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ECONOMIA

Slitta alle 20 il Consiglio dei Ministri

Mes, alta tensione nel governo. Conte riferisce alle Camere

Da Palazzo Chigi è stato annunciato che in vista della prossima riunione dell'Eurogruppo del 4 dicembre 2019 il governo "affronterà il negoziato seguendo  una logica di 'pacchetto'". M5S: "Il Parlamento è sovrano, per noi tante cose vanno riviste". Sassoli: "Bloccare riforma è scelta ad alto rischio per la credibilità dell'Italia". Portavoce Merkel: "C'è sempre spazio per trattare"

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Alta tensione nel governo sul Mes. Il premier Giuseppe Conte rifesce alla Camera dei Deputati sulla riforma del Fondo salva-stati, il Meccanismo europeo di stabilità (Mes-Esm); poi, alle 15.30, al Senato. Ieri sera dopo un lungo vertice di governo da Palazzo Chigi è stato annunciato che in vista della prossima riunione dell'Eurogruppo del 4 dicembre 2019 l'esecutivo "affronterà il negoziato riguardante l'Unione  Economica e Monetaria (completamento della riforma del Mes,  strumento di bilancio per la competitività e la convergenza  e definizione della roadmap sull'unione bancaria) seguendo  una logica di 'pacchetto'. Ogni decisione diventerà in ogni caso definitiva solo dopo che il Parlamento si sarà pronunciato a partire dalle risoluzioni che saranno approvate  l'11 dicembre, in occasione delle comunicazioni che il  Presidente del Consiglio renderà in vista del prossimo Consiglio Europeo". Proprio per le informative del premier, il Consiglio dei ministri inizialmente annunciato per le 15 è slittato in serata alle 20.

M5S: "Il Parlamento è sovrano, per noi tante cose vanno riviste"
"Il parlamento è sovrano ed è un bene che si sia deciso di non dare nessuna luce verde fino a quando il parlamento non ne discuterà. E' il parlamento che parla per primo. Per noi noi tante cose nell'Unione Economica e Monetaria vanno e riviste", riferiscono fonti del M5S. Lo stesso leader del M5S Luigi Di Maio ha detto che “nulla si deciderà finché non si arriverà in Parlamento quando il presidente del Consiglio verrà a riferire e il Parlamento dovrà approvare una risoluzione”.

Di Maio: "Mi dipingono disfattista, ma troveremo punto caduta"
"Il sistema e' abituato così: o fai come dicono loro, oppure ti minacciano, cominciano a dipingerti come disfattista. E' quel che sta accadendo con il sottoscritto da un bel po' di tempo". Luigi Di Maio affida a Facebook uno sfogo per assicurare, comunque, da un lato che, "non importa, noi andiamo avanti" e dall'altro che anche sul nodo Mes "difendiamo il governo perché difendiamo l'Italia e siamo sicuri che ancora una volta sapremo trovare un punto di caduta per gli italiani". Oggi gran parte dei giornali ed alcuni esponenti politici ci trattano come dei mostri solo perché ieri ci siamo battuti per non firmare al buio il Mes", torna a dire il capo politico M5s. "Da ogni parte - riprende - si legge che ho sfidato, che ho provocato, che ho battagliato. Io non ho sfidato nessuno, anzi. Stiamo solo lavorando nell'interesse dei cittadini italiani. Ma questo per i giornali e per il sistema e' surreale. Loro concepiscono la politica come una continua imposizione dall'alto. Per loro o segui quello che dice qualche euroburocrate, oppure sei un ignorante, un imbecille, un attentatore della democrazia". "Avete capito bene: secondo loro sarebbe il Movimento 5 stelle ad attentare alla democrazia, proprio noi che ci siamo spesi per non far firmare una cambiale in bianco agli italiani", sottolinea ancora. "Se qualcuno pensa di zittire il Movimento, ha capito male. Nessuno creda di potersi arrogare il diritto di chiuderci la bocca", dice ancora il ministro degli Esteri.

Guerra: "Il vertice non è andato male, posizione coerente"
"Il vertice non mi sembra che sia andato male. L'ipotesi venuta fuori è coerente con quanto deciso in Parlamento e cioè l'idea di andare avanti nel confronto passando anche dal Parlamento". Lo ha detto il sottosegretario al Ministero dell'economia, Maria Cecilia Guerra, a margine di un convegno sulla riforma fiscale in corso all'Università Cattolica a Milano, circa il vertice di maggioranza sul Mes. "Mi sembrerebbe ingenuo - ha aggiunto - agire diversamente e quindi è un bene che Governo e Parlamento procedano di pari passo.

Sassoli: "Bloccare riforma è scelta ad alto rischio per la credibilità dell'Italia"
La polemica sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità non fa altro che "danneggiare la credibilità" dell’Italia sui mercati e tra i partner continentali. Lo ha spiegato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, per il quale isolarsi con una polemica sul Mes proprio nelle ore di riapertura del cantiere Ue "indebolirebbe l’Italia". Spiega Sassoli: "Del Meccanismo europeo di Stabilità si parla solo in Italia. L’altro giorno ho chiesto all’ufficio comunicazione del Parlamento europeo di prepararmi una rassegna con tutti gli articoli apparsi sul Mes negli altri paesi del continente. Quanti pezzi di giornale mi hanno recapitato? Zero. Nessuno".

Speranza: "Centralità del Parlamento non può essere messa in discussione"
"La strada è saggia. La centralità del parlamento non può essere messa in discussione. Così come la logica del pacchetto mi pare la più intelligente per affrontare una sfida così delicata. Su questo tutto il governo è d'accordo". Lo dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza (Leu), interpellato sull'esito del vertice di governo della scorsa notte sul Mes, nel quale si è deciso di lasciare al Parlamento di pronunciarsi la prossima settimana e intanto di trattare all'Eurogruppo secondo una logica di pacchetto.

Ex ministro Tria replica alla Lega: "Affermazioni fantasiose, accordi presi nel 2018”
L'ex ministro dell'Economia del governo gialloverde, Giovanni Tria, rispondendo in diretta a 24Mattino a Claudio Borghi, responsabile economico della Lega che lo accusa di avere condotto la trattativa sul Mes senza alcun mandato dice: “Non c’è riscontro nella realtà. Nella sostanza gli accordi sul Mes sono stati presi nel dicembre 2018, poi si è arrivati in Eurogruppo a definire un testo che doveva riflettere quanto era stato già deciso nel 2018.”

Portavoce Merkel: "C'è sempre spazio per trattare"
"C'è sempre e c'è sempre stato spazio" per la trattativa per i singoli Paesi, "ma ci sono anche regole che vanno rispettate" nell'interesse di tutti i Paesi membri. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino sul dibattito in Italia sul Mes, sulla possibilità di modifiche alla riforma del fondo e di un rinvio della decisione. Seibert ha sottolineato che "la posizione tedesca non è cambiata" e che la trattativa si farà in Europa.

Portavoce Scholz: "In confronto costante con i partner"
"Le trattative sono in corso. I ministri delle Finanze si incontreranno mercoledì a Bruxelles per continuare a consultarsi su questo tema. Come sempre non svolgiamo le trattative qui a Berlino, a questa conferenza stampa, ma a Bruxelles". Lo ha detto il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Dennis Kolberg, rispondendo alle domande,alla conferenza stampa di governo, sul dibattito italiano sul Mes e sulla possibilità di una modifica e di un rinvio della riforma. "Siamo in stretto contatto e c'è un confronto costante con i partner. Al momento discutiamo di come dovrebbe risultare questa riforma e questo dovrebbe essere il tema di mercoledì",ha concluso.