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SALUTE

Mamme e sesso

Maternità, Se Cala Il Desiderio

L'arrivo di un figlio, il passaggio da coppia a matrimonio, l'età: come cambia il desiderio sessuale, e quanto incide sulla stabilità di un matrimonio. Colloquio con Chiara Simonelli, presidente della Società Europea di Sessuologia e docente all'Università Sapienza di Roma

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Chiara Simonelli, sessuologa
Professoressa c'è un periodo subito dopo il parto, in cui la donna è naturalmente portata a dedicare tutte le sue attenzioni al bambino: la madre prende il sopravvento, molti mariti si lamentano di essere quasi messi da parte. In molte coppie questa parentesi nel rapporto viene poi riproposta dalla donna a più riprese, le preoccupazioni per la crescita del bambino, poi per la sua salute, poi per la scuola....è la Natura che programma la donna a concentrarsi sul figlio, o qualcosa in quelle coppie non funziona?
 
Passare da coppia a famiglia è un bel terremoto e soprattutto con la nascita del primo figlio possono cambiare drasticamente le priorità precedenti. Un neonato richiede grande attenzione tutti i giorni e ci si può sentire stanchi e inadeguati.
Le donne si concentrano molto sul nuovo ruolo e le pressioni sociali intorno possono aumentare ulteriormente la tensione che le
donne avvertono già a prescindere dalle proprie madri o delle suocere. I partner molto spesso si lamentano dell'indisponibilità della propria compagna che appare troppo assorbita dal neonato e soffrono per la mancanza di quella presenza giocosa e affettuosa che prima era dedicata a loro. Per non parlare dell'intimità sessuale che spesso è sospesa o risulta meno gratificante di prima. Il calo del desiderio nelle donne dopo il parto, ad esempio, tocca circa l'80% dei casi...e l'insoddisfazione nei rapporti raggiunge percentuali ancor più consistenti se aggiungiamo altre sintomatologie come il dolore, la lubrificazione insufficiente o l'anorgasmia. Questi dati ci fanno riflettere su ciò che ho definito un "terremoto" le cui conseguenze posso essere transitorie oppure cronicizzarsi.
Alcune donne si difendono mettendo il piccolo nel lettone e spedendo il marito a dormire sul divano: un'idea pessima per tutti e tre! E alcune anche 10 anni dopo il parto continuano a dormire coi figli e non col marito. Il partner qui ha le sue responsabilità nel momento in cui decide di accettare tutto questo.

Si parla di un "orologio biologico" delle donne, che avverte del tempo che passa ai fini riproduttivi. Gli uomini sembrano liberi da questo assillo. Quanto è vero?

E' evidente: in linea di massima le donne sono consapevoli che con la menopausa il progetto della riproduzione sarà da accantonare. Fra gli uomini noti e meno noti invece sono molti i casi di paternità anche tardive. Da questa differenza biologica ne conseguono atteggiamenti ben diversi nei due sessi.
Il primo ticchettio dell'orologio biologico solitamente si fa sentire dopo i 30 anni nelle ragazze quando ancora i coetanei pensano a trovare o a consolidare una loro identità pubblica, lavorativa...
Anche se qualcosa sta cambiando: non sono molte, ma oggi esistono ragazze che non considerano la maternità come un'area fondamentale per la propria realizzazione. La maggior parte invece cerca di realizzare sia i sogni privati (amore e figli) che quelli pubblici (studiare, lavorare e avere un'indipendenza economica).
Queste due sfere non sono mai state in alternativa nella vita di un uomo e attualmente le donne tentano la quadratura del cerchio, volendo essere anche loro felici contemporaneamente in aree diverse e molto impegnative.

Ci sono amori che divampano per tutta la vita, ed altri che si trasformano in profonda amicizia, complicità, o peggio in routine e mera prosecuzione di un dato di fatto, il matrimonio. Il desiderio sessuale ne risente, e risponde diversamente a queste situazioni. L'attenuazione dell'attrazione fisica quando segnala che realmente si sta rompendo una unione, e quando invece è fisiologica? E servono le terapie di coppia?

Dalla passione all'amore e al grande progetto di vita (convivenza, figli) in effetti si assiste alla diminuzione dell'interesse erotico totalizzante che si sperimenta nei primi mesi di un rapporto: in questa prima fase l'eros pervade tutto. Gli studi ci dicono che col passare degli anni subentrano, se tutto va bene, tenerezza, intesa e complicità ma che la frequenza dei rapporti sessuali tende a scemare. Ricordiamoci che questo è relativo all'età di un rapporto e non all'età delle persone. Quindi questo è in buona parte un processo fisiologico.Tuttavia va anche sottolineato che approfondendo l'intimità con un'altra persona si può avere un minor batticuore ma una maggiore soddisfazione sessuale che deriva dalla conoscenza reciproca: quindi sesso meno frequente ma migliore.

Se si è troppo affezionati all'idea della passione questo può diventare problematico e qui entra il tema del tradimento alla ricerca delle emozioni forti, anche perché proibite, col rischio di far saltare tutto il progetto fatto insieme. Alcuni in effetti smettono di amarsi o diventano reciprocamente ostili ed ingaggiano lotte di potere perché si sentono delusi nelle loro aspettative rispetto all'idea di coppia che avevano in mente all'inizio del rapporto. In molti casi la terapia di coppia serve davvero: a chiarirsi sulle dinamiche specifiche e a superare gli ostacoli che sono stati frapposti via via per difendersi dall'altro/a in un crescendo distruttivo. Altre volte la terapia serve a ratificare la fine di un amore e a cercare una separazione consapevole e con modi più civili. Questo è fondamentale nel caso ci siano dei figli di mezzo.

In questi giorni la FDA americana, dopo un lungo periodo di ripensamenti, ha dato il via libera ad un farmaco che dovrebbe aumentare la libido femminile, è stato subito ribattezzato il viagra delle donne anche se agisce a livello di sistema nervoso centrale essendo uno psicofarmaco, niente a che vedere con l'inibizione dell'enzima della fosfodiesterasi dei farmaci "al maschile". Ma il calo del desiderio può derivare anche da altro, che non sia il naturale scemare con l'etá: in questo caso basta una pillola, per riparare un rapporto? 

Questa nuova opportunità farmaceutica è la prima a venire incontro a una difficoltà sessuale femminile che è tra l'altro la più diffusa (i dati
internazionali ci dicono che in genere un 40% delle donne può avere una forma di desiderio ipoattivo). Finora la scienza si è dedicata allo studiodei contraccettivi per le femmine e con gran successo ai farmaci per lasessualità dedicati ai maschi. Così come non basta una buona erezione a garantire un rapporto soddisfacente di coppia, è chiaro che nemmeno un buon farmaco per il desiderio femminile riporterà automaticamente la felicità in famiglia! Poiché sono farmaci è assolutamente necessaria una buona diagnosi e una buona consulenza psicologica sull'utilizzo di questi. Se la mancanza di desiderio deriva dal non sentirsi capita o amata dal partner, ad esempio, è inutile ricorrere alla chimica se prima non si è chiarita la situazione relazionale
E questo succede spesso perché le donne deluse o arrabbiate, contrariamente agli uomini, non ritengono che fare l'amore sia la soluzione
che risolve tutto. Quindi ben venga la nuova possibilità di un farmaco "rosa" ma nel rispetto della complessità delle persone coinvolte nella
relazione di coppia e di quella difficilissima alchimia che è l'amore.