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POLITICA

La polemica

Migranti, divisioni nel Movimento 5 Stelle. Grillo difende la linea dura

Il leader dei pentastellati "bacchetta" Maurizio Buccarella, che ha criticato la posizione del consigliere piemontese Vittorio Bertola a favore di un giro di vite sui permessi umanitari: "Nel M5S non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti". La base chiede di potersi esprimere sul blog

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Beppe Grillo (Ansa)
L'immigrazione torna a dividere i 5 Stelle e, dopo il post del consigliere piemontese Vittorio Bertola a favore di un giro di vite sui permessi per motivi umanitari, dentro il Movimento divampa la polemica. Un dibattito che vede nuove “sconfessioni” da parte di Beppe Grillo e la base in rivolta che reclama di potersi esprimere sul blog. Mentre Matteo Salvini paventa scontri tra polizia e migranti come in Grecia, Grillo lo snobba: "A Salvini non rispondo – afferma - Il discorso dell'immigrazione è che è diventata una industria che fa profitti sulla sofferenza e la Lega fa parte di questo sistema". 
 
Déjà-vu pentastellato

Lo scontro in casa 5 Stelle sembra far tornare il dibattito indietro di un anno. Un vero e proprio déjà-vu che ricorda la prima sconfessione del leader pentastellato da parte della base quando, nel 2014, venne approvata la proposta M5S sull'abrogazione del reato di immigrazione clandestina. Grillo, in quell'occasione, si pronunciò contro l'iniziativa del senatore Maurizio Buccarella pretendendo una consultazione della base. La quale, a sorpresa, si espresse a favore della scelta del parlamentare. Ora, di nuovo, Buccarella finisce nel mirino del capo politico del Movimento per aver criticato la posizione 'shock' del consigliere torinese. "Va ricordato al cittadino Buccarella che nel M5S non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti" tuona Grillo dal suo blog ribadendo la regola base del Movimento, quella dell' "uno vale uno".

La posizione di Grillo
"Non c'è differenza fra un portavoce consigliere comunale e un portavoce senatore. Nel Movimento 5 Stelle esistono posizioni e discussioni, come quella in corso sull'immigrazione" chiarisce Grillo, che evita di pronunciarsi in prima persona per evitare il bis del 2014 ma, di fatto, si schiera. Incurante della posizione assunta dai parlamentari che sul tema immigrazione hanno istituito in tavolo ad hoc. Lo fa nello stesso giorno in cui, dopo il post in cui mesi fa si era detto "un po' stanchino", ripete il suo desiderio di farsi da parte: "Mi defilo dal Movimento perché ho un'età, una famiglia numerosa: ho fatto il mio tempo" dice in un'intervista televisiva dove tuttavia torna ad attaccare il Capo dello Stato ("mi aspettavo un suo pugno sul tavolo") ma confessa il suo desiderio di tornare a fare il suo "lavoro, che è quello di divertire e di far vedere alla gente cose che forse non sa". Forse anche in tv.
 
La reazione della base 
La bacchettata sulle mani del senatore Buccarella - a cui tuttavia riconosce il fatto che il reato di immigrazione "è una perdita di tempo" - provoca però la reazione della base. In molti, commentando sul blog, difendono il senatore, altri invocano una nuova consultazione in rete, qualcuno se la prende con Grillo."Questa tua precisazione ha il sapore di una censura" lo accusa un iscritto. "Non ricominciamo con i pesci in faccia via blog. Abbiamo dei metodi democratici per risolvere internamente questioni come questa: il voto" esorta un utente, "Si discuta e poi si voti" chiede un altro. Le perplessità del leader M5S tuttavia riflettono la spaccatura dentro il Movimento tra chi difende l'accoglienza e chi non lesina a definire "merda" chi arriva con i barconi.