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ITALIA

46 imputati, un esercito di 60 avvocati, oltre 130 udienze

Mafia capitale, è iniziato il maxiprocesso. "Carminati pronto a parlare"

Massimo Carminati e Salvatore Buzzi parteciperanno in videoconferenza, lo stesso vale per il braccio destro del boss, Riccardo Brugia. E' iniziata la prima udienza nell'aula Vittorio Occorsio del tribunale romano di piazzale Clodio, poi si proseguirà nell'aula bunker di Rebibbia. Previste 4 udienze a settimana fino a giugno

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di Silvia Balducci

"Massimo Carminati in questo processo parlerà, è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perché vuole chiarire un sacco di cose e lo farà". E' quanto annuncia l'avvocato Giosue' Naso, difensore dell'ex terrorista che secondo la Procura di Roma sarebbe a capo del clan di Mafia Capitale. A pochi minuti dall'inizio della prima udienza, Naso afferma che il suo cliente, che dal giorno dell'arresto non ha mai parlato con i pm, quando toccherà a lui sarà pronto a parlare davanti ai giudici della X sezione penale.

Il difensore: "A Carminati dà fastidio essere accostato a mafia e droga"
Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio - ha aggiunto Naso che già oggi in aula solleverà una serie di eccezioni preliminari - il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole 'mafia' e 'droga'. Con la mafia non c'entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate". Il penalista ha commentato anche le prime sentenze arrivate in settimana e in particolare il fatto che il gup Anna Criscuolo abbia riconosciuto ad un collaboratore di Buzzi, Gammuto, l'aggravante mafiosa. "Si tratta di una decisione ampiamente attesa, arrivata in forma assolutamente tempestiva. Noi da un anno stiamo aspettando di comparire davanti al tribunale - conclude - e, guarda il caso, gli immediati verranno celebrati proprio alla vigilia di questa sentenza gup e dell'arresto di alcuni giorni fa della dirigente Eur Spa, Clelia Logorelli, per corruzione. Questo per far capire il clima. Secondo me c'e' una regia facilmente identificabile che vuole tutto questo. In aula lo dirò a chiare lettere".

Maxiprocesso al via
È sulla sussistenza dell'associazione mafiosa che si giocherà la vera battaglia nel corso del maxiprocesso su Mafia capitale, che si è aperto nell'aula Vittorio Occorsio di Piazzale Clodio davanti ai giudici della X sezione penale guidati da Rosanna Ianniello. Ben 136 udienze, quattro a settimana fino a giugno. 46 gli imputati. Il presunto boss dell'organizzazione Massimo Carminati, il suo braccio destro Riccardo Brugia e il ras delle cooperative Salvatore Buzzi - tutti reclusi in regime di 41bis - parteciperanno solo in videoconferenza.

Il team di magistrati della Procura - Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli  guidati da Pignatone e dal suo vice Prestipino - ha lavorato in questi mesi per rafforzare la sua ipotesi forte anche del parere positivo incassato in due sentenze dei giudici della Cassazione che si sono espressi sui ricorsi di alcuni degli imputati. Una tesi che cercheranno di smontare gli avvocati. In particolate il legale di Salvatori Buzzi, Alessandro Diddi, lascia trapelare di voler chiedere di patteggiare a tre anni e nove mesi, condizionando la pena all'esclusione dell'associazione per delinquere di stampo mafioso.

Associazione di stampo mafioso, ecco perché
Nella prima delle due sentenze la Cassazione ha sottolineato che "ai fini della configurabilità del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, la forza intimidatrice espressa dal vincolo associativo dalla quale derivano l’assoggettamento ed omertà può essere diretta tanto a minacciare la vita o l’incolumità personale, quanto, anche o soltanto, le essenziali condizioni esistenziali, economiche o lavorative di specifiche categorie di soggetti…".

Gli imputati
In tutto sono 46, anche se alla prima udienza partecipano in 22 imputati (tutti quelli raggiunti da provvedimento cautelare ai domiciliari). L'ex Nar Massimo Carminati, il braccio destro Riccardo Brugia e il ras delle cooperative rosse Salvatore Buzzi assisteranno in video conferenza. Lo ha disposto il giudice per ragioni di sicurezza. I tre sono reclusi in regime di 41 bis nei carceri di Parma, Terni e Tolmezzo. 

Tra gli imputati del maxiprocesso compaiono i nomi di alcuni ex amministratori locali: l'ex consigliere regionale del Pdl Luca Gramazio, l'ex presidente del consiglio comunale del Pd Mirko Coratti, il consigliere comunale del Pdl Giordano Tredicine e l'ex presidente del X municipio - Ostia - Andrea Tassone. Sarà presenta anche Luca Odevaine, già componente del 'Tavolo di coordinamento nazionale sull'accoglienza per i richiedenti asilo', che proprio martedì ha ottenuto i domiciliari dopo undici mesi di carcere.

Testimoni, oltre 200 quelli richiesti dal legale di Buzzi

Le liste dei testimoni si annunciano dense. Il legale di Buzzi farà richiesta affinché vengano sentite 200 persone, tra queste l'ex sindaco Marino, l'ex assessore alla Legalità Sabella, il governatore della Regione Lazio Zingaretti, gli ex prefetti di Roma Morcone e Pecoraro e l'attuale Gabrielli ma anche il ministro del Lavoro Poletti e l'ex sottosegretario Gianni Letta. Quest'ultimo, secondo la difesa, dovrebbe raccontare di quando Buzzi si rivolse a lui per protestare in merito ad un gara vinta, ma poi revocata dal Tar.

Tronca firma l'atto di costituzione di parte civile del Comune
"Non eravamo certo abituati a pensare la nostra città come coinvolta in trame mafiose, in metodi mafiosi, inquinata da associazioni mafiose: questa è invece la contestazione sottesa in tutti i capi di imputazione" si legge nell'atto di costituzione di parte civile del Comune di Roma che verrà depositata nel corso della prima udienza. Il provvedimento è firmato dal prefetto Francesco Paolo Tronca e redatto dagli avvocati Enrico Maggiore e Rodolfo Murra. Nell'atto si afferma che "l'offesa non è solo quella portata all'ordine pubblico, ma alla stessa possibilità per la società di dispiegarsi serenamente" e per "il Comune di esprimere la sua forza culturale, di coesione, di legalità". 

L'amministrazione comunale rivendica "un danno funzionale e di personalità, un danno economico, attese le risorse organizzative, di uomini e mezzi dispiegate da questa Amministrazione e tese a prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione e degli altri reati mezzo sopra elencati e un danno di immagine, attesa la frustrazione dell'interesse perseguito e della rilevanza pubblica del medesimo".