ITALIA
Aumento con il Covid
Mafia. Rapporto di Libera: per l’83% degli italiani i politici l'hanno favorita
Gli interessi della criminalità organizzata ciclo dei rifiuti, droga e l’edilizia. La criminalità è aumentata durante il Covid
Quello che colpisce in questo sondaggio è la rassegnazione e la sfiducia, quasi totale, nello stato a tutti i livelli, nella capacità di contrastare la criminalità organizzata. È in sintesi il rapporto di Libera che ha raccolto i risultati dell'indagine curata da Demos su un campione di 995 persone intervistati nel mese di novembre all'interno del Rapporto "Il Triangolo pericoloso. Mafie, corruzione e pandemia nella volontà dello stato di contrastare”. Gli italiani bocciano l'impegno della politica nel contrastare la mafia: è forte la sfiducia soprattutto nei confronti di membri del governo, del Parlamento e dei partiti. Ben 83% degli intervistati ritiene che i politici nazionali hanno favorito l'espansione delle mafie in Italia, l'81% ritiene colpevoli sia i partiti politici nazionali sia quelli locali. Il 30% ritiene che la corruzione oggi sia più diffusa rispetto agli anni di Tangentopoli. Il 66% giudica positivamente il 41bis cioè l’isolamento in carcere per mafiosi.
Gli affari
Gli italiani ritengono che i settori dove la mafia è più attiva sono gestione dei rifiuti, al secondo posto la droga ( 63%). Ma se si include in questa analisi l'altra filiera principale dell'ecomafia, quella del ciclo illegale del cemento, a quel 43% si deve sommare anche il 20% di chi indica l'edilizia come uno dei settori privilegiati dalle organizzazioni mafiose. Alla domanda: "secondo lei la mafia oggi rispetto al passato è più o meno legata ai professionisti e colletti bianchi" emerge la netta percezione di una mafia sempre legata ai professionisti/colletti bianchi. Appena il 10% del totale pensa che le cose vadano meglio rispetto al passato, cioè che la mafia sia meno legata di prima ai colletti bianchi, mentre la maggioranza (45%) ritiene che lo sia maggiormente e la restante parte (39%) in misura uguale rispetto al passato. I più propensi a rispondere che le cose vadano meglio rispetto al passato sono gli elettori di Forza Italia e della Lega, mentre gli elettori di sinistra e di centrosinistra che pensano allo stesso modo sono in percentuale assai inferiore. Tuttavia, nel rapporto di Libera, è nella destra che si ritrova la percentuale più bassa di coloro che ritengono che le mafia sia oggi meno legata ai professionisti e ai colletti bianchi: gli elettori di Fratelli d'Italia che pensano così sono appena il 5% del totale.
Il Recovery
Altri due temi sono al centro del sondaggio e più che mai attuali il Recovery e il Covid. Il 75% degli italiani, indica la sanità come il settore nel quale devono essere investite maggiormente le risorse del Recovery. Segue la scuola, con il 35 %. Al terzo posto, con il 26% il mondo dell'Università e della Ricerca.
La ripartenza
Fra le istituzioni che, secondo gli italiani, possono favorire la ripartenza dell’Italia sono a pari merito le imprese e il governo (38%), seguite da università e ricerca (30%). Scarsa considerazione per le amministrazioni locali. In fondo alla lista i partiti politici e i sindacati.
Il Covid
Oltre il 70% dei cittadini intervistati ritiene che, spinta dall'emergenza Covid, mafie e corruzione in Italia si stiano diffondendo ancora di più. In particolare la mafia aumenta la sua presenza e il suo potere.
Gli affari
Gli italiani ritengono che i settori dove la mafia è più attiva sono gestione dei rifiuti, al secondo posto la droga ( 63%). Ma se si include in questa analisi l'altra filiera principale dell'ecomafia, quella del ciclo illegale del cemento, a quel 43% si deve sommare anche il 20% di chi indica l'edilizia come uno dei settori privilegiati dalle organizzazioni mafiose. Alla domanda: "secondo lei la mafia oggi rispetto al passato è più o meno legata ai professionisti e colletti bianchi" emerge la netta percezione di una mafia sempre legata ai professionisti/colletti bianchi. Appena il 10% del totale pensa che le cose vadano meglio rispetto al passato, cioè che la mafia sia meno legata di prima ai colletti bianchi, mentre la maggioranza (45%) ritiene che lo sia maggiormente e la restante parte (39%) in misura uguale rispetto al passato. I più propensi a rispondere che le cose vadano meglio rispetto al passato sono gli elettori di Forza Italia e della Lega, mentre gli elettori di sinistra e di centrosinistra che pensano allo stesso modo sono in percentuale assai inferiore. Tuttavia, nel rapporto di Libera, è nella destra che si ritrova la percentuale più bassa di coloro che ritengono che le mafia sia oggi meno legata ai professionisti e ai colletti bianchi: gli elettori di Fratelli d'Italia che pensano così sono appena il 5% del totale.
Il Recovery
Altri due temi sono al centro del sondaggio e più che mai attuali il Recovery e il Covid. Il 75% degli italiani, indica la sanità come il settore nel quale devono essere investite maggiormente le risorse del Recovery. Segue la scuola, con il 35 %. Al terzo posto, con il 26% il mondo dell'Università e della Ricerca.
La ripartenza
Fra le istituzioni che, secondo gli italiani, possono favorire la ripartenza dell’Italia sono a pari merito le imprese e il governo (38%), seguite da università e ricerca (30%). Scarsa considerazione per le amministrazioni locali. In fondo alla lista i partiti politici e i sindacati.
Il Covid
Oltre il 70% dei cittadini intervistati ritiene che, spinta dall'emergenza Covid, mafie e corruzione in Italia si stiano diffondendo ancora di più. In particolare la mafia aumenta la sua presenza e il suo potere.