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MONDO

Vertice ministri interno in Lussemburgo

Migranti, per il Times ci sarebbe un piano Ue per espellerne oltre 400.000

Il quotidiano britannico fa filtrare un documento secondi cui chi ha visto respinta la richiesta d'asilo sarà rimpatriato

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Oltre 400.000 migranti entrati nell'Unione europea nei primi sei mesi del 2015 e la cui richiesta di asilo è stata respinta saranno espulsi e rimpatriati nei loro Paesi d'origine entro le prossime settimane. Questo quanto prevede un piano segreto, fatto filtrare al Times, secondo il quale Bruxelles, in caso di rifuto dei Paesi d'origine, ricorrerà alla minaccia di ritirare aiuti o respingere richieste di visti a quei Paesi come il Niger e l'Eritrea che rifiuteranno di riprendersi i loro migranti economici.

L'accordo prevede anche la detenzione preventiva di quanti debbono essere espulsi per timore che in attesa dell'attuazione del provvedimento, questi si dileguino, come accade in circa il 60% dei casi. La bozza dell'intesa sarà discussa l'8 ottobre al vertice dei ministri degli Interni sull'immigrazione in Lussemburgo.

Altro tipo di intesa invece quella raggiunta da Bruxelles con Ankara per tamponare l'emorragia dei profughi verso l'Ue. Non senza un confronto a tratti aspro, alla fine il presidente Recep Tayyip Erdogan nella sua ha dato il suo ok ad un accordo di principio per un piano d'azione con cui si impegna ad aprire sei centri di accoglienza; far lavorare i profughi, garantendo loro accesso a scuole e sanità; rafforzare l'attività della Guardia costiera anche nella collaborazione con quella greca (il premier Alexis Tsipras ha annunciato l'apertura di cinque hotspot sulle isole); ed un'accelerazione su registrazioni e riammissioni. Il piano però, evidenzia la portavoce della Commissione Ue Natasha Bertaud, "è ancora una bozza. Dovrà essere discusso e approvato da entrambe le parti".

"Mai decisioni sono state prese a tale velocità", sottolinea il presidente dell'esecutivo Ue Jean Claude Juncker parlando all'Europarlamento e avvertendo l'assemblea (che nelle prossime settimane sarà chiamata a votare sul punto): "La Turchia deve essere inclusa nella lista europea dei Paesi di origine sicura, altrimenti possiamo mettere fine ai negoziati per l'adesione" e con questo dare l'addio (non lo dice ma è chiaro) alla cooperazione sulla crisi dei migranti. Sul piatto della bilancia per siglare l'intesa l'Ue, oltre all'inclusione nella lista, ha messo anche una stretta ai tempi per liberalizzare i visti.