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SALUTE

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Tumori del sangue: nuova tecnica rende i genitori compatibili per il trapianto

Presentato oggi all'ospedale Bambino Gesù, un metodo che permette a padre e madre di diventare donatori per il proprio figlio senza rischi di incompatibilità. "Una pietra miliare nella cura di molte malattie del sangue" 

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E’ una nuova tecnica che permette di realizzare il sogno di ogni genitore che ha un bambino malato: poter fare qualcosa per guarirlo. Scoperta dai ricercatori dell’ospedale Bambino Gesù di Roma e già sperimentata su circa cento bambini affetti da immunodeficienze severe, rare malattie genetiche, leucemie e tumori del sangue, la tecnica permette di rendere il midollo di madre o padre del bambino compatibile con quello del figlio.

Un sistema che renderebbe non più necessario il ricorso alla donazione da parte di un fratello o una sorella immunogeneticamente compatibile, finora unica possibilità di guarigione. I risultati della sperimentazione hanno dimostrato una probabilità di cura definitiva oltre il 90%, ovvero equivalente a quella ottenuta attraverso le modalità di trapianto tradizionali.

La caratteristica di questa nuova tecnica consiste nella possibilità di “ripulire” le cellule del donatore, eliminando quelle che potrebbero essere causa di rigetti e complicazioni. In tal modo solo le cellule compatibili sono selezionate per il trapianto. Il direttore scientifico dell’Ospedale Bambin Gesù l’ha definita “una pietra miliare nella terapia di molte malattie del sangue”. Con questo metodo rimane infatti una grande quantità di cellule 'buone'. “Queste sono le cellule che proteggono il paziente dalle infezioni soprattutto nei primi mesi dopo il trapianto - ha spiegato Alice Bertaina, responsabile dell'unita trapianti di midollo dell'ospedale – Una possibilità che ci permette di ottenere una percentuale di successi del tutto simile a quella che si aveva cercando un donatore compatibile''.

Il metodo è stato presentato oggi a Roma, mentre la sperimentazione è già stata oggetto di un articolo sulla rivista scientifica 'Blood'. Una notizia estremamente positiva per i bambini malati di tumore del sangue, che ancora oggi spesso faticano a trovare un donatore. “Nonostante i registri donatori e le banche di sangue cordonale – ha detto Franco Locatelli, responsabile del reparto di oncoematologia dell’ospedale – il 30-40% dei pazienti non trova un donatore. Con questa tecnica  invece possiamo offrire la speranza di un trapianto per tutti e per tutte queste malattie”.