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ITALIA

Save the children: sono i bambini a pagare il prezzo più alto

Migranti, proseguono gli sbarchi sulle coste italiane

In arrivo al porto di Reggio Calabria la nave Aviere della Marina militare con a bordo 591 migranti. Tra questi ci sarebbero un morto, una donna incinta e 151 minori

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Quasi 2000 i migranti approdati in Italia nelle ultime ore. E il flusso non si arresta. E' previsto nel primo pomeriggio al porto di Reggio Calabria l'arrivo della nave Aviere della Marina militare con a bordo 591 migranti. Tra questi ci sarebbero un morto, una donna incinta e 151 minori. Già al lavoro per le attività di primo soccorso, coordinate dalla prefettura, Forze dell'ordine, Comune, Provincia, Capitaneria di porto, Suem 118, Azienda ospedaliera, Croce rossa italiana, dell'Usmaf e dai volontari delle associazioni. 400 migranti saranno quindi trasferiti. I restanti saranno distribuiti invece nelle province calabresi. 

La nave Aliseo della Marina militare invece ha soccorso 121 migranti che si trovavano su un gommone. I migranti saranno trasbordati sulla nave Siem Pilot di Frontex. Lo rende noto la Marina militare sul suo profilo Twitter.

Silp, Cgil: sbagliato approccio emergenziale a fenomeno
 "I circa 1930 sbarcati in queste ore che giungeranno a Messina (con due cadaveri) compresi i 640 sbarcati a Pozzallo nel pomeriggio di ieri, dove sono stati peraltro fermati due scafisti, sommati a quelli in arrivo nel porto di Reggio Calabria (con un morto trasportato dalle nave Aviere della Marina Militare), rappresentano un gravoso quanto difficile impegno che interessa, in primis, le forze di polizia presenti sul territorio". E' quanto afferma il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone.

"Le difficoltà - prosegue Tissone - non mancano, ad iniziare dalla mancanza di strutture ed attrezzature idonee per l'accoglienza, per l'identificazione e per i successivi trasferimenti (solo a Lampedusa 500 persone sono in attesa delle procedure previste dagli hotspot). La rilocation come i rimpatri, gestisti prioritariamente dalla Polizia di Stato stanno distogliendo migliaia di uomini normalmente impiegati nelle attività di prevenzione e controllo del territorio, in particolare siciliano ma, anche, delle diverse parti del Paese interessate da continue aggregazioni di personale che mettono letteralmente in ginocchio Questure e Uffici di Specialità".

"Serve, in relazione agli attuali carichi di lavoro - conclude Tissone - un doveroso impegno da parte della politica teso a spostare il baricentro dalle forze di polizia ad altri soggetti cosa che va attuata quanto prima in ragione del carattere di strutturalità assunto da un fenomeno che, di certo, non diminuirà con il tempo."

Save the children: i bambini pagano il prezzo più alto
Secondo Save the Children, i leader riuniti oggi e domani a Bruxelles per trovare un accordo volto a risolvere la crisi migratoria stanno dando la priorità alla sicurezza dei loro confini, anziché a quella dei bambini. Circa il 40% dei migranti arrivati in Grecia nel mese di febbraio sono minori e, dall'inizio dell'anno, quasi due bambini al giorno hanno perso la vita in mare, ricorda l'organizzazione internazionale.

" L'attuale mancanza di risposte dei leader europei li ha lasciati bloccati alle frontiere, pressoché privi di accesso ai servizi di base, a rischio di venire separati dai genitori e di cadere in mano ai trafficanti", ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

Ong a Renzi: fermare accordo respingimenti con Turchia
L'Italia si attivi per fermare la politica dei "respingimenti collettivi verso i paesi di origine e di transito", aprendo canali legali di ingresso legali sia per i richiedenti asilo che per i migranti economici. E' l'appello lanciato all'indirizzo del presidente del Consiglio Matteo Renzi da Oxfam, Acli, Arcu, Asgi, Caritas, Centro Astalli, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Medu e Senza Confine, secondo le quali i negoziati in corso tra Ue e Turchia per il respingimento di tutti i migranti giunti sulle coste greche, rappresentano "una violazione senza precedenti del diritto europeo alla protezione internazionale e della Convenzione di Ginevra sulla protezione dei rifugiati".

"I respingimenti collettivi - scrivono - creano tragedie, si faccia promotore di una politica migratoria in grado di mettere fine alla disastrosa situazione umanitaria creatasi in Grecia e nei Balcani e di garantire il diritto alla protezione internazionale sancito dalle normative europee e dalla convenzione di Ginevra".

Sulla parte dell'accordo che prevede che siano respinti anche i cittadini siriani, in quanto oggetto di uno scambio con altri siriani provenienti da campi profughi in Turchia, la lettera specifica come sia "inaccettabile vincolare i programmi di reinsediamento al respingimento di un pari numero di migranti irregolari, come se le persone fossero pacchi da spostare, prive di bisogni e di diritti".

Le associazioni sottolineano inoltre come la Turchia non possa essere definita un Paese sicuro secondo le norme dell'Unione europea e non riconosce ai profughi siriani la possibilità di accedere allo status di rifugiato.