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ITALIA

Binario 21 della Stazione Centrale di Milano

Milano, Draghi visita il Memoriale della Shoah: "Custodire le memorie dei Giusti"

​Per il presidente del Consiglio quelle del 1938 non furono le "leggi razziali" ma"leggi razziste" 

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"Il Memoriale non ci parla soltanto di morte. Ci ricorda – e ricorda soprattutto ai più giovani – l’esempio di chi oppose all’orrore delle deportazioni le ragioni della vita. È la memoria dei Giusti - coloro che rischiarono la propria vita per salvare gli ebrei negli anni dello sterminio. Per offrire loro un rifugio e una via di fuga quando ne avevano bisogno. Qui a Milano come in altre città italiane". Lo dice il presidente del Consiglio Mario Draghi al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, Memoriale della Shoah.

"Dobbiamo custodire le loro storie di eroismo disinteressato. E dobbiamo custodire il patrimonio della cultura ebraica. Il suo contributo fondamentale alla storia italiana ed europea. Dalla scienza alla tecnologia, dall’arte alla letteratura, dalla medicina all’economia. Un’eredità costruita con coraggio in mezzo ai traumi della storia, come, per esempio, nella saga della famiglia Karnowski raccontata nel bel libro di Israel Singer", aggiunge.

Per il presidente del Consiglio, Mario Draghi, quelle del 1938 non furono le "leggi razziali" ma"leggi razziste".  Quelle leggi aprirono "una nuova stagione di discriminazioni e violenze. La sospensione e soppressione dei diritti politici e civili. L'uso politico dell'odio, che ha eroso le basi della nostra democrazia".

Liliana Segre è  "una 'donna libera e donna di pace', come si è definita in passato. A nome del Governo e di tutti gli italiani voglio ringraziarLa per il Suo impegno in difesa della verità e dell'umanità": così ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi visitando il Memoriale della Shoah con la senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz e parlando a una scolaresca. "Questo luogo è la rappresentazione tangibile della memoria della Shoah in Italia. Dei mali dell'occupazione nazista e del collaborazionismo fascista - ha aggiunto -. Ci mette davanti alle nostre responsabilità storiche, in modo netto e inequivocabile".