Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Mafia-nigeriana-decine-arresti-in-Piemonte-e-Emilia-Romagna-31e8b331-0efe-4b82-86a2-98afcabe716b.html | rainews/live/ | true
ITALIA

In manette i vertici nazionali

Mafia nigeriana: decine arresti in Piemonte e Emilia Romagna

L’organizzazione gestiva lo spaccio di droga e il giro della prostituzione. L’inchiesta è partita nel 2018 dopo il racconto di una vittima

 

Condividi
"Viking" o "ValhallaMarine". Così si chiama l’organizzazione nigeriana di stampo mafioso al centro del blitz della Polizia, scattato questa mattina in tutta Italia.

L'organizzazione era articolata in varie cellule locali chiamate "Deck".

Le indagini, coordinate dalle Direzioni Distrettuali Antimafia delle Procure della Repubblica di Torino e di Bologna, hanno portato all'emissione di decine di provvedimenti restrittivi di natura cautelare, in corso di esecuzione.
 
Una guerra per il predominio
Decapitati i vertici nazionali della struttura che controllava il traffico e lo spaccio di droga e il giro della prostituzione. Il loro obbiettivo era di avere il controllo assoluto controllo del territorio annientando violentemente o mettendo, comunque, in condizione di non nuocere, altre confraternite nigeriane concorrenziali, e avere il monopolio sulle attività di loro "interesse".

Le donne
La particolarità del “cult”, nome del gruppo criminale “ValhallaMarine” era il ruolo delle donne, affiliate dopo rapporti sessuali di gruppo con l'appellativo di “Queen” o “Belle”.
In manette  Aisha Osayande, detta 'One Queen', unica donna a ricoprire la “veste” di associata, con l'incarico di controllare le connazionali sfruttate.

L'inchiesta torinese è iniziata nell'estate 2018 dalle dichiarazioni della vittima di una aggressione. L'organizzazione criminale era particolarmente violenta ed era solita punire le “trasgressioni” con una sorta di machete, detto Manga e Maga.

Il re di Ferrara. Il chairman. Il National
50 anni "Emmanuel'Boogie'  è considerato il capo della mafia nigeriana della città estense, aveva la carica di F.F. all'interno del gruppo Vikings-Arobaga. Un ruolo ben preciso al vertice  dentro un'organizzazione gerarchica e piramidale chiara, dove il chairman nazionale italiano è Stanley Amanchukwu detto Chuks,a,mentre il 'National', cioè il capo supremo, si trova in Nigeria.  Il gruppo aveva un insieme di rigide regole di comportamenti: come la sottoposizione a un rito di iniziazione, norme di riservatezza, cioè usare parole per non farsi scoprire le riunioni ad esempio venivano chiamate '36', quanti gli stati della Nigeria, obbligo di obbedienza, di versamento periodico di somme e di sostentare gli affiliati arrestati. Era inoltre previsto l'uso della violenza e di armi bianche, non sempre quale 'extrema ratio' ma come strumento per risolvere particolari conflitti interni e per affermarsi sugli appartenenti di altre confraternite per la conquista del territorio.

Un fiume di droga
Altri personaggi gestivano invece lo spaccio di droga: è emerso un traffico di cocaina, destinata prevalentemente al Veneto,proveniente dalla Francia e dall'Olanda. La droga veniva presa a Parigi ed Amsterdam, grazie all'appoggio di connazionali appartenenti ad una confessione protestante, da squadre di "corrieri" che rientravano in Italia attraverso i valichi del Monte Bianco e del Frejus. In un'occasione è stato intercettato un carico di droga da circa dieci chili.