumentare la tensione interna.

Di Maio: mettiamocela tutta e rimaniamo uniti
"Il Movimento 5 Stelle è una splendida comunità. Insieme abbiamo affrontato diverse fasi,anche le più difficili e complicate, ma le abbiamo sempre superate usando testa e cuore. Il bene che tutti vogliamo al MoVimento è il pilastro su cui fondare le nostre decisioni. Mettiamocela tutta" scrive su Fb Luigi Di Maio, aggiungendo: "Diamo il massimo e rimaniamo uniti".

Le altre forze politiche, con in testa il Partito Democratico, guardano a quanto accade nella galassia M5s. L'interesse è motivato dalle ripercussioni che le fibrillazioni Cinque Stelle potrebbero avere sulla maggioranza di governo, di cui M5s è azionista di peso. "In questo momento così delicato, in piena emergenza sanitaria ed economica, siamo e saremo leali", assicura il deputato M5s Angelo Tofalo, intervistato da Il Mattino, invitando "tutti a dialogare per ripartire". Il rebus più difficile da risolvere è, tuttavia, quello degli effetti che l'addio di Conte al M5s e la nascita di un nuovo soggetto politico da lui guidato potrebbe avere nel campo di centrosinistra a cui Conte sta lavorando assieme a Enrico Letta e Roberto Speranza.

La campagna per le amministrative d'autunno è appena cominciata e il M5s è l'interlocutore del centrosinistra in molte città e anche il Calabria, dove Conte ha raggiunto l'accordo con Enrico Letta e Roberto Speranza sul nome di maria Antonietta Ventura. Una scissione del M5s che effetto potrebbe avere sugli accordi siglati e su quelli a cui si sta lavorando? "Il nostro interlocutore è Giuseppe Conte", precisavano ancora qualche ora fa fonti parlamentari del dem. Altra incognita e' il ruolo nel campo di centrosinistra di ciò che rimarrebbe dei Cinque Stelle e quello dell'eventuale partito contiano. Per non parlare delle ripercussioni a livello di consenso sugli altri partiti di centrosinistra. Stando ad alcuni sondaggi, ben presenti ai parlamentari di Pd e M5s, un partito dell'ex premier avrebbe un peso variante tra il 15 e il 18 per cento. Consenso che pescherebbe nel Pd, ma soprattutto nel M5s. "I dem hanno uno zoccolo duro di consenso difficile da scalfire", ragiona una fonte parlamentare. Ma oltre ai sondaggi, l'interesse di chi nel pd guarda a quello che sta accadendo ai Cinque Stelle è alimentato dall'approssimarsi delle elezioni amministrative. Il sisma che sta interessando M5s arriva proprio nel momento in cui i sondaggi sembrano sorridere proprio ai dem, dati da alcune rilevazioni come primo partito, avanti - seppur di pochi decimi - a Lega e Fratelli d'Italia. A premiare, sostengono fonti parlamentari, e' anche la linea di lealtà nei confronti del governo Draghi e di rilancio sui temi fiscali, del lavoro e dei diritti civili. Sotto questo ultimo punto di vista, continua il braccio di ferro fra Letta e Matteo Salvini sulla proposta di legge per il contrasto all'omotransfobia, con il primo determinato a ottenere una data certa per l'approdo del testo in aula al Senato e il secondo che ne chiede una profonda revisione. Una risposta potrebbe arrivare dal tavolo a cui sederanno i capigruppo di maggioranza a Palazzo Madama e che dovrebbe riunirsi, salvo sorprese, mercoledì prossimo.