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MONDO

Migranti, barcone con oltre 50 a bordo si capovolge al largo della Libia

Lo rende noto l'Unhcr. Si tratterebbe della stessa imbarcazione per la quale Alarm Phone aveva iniziato a lanciare sos dalla tarda serata di ieri senza ricevere risposte. Mediterranea Saving Humans accusa: "Morti sulla coscienza", e chiede l'immediato dissequestro della nave Mare Jonio. Intanto, un altro dramma si è consumato in Marocco: 7 cadaveri trovati al largo di Casablanca

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Foto di archivio

Un'imbarcazione che trasportava oltre 50 persone si è capovolta al largo delle coste della Libia. Lo ha reso noto l'Unhcr, aggiungendo che i soccorritori sono in arrivo. Il naufragio si sarebbe verificato dopo una serie di sos lanciati dall'imbarcazione, rilanciati da Alarm Phone, cui, secondo la piattaforma che aiuta i migranti nel Mediterraneo, non è stata data risposta.  

"Che cos'altro deve succedere affinché le autorità si prendano responsabilità per la situazione?" twittava stamattina Alarm Phone. Già nella tarda serata di ieri, riferiva di una barca "partita dalla Libia giorni fa": "Abbiamo informato le autorità in Libia, Italia e Malta, ma nessuno ha lanciato un soccorso". Con il passare delle ore la situazione, come prevedibile, è peggiorata: "i naufraghi temono di morire e chiedono aiuto. Le persone a bordo dicono che stanno imbarcando acqua".

Intorno alle 13, l'ultimo disperato sos dalla barca: "parlano di diritti umani, ma dove sono? Vi prego, aiutateci!". Alarm Phone ha assicurato di aver informato Eunavfor Med (l'operazione Sophia), Guardia costiera, Guardia costiera francese, forze armate maltesi e "la cosiddetta Guardia costiera libica".

A metà pomeriggio, l'allarme dell'Unhcr: la barca con i 56 si è capovolta. "Morti sulla coscienza" accusa la ong Mediterranea Saving Humans, che chiede l'immediato dissequestro della nave Mare Jonio

"Chiedo l'immediato dissequestro della  Mare Jonio. Se le autorità competenti non sono in grado, o non  vogliono, salvare le persone che rischiano la vita nel Mar Mediterraneo ci diano la possibilità di ritornare nel Mediterraneo  centrale prima possibile. Non vogliamo essere complici di questo  massacro" commenta Alessandro Metz, l'armatore sociale di Mare Jonio. "Altri 50 morti: da ieri si era a conoscenza di questa imbarcazione in difficoltà, dopo l'allarme dato a tutti i Centri di Coordinamento marittimo, di Italia, Malta e Libia. Nessuno è intervenuto. Li hanno sulla coscienza, li hanno lasciati morire. Noi non ci stiamo. Risponderanno prima o poi per crimini contro l'umanità" continua Metz. "Dobbiamo  ritornare prima possibile dove bisogna essere presenti. Ognuno si  assuma le proprie responsabilità e agisca di conseguenza. Noi dobbiamo tornare in mare, subito".

Intanto, la cronaca ci racconta un altro dramma in Marocco. Sette migranti marocchini, sei uomini e una donna, sono stati trovati morti oggi al largo di Ain Harouda, a nord-est di Casablanca, dopo che il loro gommone si è capovolto. Lo hanno reso noto le autorità locali. Altri tre migranti sono stati portati in ospedale, e le operazioni di ricerca continuano.

15 salvi nell'Egeo, si aggrava il bilancio del naufragio di ieri
La guardia costiera turca ha effettuato questa mattina un salvataggio nel Mar Egeo, al termine del quale 15  migranti irregolari sono stati salvati a bordo di un gommone, rovesciatosi nel tentativo di raggiungere i confini dell'Ue. L'intervento è avvenuto al largo di Mugla, località della costa sud, non lontana dalle isole greche di Kos e Kalimnos.

I migranti, in maggioranza afgani, sono stati condotti presso i centri di identificazione e controllo medico del direttorato turco dell'immigrazione, mentre i due minori salvati sono stati portati in ospedale in stato di ipotermia.La provincia di Mugla costituisce uno dei punti di partenza della rotta verso i confini dell'Ue più trafficata quando le condizione meteo sono favorevoli, che prevede appunto l'attraversamento di non poche miglia nautiche del Mar Egeo, fino alle isole greche e ai confini dell'Ue.

Appena ieri 7 migranti, tra cui due bambini, sono affogati nel Mar Egeo, vicino l'isola di Oinousses, a causa del ribaltamento di un gommone che trasportava circa 20 persone, 12 delle quali tratte in salvo, mentre almeno quattro risultano dispersi. Lungo queste rotte, in base ai dati forniti dal ministero dell'Interno, nel 2018 in Turchia sono stati fermati ben 268.000 migranti irregolari, mentre il bilancio del 2019 supera 17.000.

Un barchino procede verso Lampedusa
Un barchino con a bordo un numero ancora non precisato di migranti è stato avvistato nella zona della Tabaccara a Lampedusa.