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POLITICA

Il decreto

Migranti, Gentiloni: decreto del governo per diritto d'asilo più veloce e rimpatri più chiari

Sui migranti, dice il premier, abbiamo "indicato la strada all'Ue, ora bisogna rendere effettivo il principio di condivisione dell'onere dell'accoglienza"

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Oggi il governo rende "più rapidi i processi di concessione del diritto d'asilo ai rifugiati, più trasparenti i meccanismi di accoglienza facilitando con diverse misure i meccanismi necessari per i rimpatri". Così il premier Paolo Gentiloni al termine della riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato un pacchetto di misure sull'immigrazione.

"L'obiettivo strategico - ha proseguito il premier - non è chiudere le nostre porte ma trasformare sempre più i flussi migratori da fenomeno irregolare a fenomeno regolare, in cui non si mette a rischio la vita ma si arriva in modo sicuro e in misura controllata nei nostri Paesi". "Ci teniamo molto stretti i nostri valori umanitari e di accoglienza ha ribadito - e rivendichiamo il lavoro fatto in questi anni perché credo che l'Italia abbia fatto un buon curriculum nonostante le difficoltà ed i numeri da fronteggiare. Abbiamo negli ultimi anni in un certo senso indicato la strada all'Ue, ora bisogna rendere effettivo il principio di condivisione dell'onere dell'accoglienza". Sulla sicrezza delle città, ha quindi concluso, oggi "abbiamo preso decisioni di un certo rilievo", spiegando che il provvedimento sulla sicurezza è in intesa con l'Anci.

Varato decreto per interventi su immigrazione e sicurezza urbana
"Il Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri dell'interno Marco Minniti e della giustizia Andrea Orlando, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per l'accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale, per l'introduzione di misure volte ad accelerare le operazioni di identificazione dei cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione europea e per il contrasto dell'immigrazione illegale". Lo si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi al termine del Cdm. "Nello specifico, con il decreto: sono istituite, presso i tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia, 14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea. Tali sezioni avranno competenza relativamente a: mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia. In tali controversie il tribunale giudica in composizione monocratica".