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POLITICA

L'intervista

Mosca invia armi ad Assad. Gentiloni: crisi Siria non si risolve con spedizioni militari

"Se la Russia volesse difendere militarmente Assad, sarebbe uno sviluppo negativo, un'ulteriore complicazione di una situazione già complicata", afferma il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un'intervista. Il ministro accoglie poi con favore la decisione della Danimarca di riaprire parzialmente le frontiere con la Germania 

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Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un'intervista a Skytg24, ha stigmatizzato un eventuale maggiore intervento della Russia a difesa di Assad in Siria: "Se la Russia volesse difendere militarmente Assad sarebbe uno sviluppo negativo. Sarebbe una ulteriore complicazione di una situazione già complicata. Altra cosa - prosegue Gentiloni - se la Russia volesse solamente presidiare i suoi asset in Siria. Capiremo meglio nei prossimi giorni ciò che avremo di fronte. Se la Russia che ha basi militari in Siria, pensa di rafforzarle per difendere gli asset e di contrastare l'Isis è un conto".

Sui marò
Il ministro ha anche detto che le condizioni di salute del Marò Salvatore Girone "sono sotto il controllo delle nostre istituzioni militari. Comunque attraverso la nostra Ambasciata ho verificato che da quell'attacco (di febbre di Dengue, ndr) si è ripreso".

Emergenza profughi
L'ondata migratoria in Europa "ha rischiato di travolgerci, non per le sue dimensioni, compatibili con un'area con 700 milioni di abitanti tra più ricche del pianeta, ma per la reazione a catena tra gli Stati, per l'egoismo e lo scaricabarile inarrestabili", ha affermato Gentiloni, nel corso dell'esame della relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Ue 2015. "Noi - aggiunge il titolare della Farnesina - rivendichiamo di essere dalla parte giusta, attraverso il lavoro della Marina, dei volontari, delle forze dell'ordine, che hanno salvato più di 100mila vite umane nel Mediterraneo". 

"L'Italia sarà decisiva nella ricostruzione in Libia"
Il ministro Gentiloni poi, parlando alla Camera, ha sottolineato che "deve essere chiaro fin d'ora alla comunità internazionale: se si arriverà a governo unitario, obiettivo alla nostra portata, l'Italia è pronta ad avere ruolo decisivo nella ricostruzione e nella stabilizzazione della Libia, anche dal punto di vista della sicurezza".