Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Natale-ipotesi-riaperture-possibile-un-nuovo-Dpcm-a-dicembre-588fe18b-fb23-44e2-8c49-54a830ca0b47.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

I medici frenano: "Rischio di rimbalzo dei contagi"

Natale, ipotesi riaperture: possibile un nuovo Dpcm a dicembre

Tra le ipotesi quella di nuove regole per le aperture dei negozi, al fine di consentire lo shopping. Il presidente della Regione Lazio Zingaretti frena: "Non dobbiamo fare errori dell'estate". Ordinanza del ministro Speranza che rinnova le misure per Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d'Aosta. Spirlì a Rainews 24: "Cambiato l'atteggiamento del governo verso le Regioni"

Condividi
Si iniziano a prendere sempre più corpo le ipotesi del nuovo Dpcm in vista del Natale, con nuove regole e restrizioni per evitare una terza ondata e non rovinare le feste agli italiani. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte all’Assemblea dell’Anci ha dichiarato che il Natale 2020 dovrà essere "più sobrio, senza veglioni, baci e abbracci" ma  in merito alle restrizioni non ha escluso che ci possano essere differenziazioni a livello provinciale mentre non è favorevole alla riduzione dei parametri da 21 a 5: “Io non sono uno esperto o uno scienziato, però dire 5 e 3 è un dibattito scientifico e non politico, dobbiamo anche fidarci degli esperti. Il dibattito è aperto, abbiamo concordato che è bene che il professor Brusaferro ed esperti spieghino bene i parametri ai presidenti delle regioni".

Nuove regole, dunque, potrebbero entrare in vigore il 4 dicembre, dopo la scadenza del Dpcm dello scorso 6 novembre. Oltre alla possibilità di differenziazioni a livello provinciale, si prospettano nuovi criteri per le aperture dei negozi, al fine di consentire lo shopping durante le settimane prima del Natale. Una delle ipotesi è quella di tenere aperto fino alla sera tardi per evitare assembramenti diurni, con ingressi contingentati. E si comincia a discutere anche della possibile riapertura dei ristoranti. Anche se dal governo anticipano che verranno mantenuti limiti e restrizioni per evitare una terza ondata da gennaio.

Speranza rinnova le misure per le regioni
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un'ordinanza, in vigore da oggi, con cui si rinnovano le misure relative alle Regioni Calabria, Lombardia,Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d'Aosta. La nuova ordinanza è valida fino al 3 dicembre 2020, ferma restando la possibilità di nuova classificazione prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020.

Lunedì convocata conferenza straordinaria delle Regioni 
Il Vice Presidente Giovanni Toti ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta straordinaria per lunedì 23 novembre alle ore 10.00 (esclusivamente in videoconferenza). All'ordine del giorno i i temi che saranno affrontati dalla Conferenza Unificata e dalla Conferenza Stato-Regioni che il ministro Francesco Boccia ha convocato in seduta straordinaria (con modalità di videoconferenza) rispettivamente alle 12.30 e alle 12.45 dello stesso 23 novembre.

Spirlì: "Cambiato atteggiamento del Governo verso le Regioni"
Al momento la situazione non è delle migliori su tutto il territorio, ci confrontiamo costantemente in Conferenza Stato-Regioni; c'è un nuovo atteggiamento verso le Regioni da parte del governo, si lavora  con maggiore sinergia". Lo ha detto Antonino Spirlì, presidente facente funzione della Regione Calabria a Rainews24.

Zingaretti: "Non dobbiamo fare errori dell'estate"
Un Natale di responsabilità, senza commettere gli stessi errori fatti nel corso dell'estate. Questa la raccomandazione per la lotta al coronavirus del segretario del Pd Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, oggi ospite di 'Start' su SkyTg24."Il tema non sono le regole ma il virus. Non dobbiamo fare gli errori di questa estate, dove sono state dette troppe stupidaggini. Se vogliamo bene a noi stessi e ai nostri cari è evidente che dovremo passare un Natale dove la responsabilità rimanga molto alta, dovremo stare attenti. Errare è umano, perseverare è diabolico", ha spiegato Zingaretti.

Cauda, Policlinico Gemelli: "Riaprire a Natale rischia rimbalzo contagi"
Aprire a Natale "può provocare una situazione di rebound", ovvero di rimbalzo dei contagi. "Laddove si devono conciliare le istanze dell'economia e della sanità, va fatto nel modo più oculato possibile e con il massimo delle protezioni, ma un potenziale rischio esiste, inutile nasconderci". Lo ha detto Roberto Cauda ordinario di Malattie infettive all'Università Cattolica del Sacro Cuore, durante la trasmissione Agorà, su Rai 3, in merito al rischio di trovarsi in una nuova ondata pandemica qualora si decida di riaprire a ridosso del Natale per aiutare i consumi.   

Rispetto ai numeri dell'epidemia di ieri, spiega Cauda, che dirige il Dipartimento malattie infettive del Policlinico Gemelli "da alcuni giorni a questa parte - ha aggiunto - vediamo segni ancora timidi di un rallentamento. Siamo in una sorta di plateau che oscilla tra 14 e 17% di positivi al tampone" ma "non vorrei ci fosse troppo ottimismo", perché "gli indici di occupazione delle terapie intensive sono ancora intorno al 43% a livello nazionale, ben oltre la soglia del 30% e un posto letto su due in reparto è occupato da malati Covid".

Anestesisti: vediamo lieve frenata ma guai a riaprire
"Le ultime restrizioni adottate stanno mostrando i loro effetti sul numero di ricoverati in terapia intensiva che cresce, ma meno di prima. Ma guai ad adagiarci sul risultato e riaprire". E' il monito del presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori Aaroi-Emac, Alessandro Vergallo che si mostra fiducioso e attendista rispetto agli ultimi dato emanati dai bollettini che fotografano l'andamento della pandemia. "Da quello che si registra c'è una diminuzione dell'accelerazione della curva con anche l'ultimo anello della catena ospedaliera che va a decrescere", spiega.

"Non sono cambiati i criteri per il ricovero in terapia intensiva quindi è ragionevole pensare che le ultime misure stiano producendo effetti". Per Vergallo le restrizioni "non hanno la stessa valenza del lockdown generalizzato scattato lo scorso marzo ma dei risultati li stanno producendo". Tuttavia - mette in guardia il presidente di Aaroi - "il più grande errore che si possa fare ora è adagiarsi su questo apparente miglioramento del trend - ma non della situazione - per ricominciare ad aprire. Sarebbe un errore enorme". E così dovrebbe essere anche a Natale, sostiene Vergallo, secondo cui "sotto il profilo sanitario sarebbe davvero troppo presto per allentare le restrizioni". Ovvio, aggiunge l'anestesista, "che a seconda delle colorazioni delle Regioni potranno esserci delle variazioni in meglio o in peggio. Ma uno 'scolorimento' generale sarebbe dannoso".

Galli: "Senza 'mantenimento' ci sarà la terza ondata"
"Ci si preoccupa delle prossime feste, ma ora abbiamo il dovere di analizzare cosa succederà a Pasqua se questa seconda ondata non verrà soppressa come si deve. Altrimenti è come fare le diete molto concentrate e poi ci si arrabbia se dopo si ingrassa un chilo alla settimana. O si riesce a trovare un mantenimento, almeno fino a quando non arriverà il vaccino, o la terza ondata è scontata". A dirlo è Massimo Galli, direttore delle Malattie Infettive dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano, durante il convegno "Covid Geo: Comunità sicure. Scienza e tecnologia per ripartire in sicurezza e per sempre".

L'Umbria proroga la didattica a distanza per le secondarie
Prorogata in Umbria fino al 29 novembre la didattica a distanza per le scuole secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie. Lo prevede un'ordinanza firmata dalla presidente della Regione, Donatella Tesei, anche in considerazione del parere espresso dal Comitato tecnico scientifico regionale. Il provvedimento è in vigore da lunedì prossimo, 23 novembre, sino al 29 novembre ed estende la validità delle misure già in essere. Tra le misure confermate dall'ordinanza anche la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali di vicinato, medie e grandi strutture di vendita al dettaglio, alimentare e non, ad esclusione delle farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccherie e rivendite di generi di monopolio. E' fatto inoltre divieto dell'esercizio domenicale di ogni attività commerciale su aree pubbliche. Sono sospese - spiega la Regione - tutte le attività realizzate in presenza in spazi aperti o in luoghi chiusi da associazioni e circoli ricreativi e culturali, centri di aggregazione sociale, università del tempo libero e della terza età, i giochi da tavolo, delle carte, biliardo, bocce nei centri e circoli sportivi pubblici e privati. Sospese anche tutte le attività di gare e competizioni riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato olimpico nazionale italiano, dal Comitato italiano paralimpico e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di squadra e di contatto e svolti dalle associazioni e società dilettantistiche. È sospeso per lo stesso periodo, limitatamente agli atleti di età inferiore ai 18 anni che militano nelle società e nelle associazioni dilettantistiche e amatoriali degli sport di squadra e di contatto, lo svolgimento degli allenamenti e preparazione atletica anche in forma individuale. È altresì precluso per tutti l'uso delle parti comuni nonché degli spogliatoi. La Regione ha quindi annunciato che la prossima settimana saranno nuovamente analizzati i dati aggiornati "al fine di poter adottare provvedimenti adeguati a quella che è l'effettiva situazione epidemiologica e che, se dovesse seguire l'andamento registrato nei giorni scorsi, potrebbe portare ad un allentamento delle restrizioni in alcuni campi come, ad esempio, quello scolastico".

Bozza Regioni su impianti sci: al 50% nelle zone arancioni 
Impianti chiusi nelle zone rosse agli sciatori amatoriali e in quelle arancioni attivi ma con riduzione del 50% di presenze rispetto alla portata nelle funivie e cabinovie. E' quanto prevede la bozza del documento sugli impianti sciistici, che sarà portato in Conferenza delle Regioni lunedì prossimo per essere poi sottoposto al Governo e al Cts. "Per i territori rientranti nello scenario di cui all'articolo 3 del Dpcm - si legge nel documento - gli impianti resteranno chiusi alla fruizione degli sciatori amatoriali; per i territori rientranti nello scenario di cui all'articolo 2 del Dpcm sopra richiamato gli impianti resteranno attivi con riduzione di portata pari al 50% per le tipologie chiuse (cabinovie, funivie) ferme restando le limitazioni agli spostamenti previste dal medesimo art. 2 del citato Dpcm".