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EUROPA

"Ogni città potrebbe adottare 10 famiglie di rifugiati"

Sassoli: il muro sarebbe rinnegare nostri i valori. "A ogni città 10 famiglie rifugiati"

"L'Unione non può diventare una fortezza contro la povera gente che scappa per la guerra, la fame o da regimi infami" sottolinea il presidente del Parlamento europeo

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Siamo di fronte a un certo "degrado morale che mette seriamente in pericolo i valori della democrazia europea". Lo dice in un'intervista a Repubblica il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, parlando della proposta avanzata da 12 Paesi per la costruzione di un muro anti migranti. "L'Unione non può diventare una fortezza contro la povera gente che scappa per la guerra, la fame o da regimi infami - sottolinea - Proteggere i nostri confini, specie quando sono minacciati da regimi autoritari, è un dovere nei confronti dei nostri cittadini, ma alzare muri contro persone disperate sarebbe rinnegare i nostri valori e perdere la nostra umanità".   

È un'iniziativa "da respingere decisamente nei suoi fondamenti. L'unica soluzione è una politica comune europea che salvaguardi il diritto d'asilo e regoli i flussi migratori. I Paesi di frontiera non possono essere lasciati da soli a gesti requesti fenomeni e ne sa qualcosa anche l'Italia". Comunque"davanti a un muro, non sparisce l'immigrazione, cambiano soltanto le rotte. Occorre assumere le frontiere esterne come frontiere di tutti e lavorare per soluzioni comuni".   

"Ogni città potrebbe adottare 10 famiglie di rifugiati"
Poi Sassoli ha lanciato un appello durante il suo discorso alla cerimonia per il Patto dei Sindaci per il Clima e l'Energia a Stasburgo. "Le città possono mettere in atto politiche europee sulle quali a volte i governi nazionali sono un po' timidi. Cambiamento climatico, lotta alla povertà,uguaglianza sociale e immigrazione sono tutti temi sui quali le città e i territori possono fare molto. Se, ad esempio, ogni città adottasse 10 famiglie di rifugiati trasformeremmo l'emergenza in un'opportunità". 

Dodice paesi Ue chiedono un "muro" per fermare migranti
I governi di 12 Paesi Ue scrivono alla Commissione per chiedere esplicitamente nuove misure sull'immigrazione, a partire dalla costruzione di un "Vallo", un "muro" nei confini sudorientali dell'Europa. La lettera è firmata da Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia, paesi secondo i quali bisogna evitare "le gravi conseguenze di sistemi migratori e di asilo sovraccarichi e capacità di accoglienza esaurite, che alla fine influiscono negativamente sulla fiducia nella capacità di agire con decisione quando necessario". Netta la risposta della commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson, al termine del Consiglio Affari interni che si e' svolto a Lussemburgo: "Bisogna rafforzare la protezione dei nostri confini esterni, alcuni Stati membri hanno costruito recinzioni e strutture di protezione, ne hanno il diritto, ma se si chiede se occorre utilizzare i fondi europei per fare questo, devo dire no".