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MONDO

Il caso

Molestie a Colonia, il bilancio della polizia: 121 denunce e 16 sospettati

Due terzi delle denunce sono per molestie sessuali mentre in due casi si tratta di stupro

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(foto archivio)
Sono 121 le denunce di aggressione dopo l'assalto alle donne a Colonia nella notte di San Silvestro, mentre il bilancio dei sospettati sale a 16. Lo ha reso noto la polizia della città renana spiegando che i principali sospettati non sono ancora stati identificati per nome, ma sarebbero chiaramente riconoscibili attraverso immagini video.

Due terzi delle denunce ricevute riguardano inoltre molestie sessuali, mentre in due casi si tratta di stupro. Per vittime e testimoni oculari gli aggressori erano per lo più di origine nordafricana e araba.

Intanto, mentre continuano indagini e polemiche, il ministro della Giustizia tedesco Heiko Maas ha detto che se emergesse che fra i responsabili ci sono anche dei richiedenti asilo, questi potrebbero essere espulsi. Maas lo ha detto al Funke Mediengruppe. "La polizia deve lasciarsi chiedere se abbia preso sul serio i fatti avvenuti nella notte di San Silvestro", ha aggiunto il ministro.

E alle polemiche su quanto accaduto si aggiungono quelle scatenate dalle parole del sindaco Henriette Reker, che ha consigliato alle donne di Colonia di "tenersi a un braccio di distanza" dagli uomini non conosciuti. Un cambio di immagine drammatico per Reker, che era diventata una sorta di icona in patria dopo l'attacco subito da un folle dalle posizioni xenofobe: accoltellata nell'ottobre 2015 per le sue posizioni a favore dell'accoglienza dei migranti, ora promotrice se non dell'intolleranza, di una cautela davvero estrema, tutta rivolta agli uomini non del luogo.

L'hashtag #einearmlaenge (a un braccio di distanza) impazza su twitter, spunto per i commenti di chi vuole chiudere le frontiere ai profughi e di chi rifiuta invece la tentazione di mettere tutto e tutti nello stesso calderone. Tra i tweet che rimbalzano più frequenti, uno ricorda le parole della premier israeliana Golda Meier quando le fu proposto di imporre il coprifuoco per le donne a causa di frequenti aggressioni da parte di uomini. "Sono gli uomini che aggrediscono, allora che restino loro a casa", sentenziò la prima donna scelta per guidare il governo israeliano.