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ITALIA

Il chirurgo del cantautore: "La sua vita appesa a un filo"

Morte di Pino Daniele. Il suo cardiologo: "Ha aspettato l'ambulanza 30 minuti"

E' polemica sul tempo impiegato dall'ambulanza per raggiungere il casale toscano in cui viveva Pino Daniele. Il suo medico parla di mezz'ora, ma i sanitari smentiscono. Il cantante avrebbe preferito farsi portare a Roma e raggiungere il suo medico

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La Presse
''La sua vita era appesa a un filo, e lui lo sapeva bene'', a parlare è Achille Gaspardone, il cardiologo che ormai da molti anni aveva in cura Pino Daniele e che non si dice affatto sorpreso dall'infarto che il 4 gennaio ha colpito il cantautore di origine napoletana.

Gaspardone però puntualizza sulla tempistica dei soccorsi e afferma che ''dopo 30 minuti'' dalla richiesta ''l'ambulanza non era ancora arrivata''. E allora l'artista avrebbe deciso di non aspettare i sanitari e di andare a Roma, dove era in cura. Forse il tragitto si è rivelato fatale, quella casa nella maremma Toscana era troppo lontana dal quartiere Eur a sud della Capitale dove si trova il Sant'Eugenio, ospedale in cui - precisa il chirurgo - Pino Daniele è arrivato da ''cadavere''.

E' un'altra però la versione dei sanitari, che parlano di neanche 20 minuti per raggiungere quel casale isolato, luogo del buen retiro del cantautore. "Ogni giorno - racconta ancora all'ANSA Gaspardone, direttore dell'Unità operativa complessa di Cardiologia del nosocomio - era un giorno di vita in più guadagnato [...] Aveva una gravissima malattia alle coronarie da 27 anni, una patologia - spiega - che era stata trattata e che si era potuta portare avanti grazie ad interventi di angioplastica''.

All'artista, precisa, ''erano stati effettuati ben 4 interventi di angioplastica nel tempo''. Purtroppo, sono le parole del suo medico, ''la fine non è stata una sorpresa, ma proprio grazie agli interventi e procedure effettuati ha potuto vivere fino alla soglia dei sessanta anni''.